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domenica 11 aprile - Aggiornato alle 23:43

Congresso Pd: i candidati Bori, Laureti e Bellini tirano dritto

Non basta il passo indietro di De Rebotti, Presciutti, Torrini e Schoen, per fermare la ricomposizione delle segreterie dopo due anni di commissariamento

Un seggio per le primarie Pd

Tommaso Bori, Camilla Laureti e Fabrizio Bellini tirano dritto sul congresso Pd. I tre candidati alle segreterie regionale e provinciale di Perugia e Terni con una nota congiunta confermano di proseguire la corsa che, però, è solitaria. Nei giorni scorsi, infatti, dalla sfida per la guida del Pd sui territori si sono sfilati tre dei quattro candidati alla segreteria Umbra, più Carlo Elia Schoen che correva per il Pd provinciale di Perugia.

Bori, Laureti e Bellini tirano dritto In una nota congiunta Bori, Laureti e Bellini dicono che il «congresso serve a dare un’organizzazione funzionale a un progetto e degli obiettivi da perseguire nel futuro. Ci apprestiamo a farlo – scrivono – coscienti dell’urgenza di tornare a confrontarsi democraticamente, nel pieno rispetto delle regole che la situazione emergenziale ci impone, evitando il rischio di perpetuare errori che ci hanno portato a numerose sconfitte. In questo tempo difficile, serve una forza responsabile, rappresentata da persone equilibrate e responsabili, aperte al dialogo e disponibili a mettersi a disposizione di un progetto senza chiedere nulla in cambio».

«Duro lavoro di ricostruzione» Nel documento i tre candidati sostengono anche che «il Pd ha in sé tutte le energie e le intelligenze per risollevarsi. Per troppo tempo è rimasto schiacciato dal peso dei personalismi, degli antagonismi e delle contrapposizioni tra correnti, che lo hanno reso negli ultimi anni un partito immobile, delegittimato e a tratti inservibile. La vera scommessa – ritengono Bori, Laureti e Bellini – è quella di gettare alle spalle gli errori del passato, ma non la storia e i valori democratici, per ripartire su basi nuove, e da chi ha voglia di impegnarsi davvero in un duro lavoro di ricostruzione che costerà molto fatica e nessun privilegio».

Veleni Quindi i veleni interni: «Non si è ancora spenta l’eco delle polemiche, degli attacchi scomposti portati sul piano personale, degli sgambetti strumentali e delle capziosità, ciò nonostante – vanno avanti i tre – è necessario guardare oltre, verso un nuovo orizzonte condiviso e plurale, di cui saremo garanti, insieme a tutti coloro che sentono di fare parte di questa comunità politica, che credono che serva anteporre l’interesse collettivo a quello particolare, e si apprestano a celebrare un congresso che ha il valore di un nuovo inizio. In tanti stanno attendendo una rinascita democratica, dopo oltre due anni di commissariamenti, per restituire dignità ad un partito che deve essere messo nelle condizioni di tornare a svolgere il proprio ruolo nella società umbra che oggi ne ha un gran bisogno».

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