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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 10:15

Consiglio regionale: vitalizi, dipendenti ed energia: ci vogliono 600 mila euro in più all’anno

Aumenta la spesa della politica per i prossimi tre anni: il funzionamento dell’assemblea ci costerà 18,5 milioni di euro

Il consiglio regionale

Aumentano, nell’ordine, i vitalizi agli ex consiglieri regionali, le spese per l’energia e per i rinnovi contrattuali ai dipendenti. È quanto ha messo, nero su bianco, la Regione, in occasione dell’illustrazione del bilancio di previsione per il funzionamento dell’Assemblea legislativa, nei prossimi tre anni che, ci costerà, in totale, 18,5 milioni di euro.

L’aumento della spesa Nello specifico per i vitalizi agli ex consiglieri regionali, i cui assegni sono adeguati all’inflazione, si era preventivato un incremento del 5,5%, con un conseguente incremento di spesa degli assegni (rispetto alla previsione 2022-2024) di 310mila euro per il 2023 e di 487mila euro per il 2024. Ma allo stato attuale si va verso un aumento dell’8%. L’aumento dei prezzi nel settore energetico comporta una spesa di funzionamento per le utenze prevista in aumento per oltre cento mila euro, circa il 50% in più rispetto alla spesa storica. La sottoscrizione della pre intesa sul rinnovo contrattuale dei dipendenti regionali comporta, a regime, un fabbisogno ulteriore pari a 200mila euro l’anno. L’aumento della spesa, quindi, è stimabile in oltre 600mila euro all’anno. Di questi per 400mila euro si è riusciti a far fronte con la revisione della spesa interna, per altri 200mila euro è stato chiesto un incremento alla Giunta.

Bilancio 2021 Sempre in prima commissione è stato approvato il bilancio consolidato per l’anno 2021. «Sono state messe in campo – ha detto l’assessora Paola Agabiti – azioni che hanno portato al contenimento dei costi, anche nelle partecipate. Questo bilancio dimostra che abbiamo gestito al meglio una situazione difficile, dando anche risposte a situazioni pregresse, come il contenzioso con la Provincia di Perugia per il quale sono stati accantonati 8 milioni di euro. E nonostante ciò siamo riusciti a trasferire ulteriori risorse alla sanità, per la quale siamo ancora in attesa del trasferimento dal Governo per la copertura degli extra costi per la gestione della pandemia. Il risultato operativo tra costi e ricavi – ha ricordato Agabiti – è pari a 24 milioni 885mila euro. C’è stata una maggiore valorizzazione del patrimonio e una riduzione della spesa del personale, diminuita di 7 milioni di euro dal 2019. C’è stata una riduzione del debito per portare la Regione ad un andamento positivo anche nella gestione dell’indebitamento».

Le controllate e partecipate Il “Gruppo amministrazione pubblica” della Regione Umbria per l’esercizio 2021 è composto da 6 società controllate o partecipate (Umbria Digitale, Sviluppumbria, Gepafin, Umbria Tpl e Mobilità, 3A- Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, Umbria Salute e Servizi) e da 16 enti strumentali controllati o partecipati (Adisu – Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria, Arpa Umbria – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, Aur – Agenzia Umbria Ricerche, Centro per le pari opportunità, Isuc – Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea, Centro studi giuridici e politici, Ater – Azienda territoriale per l’edilizia residenziale della Regione Umbria, Cedrav – Centro per la Documentazione e la ricerca antropologica in Valnerina e nella Dorsale Appenninica Umbra, Agenzia Forestale regionale, Azienda vivaistica regionale Umbraflor, Eaut – Ente Acque Umbre Toscane, Consorzio Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica – Villa Umbra, Arpal Umbria, Fondazione Teatro Stabile dell’Umbria, Fondazione di partecipazione Umbria Jazz, Fondazione Umbria Film Commission).

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