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mercoledì 2 dicembre - Aggiornato alle 01:29

Congresso Pd ‘congelato’, Bori: «Ma no a rinvii sine die». Gli altri candidati: «Prevalso buonsenso»

A ore l’annuncio del segretario Zingaretti. Il candidato alla segreteria: «Serve atto di responsabilità collettiva»

Tommaso Bori

Il Covid ferma il congresso del Partito democratico in Umbria. A ratificarlo, dovrebbe essere il segretario nazionale Nicola Zingaretti nella relazione in direzione attesa in mattinata. E nella situazione attuale, anche il favorito per la conquista della segreteria, Tommaso Bori, a questo punto chiede di fermare la macchina. Attenzione, però, senza rinvii sine die e senza riaprire il tesseramento. «Data la recrudescenza della pandemia e la recente impennata dei contagi – scrive su Facebook -, serve ora un gesto di responsabilità collettiva, che porti a valutare il congelamento momentaneo dei congressi senza che con ciò, si arrivi a vanificare il lavoro compiuto in questi mesi e ad arrestare il percorso di discussione e confronto già avviato».

Svolta vicina «Il Partito democratico dell’Umbria – scrive Bori in una lunga nota su Facebook – è ormai vicinissimo ad una svolta: la necessità politica di svolgere i Congressi rimane. Anzi, di giorno in giorno si registra una crescente richiesta di cambiare marcia dal basso. Nonostante i continui attacchi ricevuti e malgrado una battaglia strumentale sulle regole, che alcuni hanno pianificato e praticato dal principio al solo scopo di delegittimare o, addirittura, far saltare un congresso che arriva tardivo e che è stato già rimandato troppe volte, noi abbiamo continuato a lavorare, a fare politica come sappiamo fare, tra la gente, pensando al futuro e al bene dell’Umbria e della comunità del Partito Democratico». Tuttavia, per Bori «in questo tempo difficile, permeato da paure e speranze, più che mai c’è bisogno di comportamenti responsabili e non piegati ad una battaglia politica o, peggio, personale, così da assicurare forme di partecipazione che non comportino alcun rischio per la salute pubblica».

No rinvio sine die Per questo «riteniamo dunque indispensabile mettere in campo tutte le energie, le competenze e il tempo necessario non per accampare scuse e provare a spostare il congresso sine die per l’ennesima volta, ma per adeguare i nostri modelli organizzativi e le nostre regole interne. Per scongiurare il rischio che questa pandemia arrivi anche a comprimere gli spazi di democrazia e a condizionare le funzioni di direzione politica locale e nazionale». Dunque «il Congresso è iniziato da mesi ed è in atto, noi chiediamo e riteniamo opportuno che venga congelato, ma non fermato: congelare il congresso umbro, non significhi però annullarlo. Occorre mantenere le regole che ci siamo dati, aggiornando le modalità di discussione e di voto, preservare il tesseramento e i candidati che sono già in campo, compresa l’estesa platea di iscritti presenti in lista. Altrimenti si vanificherebbe il lavoro e l’impegno messo in campo fino ad oggi. Ma soprattutto è necessario smettere di schiacciare il dibattito su ruoli e incarichi, spostando l’attenzione sui temi, i progetti e le idee».

Gli altri In una nota gli altri tre candidati (Francesco De Rebotti, Massimiliano Presciutti e Alessandro Torrini) spiegano che ha prevalso il buonsenso: «Il congresso regionale – dicono – non si può svolgere in questa situazione di drammatico aumento dei casi Covid-19 in Italia e, soprattutto, in UmbriaCi fa piacere che prevalga il buon senso e che tutta la comunità del PD umbro converga nell’adottare il principio di precauzione. In questo momento tutti i dirigenti e i rappresentanti istituzionali del Partito Democratico, ciascuno secondo le proprie responsabilità, devono produrre il massimo sforzo possibile per contribuire a risolvere i gravi problemi – sanitari, sociali ed economici – che ci pone la pandemia. Proprio per concentrarci sui nostri doveri politici ed istituzionali noi nei giorni scorsi avevamo autosospeso la nostra campagna congressuale».

Il futuro «Come era facilmente prevedibile – aggiungono – i congressi del Pd sono stati sospesi anche nelle altre regioni italiane dove erano previsti. Chiaramente, le modalità della sospensione del nostro congresso regionale e le forme secondo le quali si organizzerà il partito umbro nel corso di questa seconda ondata pandemica, saranno decise nelle sedi e dagli organismi competenti. Il lavoro di questi mesi è certamente stato utile. Gli iscritti del Pd hanno cominciato a capire dove si annidano le troppe ipocrisie. Cresce nel PD la voglia di partecipare ad una comunità inclusiva e plurale. Di uscire dalla retorica delle frasi fatte per stare nella concretezza delle cose da fare. Ci sembra sia un primo importante risultato. Continueremo nei prossimi mesi a fare attività politica e amministrativa come sempre abbiamo fatto, dalla parte dei cittadini».

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