domenica 21 aprile - Aggiornato alle 17:30

Concorsopoli, pressing su Marini per le dimissioni. Verini: «Sta valutando situazione»

Ammesse mozioni di sfiducia: discussione il 23. La maggioranza la difende. Calenda durissimo. Zingaretti: «Confido senso responsabilità». L’avvocato Pepe: «Vi terremo informati»

Verini esce da Palazzo Donini (Foto F.Troccoli)
Notizie Principali
11.53 - Ammesse mozioni sfiducia: rinvio del Consiglio
12.53 - Zingaretti: «Confido senso di responsabilità di Marini»
14.14 - Maggioranza ribadisce fiducia
15.30 - Riunione tra Marini e Verini a Palazzo Donini
Notizie Live
Ore 18.49

Intervista a Verini:

Ore 18.29

Walter Verini uscendo da Palazzo Donini: «La presidente sta valutando la situazione. E’ una persona seria che ha sempre anteposto gli interessi delle istituzioni ai suoi personali o di consorteria. Per cui qualsiasi decisione prenderà lo farà nell’interesse dell’Umbria e dell’istituzione. Tempi? Non ho idea, è lei che sta valutando ma da giorni con serenità. Pressioni da Roma? Non c’è nessuna pressione da Roma. Zingaretti ha detto che qualsiasi cosa decida sarà nell’interesse della comunità umbra. Sarà Catiuscia Marini a parlare se deciderà qualcosa». Poi si è diretto nella sede del Pd in via Bonazzi

Ore 18.02

Cosa accadrà in caso di dimissioni? Come stabilisce l’articolo 64 comma 1 dello Statuto della Regione Umbria: nella ipotesi di rimozione, impedimento permanente, morte o dimissioni volontarie del Presidente della Giunta, subentra nella carica, fino alla elezione del nuovo Presidente, il Vice Presidente, designato fra i componenti della Giunta per l’ordinaria amministrazione.

Ore 17.58

#Marinidimettiti non è solo un hashtag lanciato dalla Lega Umbria, ma anche il nome della raccolta firme che già dalla prossima settimana, i vertici Lega promuoveranno in tutta la Regione per chiedere ai cittadini le dimissioni della presidente della Regione Catiuscia Marini. Ad annunciarlo il segretario regionale Lega Umbria Virginio Caparvi

Ore 17.55

Si fanno insistenti le voci su possibili dimissioni della presidente Marini, tuttora a Palazzo Donini dove sono in corso riunioni

Ore 17.30

L’avvocato Nicola Pepe, legale di Catiuscia Marini, entrando a Palazzo Donini: «Sto entrando per incontrare la presidente – dice a Umbria24 -. Vi terremo informati su cosa accadrà». Pepe ha comunque ribadito l’estraneità della sua assistita alle accuse che le vengono mosse. «Lei è estranea a un sistema comunque suscettibile di rilievo penale»

Ore 17.17

Il vicepremier Di Maio: «Il Pd somma anche questa inchiesta a una serie di autogol che ha fatto nei primi mesi della segreteria di Zingaretti, il quale di fronte allo schifo che sta emergendo dice ‘spero che prevalga il senso di responsabilità’ . Un segretario serio dopo 5 minuti avrebbe espulso dal partito quella gente. Io l’ho fatto con De vito in 30 secondi, questa è la differenza tra il M5S e un partito ‘rinato stanco’ come il Pd»

Ore 17.15

La presidente Marini è da quasi due ore in riunione col commissario del Pd regionale, Walter Verini a Palazzo Donini. Verini è reduce da una mattinata a Roma in cui ha incontrato Zingaretti. Uscendo da quell’incontro aveva detto: «Dimissioni? Deve decidere lei»

Ore 16.50

I quattro consiglieri regionali dei gruppi di opposizione “Misto Ricci presidente – Italia civica”, Movimento 5 Stelle, “Misto Fiorini per l’Umbria” annunciano di aver depositato formale richiesta di istituzione di una Commissione di inchiesta sul sistema dei servizi sanitari, secondo quanto previsto dall’articolo 54 dello Statuto della Regione Umbria, della durata di 12 mesi. Nella richiesta, gli esponenti dell’opposizione motivano la propria iniziativa con l’inchiesta in corso e con «la necessità di una ricognizione immediata politico-istituzionale e organizzativo–gestionale sul sistema dei servizi sanitari regionali, per definire atti legislativi e di gestione per un sistema preventivo di monitoraggio e controllo».

