giovedì 13 dicembre - Aggiornato alle 14:17

Congresso, il Pd di Corciano: «Prima va costruita la proposta politica, poi si parli delle persone»

L’Unione attraverso il segretario Baldelli interviene sulle assise: «Finora ci si è mossi su un terreno surreale. Discutiamo di contenuti»

Bandiere del Pd

«Non si tratta di individuare una figura e costruirci intorno una proposta politica, quanto di costruire una proposta politica e qualificarla con una figura realmente rappresentativa, riconosciuta, riconoscibile». Il 16 dicembre, giorno scelto per le primarie in cui si sfideranno Walter Verini e Gianpiero Bocci, il popolo del Partito democratico umbro sarà chiamato a dare il suo contributo per il rilancio del partito e sul percorso congressuale intrapreso negli ultimi giorni interviene l’unione comunale del Pd di Corciano, dove il sindaco Cristian Betti si è schierato con l’ex sottosegretario.

Terreno surreale Il Pd corcianese invita a discutere nel merito sull’identità, sulla direzione, sulle prospettive e sui contenuti necessari per aprire una fase nuova. «Abbiamo l’impressione – commenta l’unione comunale corcianese con in testa il segretario Franco Baldelli – che finora ci si sia mossi su un terreno surreale, come se non ci fosse stato lo ‘tsunami’ del 4 marzo scorso. Come se la situazione politica nazionale e locale fosse ancora ferma a 2-3 anni fa. Gli atti preparatori al congresso ci consegnano un partito che parla a se stesso, che pone se stesso e i suoi apparati al centro di una disputa riservata ad addetti ai lavori con la pretesa di rappresentare un elettorato che non c’è più».

Territori Una presa di posizione netta e precisa: «Vorremmo un Pd che riparta dai territori, che ponga al centro delle sue azioni le esperienze amministrative e che incentivi un protagonismo dal basso. Non abbiamo alcun margine di credibilità se continuiamo a inseguire la modernità con uno sguardo novecentesco, se proponiamo soluzioni superate adottando strumenti e linguaggi obsoleti. Una crisi di identità politica, amplificata dalle recenti scissioni e lotte intestine e certificata dal dissenso popolare, impone anche di guardare fuori dai confini nazionali. La recente affermazione dei Verdi in Germania, ad esempio, può far pensare che una buona proposta riformista non è solo questione di ambientalismo, ma anche di modello di partito: aperto, pluralista, idealista ma concreto, lontano dal neocentrismo. Occorre rivedere i contenuti alla luce dei problemi del nostro tempo».

Tornare a sognare «Non possiamo lasciare alla destra populista – conclude l’Unione  – temi fondamentali in nome di un anacronistico totem di valori. Il Pd deve parlare di sicurezza, di emigrazione, coniugandoli con i principi delle pari opportunità e della solidarietà. Non abbiamo la presunzione di scrivere da soli un programma politico, ma ci mettiamo a disposizione ricordando che Corciano c’è, al pari di altri territori, tanto nei contenuti quanto nel dibattito che fanno bella la politica. Vogliamo tornare a sognare, smettendo di dividerci e di confrontarci sulle persone piuttosto che sulle idee. Andando oltre ciò che siamo stati ed abbiamo fatto, ma ripartendo da quelle esperienze che hanno dimostrato come esista ancora un Pd che cammina su gambe e volti concreti, pronto a confrontarsi quotidianamente con i problemi reali della gente, trovando e dando risposte».

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