venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:44

Consiglio regionale, al debutto subito polemica su Coletto mentre Squarta pregusta la presidenza

Oltre ai toni istituzionali in aula il Pd porta il caso legato alla condanna dell’assessore. Maggioranza e opposizione compatte sui primi tre voti a vuoto

La prima seduta dell'assemblea (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

L’undicesima legislatura, la prima con una maggioranza di destra nella quasi cinquantennale storia della Regione, è iniziata ufficialmente alle 10.22 di lunedì e la partenza non è stata solo belle parole e frasi di circostanza. Al centro dell’aula infatti è arrivato subito il caso di Luca Coletto, l’assessore alla Sanità approdato dal Veneto. A sollevarlo è stato il capogruppo del Pd Tommaso Bori che ha ricordato la condanna definitiva dell’assessore per razzismo a causa di fatti risalenti al 2001: «È inaccettabile – ha attaccato – avere un assessore condannato per razzismo. La presidente Tesei deve dire se ne era a conoscenza o meno». L’assessore, arrivato a seduta ormai terminata per problemi, ha spiegato lui, legati ai trasporti, alle domande dei giornalisti ha risposto così: «È una condanna – ha detto – per un reato d’opinione quindi non è niente di gravissimo e poi sono stato riabilitato. Farebbe bene il Pd a guardare nei suoi ranghi quanti indagati e condannati ci sono». Il primo match della legislatura numero undici è servita.

FOTO: LA PRIMA SEDUTA

LIVE: IL RACCONTO DELLA SEDUTA E GLI INTERVENTI

Primo giorno di scuola La presidente non ha voluto commentare il caso e durante la seduta non ha preso la parola, limitandosi a prendere alcuni appunti. Per il resto, clima da primo giorno di scuola. In aula c’è il pubblico delle grandi occasioni, con tanti parenti dei neo consiglieri e assessori. Quanto ai politici, tutta la vecchia guardia del centrosinistra è assente, a parte presenze isolate come quelle di Piero Mignini o Franco Granocchia. Lungo i corridoi dell’”acquario” invece, ci sono tanti ex consiglieri di centrodestra come Alfredo De Sio e Andrea Lignani Marchesani, ma a farla da padrona è la Lega, presente col segretario Virginio Caparvi, i senatori Luca Briziarelli e Simone Pillon e diversi attivisti. Nei dintorni dell’emiciclo sorrisi, abbracci come quelli tra Tesei e Vincenzo Bianconi, foto tra «vecchie amiche» come Donatella Porzi e la neo assessora Paola Agabiti. Insomma, è il primo giorno di scuola.

VIDEO – COLETTO TRA ACCUSE E SANITÀ

Tutto pronto per Squarta Quanto alla parte istituzionale della seduta, guidata dal consigliere più anziano (il dem Fabio Paparelli), tutto come da programma: per centrare l’elezione alla presidenza dell’assemblea Marco Squarta (FdI) avrebbe avuto bisogno di una maggioranza dei quattro quinti, impossibile da centrare. Maggioranza e opposizione sono state compatte in tutte e tre le votazioni, che hanno dato un identico risultato: 13 voti per Squarta e 8 schede bianche; dunque nessuna defezione, né da una parte né dall’altra e Squarta è già pronto a vestire i panni del presidente. La giornata buona per l’elezione sarà martedì, quando basterà la maggioranza semplice. Dal suo scranno Paparelli ha letto un intervento molto istituzionale centrato sulla necessità di dare risposte ai cittadini, ricordando il primo presidente della giunta Pietro Conti e il cinquantenario dell’istituzione che cadrà nel 2020, da «onorare al meglio facendo un bilancio su ciò che siamo stati e su ciò che vorremmo essere».

REGIONALISMO, ORA È LA DESTRA A DOVER AFFRONTARE LA SFIDA

L’opposizione L’altro dato politico emerso in questa prima seduta è invece il diverso approccio da parte dei consiglieri di opposizione. Da una parte il capogruppo dem Bori che nel suo intervento d’esordio, molto politico, oltre a ricordare un pezzo di storia della sinistra umbra e a rivendicare i risultati raggiunti, ha lanciato un primo affondo duro contro la giunta e la maggioranza; da parte di Andrea Fora e Vincenzo Bianconi invece toni maggiormente concilianti e istituzionali anche se molte sottolineature sulle differenze tra maggioranza e opposizione non sono mancate. E a proposito di opposizione, i giochi per quanto riguarda gli assetti sembrano definiti: Fabio Paparelli dovrebbe essere il portavoce, il pentastellato Thomas De Luca otterrà la presidenza della commissione vigilanza e la dem Simona Meloni la vicepresidenza dell’assemblea.

Twitter @DanieleBovi

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