Ore 15.40

Giacomo Leonelli su Facebook sostiene che «ogni giorno che passeremo in Consiglio regionale da qui in avanti dovrà essere utilizzato per adottare correttivi urgenti rispetto a quello che sta emergendo». Ecco il post

Ore 14.50

La sospensione dell’attività del consiglio regionale non è l’unica notizia della giornata sul fronte politico. In mattinata il neo commissario del Partito democratico umbro, Walter Verini, è stato a Roma per discutere il caso che riguarda l’Umbria e nel pomeriggio potrebbe incontrare la presidente. Le dichiarazioni del segretario Nicola Zingaretti, che lascia aperta la porta a ogni tipo di possibilità e invita alla riflessione, e l’affondo di Calenda, vengono lette come un pressing romano nei confronti di Marini. In consiglio regionale intanto Claudio Ricci insieme ai colleghi di opposizione Liberati, Carbonari e Fiorini ha depositato la richiesta di istituzione di una commissione di inchiesta sul tema della sanità.

Ore 14.14

I capigruppo di maggioranza in Consiglio regionale Chiacchieroni, Rometti e Solinas in una nota confermano «la fiducia alla presidente Catiuscia Marini ed al suo operato in questi giorni in cui è sottoposta ad una forte pressione mediatica. Situazione, questa, che non la deve però distogliere dal gestire con impegno e determinazione questo difficile momento politico ed amministrativo. È importante – aggiungono – mettere in campo ogni azione utile a salvaguardare la qualità della sanità regionale, da sempre riconosciuta un’eccellenza a livello nazionale. Auspichiamo che tutti i coinvolti a vario titolo nell’indagine possano dimostrare la loro estraneità ai fatti. Esprimiamo solidarietà, vicinanza e fiducia a tutti gli addetti del sistema sanitario umbro che continueranno a garantire l’alta qualità e gli alti livelli di assistenza a tutti i cittadini. Si esprime rispetto per il lavoro dei magistrati auspicando tempi brevi per la chiusura delle indagini».

Ore 13.30

Catiuscia Marini, dunque, non parlerà in Consiglio regionale visto che la seduta è stata annullata. Diversi esponenti del Pd, a livello nazionale, come Calenda stanno premendo per le dimissioni, preoccupati delle ricadute per le Europee. Lei finora resiste, asserragliata a Palazzo Donini, dove ha incontrato esponenti dem locali e persone di sua fiducia. La linea è quella di separare le vicende giudiziarie (su cui ostenta tranquillità) con quelle politiche. Il commissario del partito umbro, Walter Verini, è in contatto diretto con Zingaretti. La situazione è in evoluzione e viene valutata ora per ora

Ore 12.53

«Confido nel senso di responsabilità e nelle valutazioni della presidente Marini perché faccia ciò che è meglio per l’Umbria e la sua comunità». Risponde così ai cronisti il segretario del Pd, Nicola Zingaretti

Ore 12.11

Parla la presidente dell’Assemblea regionale Donatella Porzi:

Ore 12.08

Ora è ufficiale: le mozioni di sfiducia verranno discusse nel primo giorno utile ovvero martedì 23

Ore 11.53

Ecco la nota ufficiale del Consiglio regionale:

La presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, sentito l’Ufficio di Presidenza (vice presidenti Marco Vinicio Guasticchi e Valerio Mancini), ha verificato la ricevibilità delle tre mozioni di sfiducia nei confronti della Presidente della Giunta regionale presentate ieri pomeriggio, 15 aprile, dai gruppi consiliari di opposizione: Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Gruppo Misto-Umbria Next, Gruppo Misto-Ricci presidente/Italia Civica, Gruppo Misto-Fiorini per l’Umbria, Movimento 5 Stelle.

Al fine di garantire la più ampia discussione delle mozioni secondo le modalità stabilite dallo Statuto regionale e dal Regolamento interno, si intendono acquisiti i documenti firmati dai gruppi sopracitati. Inizia quindi da ora il procedimento previsto: sospensione delle attività di Commissione e d’Aula e discussione delle mozioni di sfiducia, non prima di cinque giorni da oggi e non oltre quindici.

