sabato 15 dicembre - Aggiornato alle 13:28

Congresso Pd, scoppia la guerra dei seggi: «A Terni sono dimezzati, è incredibile»

Trappolino e Verini protestano, giovedì la riunione della commissione. Marini sul ‘PdR’: «Timore e preoccupazione»

Un gazebo allestito per le primarie (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

In vista delle primarie del 16 dicembre – con sullo sfondo lo spettro della scissione renziana – in Umbria scoppia la guerra dei gazebo, a ulteriore dimostrazione che è la partecipazione uno dei temi chiave dell’appuntamento che vedrà Gianpiero Bocci e Walter Verini contendersi la segreteria regionale del Pd. Il casus belli riguarda il numero di gazebo da allestire e quello delle sedi (dai circoli alle associazioni) da aprire a Terni.

La lettera Mercoledì pomeriggio Carlo Emanuele Trappolino, ex deputato, ex segretario provinciale del partito e rappresentante per l’area di Verini all’interno della commissione per il congresso, ha messo sul tavolo di quest’ultima una lettera con cui si protesta duramente contro la forte riduzione dei seggi a Terni: «Nonostante le disposizioni regolamentarie – scrive Trappolino – che ci chiedono espressamente di mantenere i seggi delle primarie 2017, nonostante l’esplicita disponibilità dei nostri circoli, che hanno garantito sedi e risorse, e l’impegno di quanti stanno tentando di mantenere un clima di buon senso e distensione, si sta riducendo il numero dei seggi, tentando di forzare la mano rispetto all’allestimento di alcuni di questi». La commissione si riunirà giovedì e in quell’occasione il nodo andrà sciolto.

PROVINCIA DI TERNI, L’ELENCO DEI SEGGI

Incredibile «Nelle comunicazioni alla commissione da parte delle federazioni provinciali – recepite e rese pubbliche ma ricordo soggette a modifiche qualora se ne ravveda la necessità e credo sia questo il caso – non sono state minimamente prese in considerazione, per esempio, le richieste espresse dai segretari di circolo del Comune di Terni, dove si è andati a una drastica riduzione – quasi dimezzamento – delle sedi a fronte di una immutata disponibilità da parte dei volontari, già precedentemente comunicata». A ruota è Verini a prendere posizione con un video pubblicato sulla pagina Facebook del comitato che lo sostiene: «È una lettera di protesta – spiega – contro una decisione incredibile. Siamo rimasti basiti. Perché dobbiamo dimezzarli? che c’è dietro? È un equivoco, una mancanza di comunicazione? da altre parti sono stati aumentati. Mi appello a Bocci: evitiamo di fare un funerale della partecipazione invece di una festa».

PROVINCIA DI PERUGIA, L’ELENCO DEI SEGGI

I due fattori «Io – prosegue – mi sono candidato per provare a fare un partito aperto. Le primarie sono importanti se partecipano i cittadini, e sia io che Bocci abbiamo detto dovrà essere una festa della partecipazione. La commissione si riunisce domani, speriamo che venga accolta la protesta». La sfida sui seggi rappresenta il primo ‘acuto’ della campagna elettorale e per capirne in senso bisogna parlare di un tema, cioè della partecipazione. Fin dall’inizio la strategia del tandem Verini-Pensi è stata molto chiara: tentare di tenere alta l’attenzione sulle primarie e cercare di portare al voto il maggior numero possibile di persone, nella convinzione che la partecipazione faccia bene al Pd e, soprattutto, che ciò potrebbe permettere di competere con l’asse formato da Bocci e dalla presidente della Regione Catiuscia Marini. È in quest’ottica che la disfida può essere inquadrata.

