giovedì 22 agosto - Aggiornato alle 15:40

Congresso Pd, via anche in Umbria al voto degli iscritti: si parte da San Sisto e Orvieto. Gli schieramenti

Sei candidati in lizza, solo tre accederanno alle primarie del 3 marzo. Si voterà fino al 23 gennaio

Bandiere del Pd

di Daniele Bovi

Settantaquattro in provincia di Perugia e 55 in quella di Terni. Inizieranno lunedì sera in Umbria le votazioni degli iscritti al Partito democratico per scegliere chi saranno i tre candidati che, alle primarie 3 marzo, si contenderanno la segreteria nazionale. In provincia di Perugia si parte dal capoluogo di regione e in particolare dall’Arci di Santa Sabina, dove voteranno gli iscritti ai circoli di San Sisto e Santa Sabina; in quella di Terni lunedì sera toccherà a Orvieto centro; curioso il caso di Montegabbione dove non ci sarà un congresso dato che risulta un solo iscritto. Il 23 gennaio ultimo giorno di votazioni: nel Perugino toccherà a Sant’Egidio, Marsciano e Castiglione del Lago mentre nell’altra provincia a Guardea, Stroncone e alcuni circoli di Terni.

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Candidati Sei i nomi in pista: Nicola Zingaretti, il segretario uscente Maurizio Martina (atteso mercoledì a Terni all’hotel Garden), il ticket renziano formato da Roberto Giachetti e dall’umbra Anna Ascani e poi un terzetto di outsider, cioè Maria Saladino, Dario Corallo e Francesco Boccia. Realisticamente la vittoria se la contenderanno Zingaretti e Martina, con il duo Giachetti-Ascani pronto a conquistare un posto ai gazebo (alle primarie accedono solo i tre candidati più votati dagli iscritti). A livello nazionale stanno già circolando, su Youtrend, i primi e assai parziali dati relativi ad appena 150 circoli, perlopiù concentrati in Emilia e Toscana: per quel che valgono fino a ora Zingaretti è al 48%, Martina al 36% e Giachetti al 12%. Come logico in Umbria sono iniziati da un pezzo i posizionamenti dei vari big che, a cascata, determineranno il voto dei circoli. Nella regione, a partire dal duo Bocci-Marini (vincitore con oltre il 60% del congresso regionale) sono molti gli orfani dell’ex ministro Marco Minniti, l’uomo sul quale sarebbe dovuta convergere l’intera galassia renziana. E invece è andata come è andata e così, a partire da Bocci e Marini, molti di coloro che avrebbero appoggiato Minniti hanno optato per Martina.

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Schieramenti Con il segretario uscente dunque ci sono esponenti di primo piano come Marco Vinicio Guasticchi e Luca Barberini, Eros Brega e Giampiero Giulietti, Carla Casciari, a Perugia Francesco Giacopetti e Giacomo Leonelli mentre al Trasimeno la presidente della Tsa Alessia Dorillo, da anni al fianco di Martina. Per Zingaretti da tempo si sono espressi sindaci come quello di Narni (Francesco De Rebotti), Orvieto (Giuseppe Germani), Gualdo Cattaneo (Andrea Pensi), Foligno (Nando Mismetti) e Marsciano (Alfio Todini). Con il presidente del Lazio anche Walter Verini, sconfitto da Bocci per quanto riguarda la segreteria regionale, e l’ex senatrice Valeria Cardinali oltre a Marina Sereni, l’altotiberino Stefano Fancelli, i perugini Sarah Bistocchi e Tommaso Bori, la spoletina Camilla Laureti e il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli. Dai risultati dei circoli si capirà la diversa presa sui territori delle varie tribù democratiche dell’Umbria.

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Ascani e Giachetti In movimento anche Anna Ascani che nei giorni scorsi, al Park Hotel di Perugia, ha organizzato una cena alla quale hanno partecipato molte persone. Il comitato Giachetti-Ascani si è dunque costituito anche in Umbria (responsabile è il tuderte Andrea Vannini e, insieme a lui, Federica Lunghi per la provincia di Perugia ed Emanuela Guanciale per quella di Terni). Asacani «ha sottolineato – spiega una nota del comitato – l’importanza dell’andare avanti sulla strada del cambiamento e del rinnovamento, rivendicando con orgoglio i positivi risultati dei governi riformisti, al riparo da ambiguità programmatiche, tatticismi correntizi ed incongrui ritorni al passato. La stessa Ascani ha ribadito che non c’è alcuno spazio per un’alleanza coi cinque stelle né oggi né in futuro e che chi ha anche solo immaginato un’ipotesi simile ha fatto male al partito. Il PD infatti deve ergersi a difesa di una Europa liberale, pacifica e democratica, fieramente contro ogni destra».

Twitter @DanieleBovi

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