«A PERUGIA SARÀ BALLOTTAGGIO ROMIZI-GIUBILEI»

Le città I due elenchi (uno per la provincia di Perugia, l’altro per quella di Terni) pubblicati sul sito del Pd umbro dedicato alle primarie, non è definitivo in attesa della riunione di giovedì. Al momento per quanto riguarda Terni risultano 9 seggi (52 in tutta la provincia, 164 in quella di Perugia), mentre in altre città con meno abitanti (anche se va tenuto conto della diversa conformazione dei territori) ce ne sono quasi lo stesso numero o di più: ad esempio nove a Castiglione del Lago, 12 a Città di Castello, 7 a Foligno e 8 a Gubbio.

Marini e il PdR A livello nazionale invece Marco Minniti ha ormai di fatto ritirato la sua candidatura a causa del ruolo di Matteo Renzi, e in particolare della possibilità che i comitati civici diventino a breve l’embrione del nuovo PdR, il Partito di Renzi. Mercoledì Lotti e Guerini hanno garantito l’appoggio dei renziani all’ex ministro che però non ha sciolto i dubbi. Fredda sulla possibilità di un nuovo soggetto politico è la presidente Marini: «Credo – ha detto a Bruxelles dove nel corso della giornata il Comitato delle Regioni ha approvato il suo parere sulla nuova fase di programmazione dei fondi UE – che tutto ciò che indebolisce e mette in discussione il progetto del Partito democratico sia da considerare come qualcosa di negativo. In questa fase difficile del paese, se è possibile un’alternativa da costruire a questa maggioranza di governo, uno dei perni deve essere il Pd, anche se cambiato, rinnovato e in grado di aprire una fase nuova. L’eventuale creazione di un nuovo soggetto politico non può essere considerata come una piccola questione per il Pd. Io vedo la cosa con grande timore e preoccupazione». Di seguito pubblichiamo la lettera scritta da Trappolino.

Caro Presidente,
ti scrivo, anche facendo seguito a quanto più volte sottolineato nei giorni scorsi, per ribadire gli auspici e le aspettative rispetto al buon esito delle primarie, che più saranno partecipate e più daranno il segnale di un partito vivo e presente. Purtroppo prendo atto con amarezza e sconcerto che alcune scelte fatte nelle ultime settimane non vanno affatto in questa direzione. Nonostante le disposizioni regolamentarie, che ci chiedono espressamente di mantenere i seggi delle primarie 2017, nonostante  l’esplicita disponibilità dei nostri circoli, che hanno garantito sedi e risorse, e l’impegno di quanti stanno tentando di mantenere un clima di buon senso e distensione, si sta riducendo il numero dei seggi, tentando di forzare la mano rispetto all’allestimento di alcuni di questi. Nelle comunicazioni alla Commissione da parte delle Federazioni provinciali – recepite e rese pubbliche ma ricordo soggette a modifiche qualora se ne ravveda la necessità e credo sia questo il caso – non sono state minimamente prese in considerazione, per esempio, le richieste espresse dai segretari di circolo del Comune di Terni, dove si è andati a una drastica riduzione – quasi dimezzamento – delle sedi a fronte di una immutata disponibilità da parte dei volontari, già precedentemente comunicata. Abbiamo già condiviso in più occasioni la necessità di garantire con ogni mezzo la massima partecipazione possibile e non credo che tagliare seggi dove sarebbe invece possibile mantenerli risponda a queste intenzioni. Mi preme, inoltre, ricordare che lo svolgimento delle primarie è reso possibile dall’impegno volontario, gratuito e appassionato dei nostri militanti, che meritano la nostra gratitudine. I circoli che ci chiedono di tenere aperti i seggi sono circoli che hanno a disposizione sedi proprie, che non produrrebbero aggravio di costi, e tesserati che hanno voglia di dedicarci il loro tempo. Ti chiedo, pertanto, di fare in modo che le richieste che ci sono pervenute siano recepite  anche per evitare di esporci all’eventualità di ricorsi che rischiano di penalizzare non l’uno o l’altro dei candidati ma il partito tutto. Non credo sia giusto guadagnarci la ribalta, anche nazionale, per questioni che potremmo risolvere con la politica e nel rispetto del decoro, della trasparenza e dell’equilibrio nella definizione delle regole che ci stiamo dando.

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