Ore 11.47

Salta la seduta del Consiglio regionale. La decisione di ammissibilità delle mozioni di sfiducia alla presidente, infatti, congelano tutta l’attività dall’Assemblea legislativa alle commissioni. Dunque, fino alla discussione delle mozioni (che deve avvenire tra 5 e 15 giorni), a norma di regolamento, non ci sarà attività legislativa a Palazzo Cesaroni

Ore 11.30

In una breve comunicazione alla stampa l’ufficio di presidenza composto dalla presidente Donatella Porzi coi vice Marco Vinicio Guasticchi (Pd) e Valerio Mancini (Lega) ha confermato che, a seguito della decisione di accogliere le mozioni di sfiducia, il regolamento prevede che la discussione avvenga tra 5 e 15 giorni, quindi ora ci sarà una riunione dei capigruppo ed è probabile che la seduta si terrà martedì prossimo

Ore 11.00

La situazione è intricata. Le forze politiche potrebbero riunirsi a breve in un ufficio di presidenza per decidere l’ammissibilità delle tre mozioni di sfiducia presentate. A rigore, infatti, servirebbero tra i 5 giorni e i 15 giorni per discuterle. Al momento non è neanche certo se il Consiglio regionale si farà oppure no

Ore 10.50

Durissimo l’ex ministro Carlo Calenda a Radio Anch’io: «La situazione in Umbria è vergognosa, le intercettazioni sono molto chiare, dal punto di vista giudiziario è chiaro che si è sempre innocenti fino a prova contraria ma la responsabilità politica è gravissima. La rimozione del segretario Bocci non è sufficiente e, in caso di coinvolgimento provato, la Presidente della Regione Marini si deve dimettere come si fa in ogni paese normale. Perderemo l’Umbria? Perderemo l’Umbria, ma lo faremo con onore, perché in politica mantenere l’onore è la prima cosa»

Ore 10.40

I giornalisti in attesa

Ore 10.30

Troupe di giornalisti locali e nazionali fuori da Palazzo Cesaroni in attesa soprattutto della presidente Marini. Intanto, all’interno, i banchi sono ancora vuoti. È in corso, si apprende, una riunione di maggioranza per decidere il da farsi.

di Dan.Bo. e Iv.Por.

Concorsopoli approda nell’Aula del Consiglio regionale dell’Umbria. Sarà la presidente Catiuscia Marini, indagata nell’inchiesta della procura di Perugia, a prendere la parola in apertura per “comunicazioni”. Intanto dall’opposizione, nella giornata di ieri sono state depositate tre mozioni di sfiducia proprio nei confronti della governatrice, anche alla luce delle intercettazioni che la chiamano direttamente in causa.

PD NAVIGA A VISTA: LA DIREZIONE DI LUNEDI’

Marini: «Verità distante da articoli» Sull’inchiesta in generale e anche su queste circostanze – che in precedenza non erano emerse con questi dettagli – la presidente Marini (che è tra i 35 indagati) nell’incontro con la stampa di sabato si è già dichiarata estranea e pronta a tutelare la sua persona. E, in una nota, il suo legale Nicola Pepe esprime «profondo stupore e più di qualche perplessità» sulla pubblicazione delle intercettazioni. «La delicatezza della vicenda, che ha interessato importanti ambiti della sanità regionale ed alcuni suoi vertici – prosegue -, induce alla massima cautela ed al più assoluto rispetto non solo delle persone, a vario titolo coinvolte, ma anche dell’Autorità che sta conducendo le indagini, verso cui si rinnova una piena ed incondizionata fiducia. Come dichiarato nella conferenza stampa di sabato 13 aprile, la Presidente della Regione, Catiuscia Marini, non ha alcuna intenzione di alimentare strumentalizzazioni politiche che possano distogliere o anche solo costituire un intralcio all’accertamento della verità, assai distante dalle rappresentazioni fornite da alcuni articoli giornalistici. Il ruolo istituzionale rivestito – conclude l’avvocato – impone alla Presidente Marini di anteporre anzitutto l’interesse pubblico all’accertamento integrale della verità senza tuttavia rinunziare alla più ampia tutela della propria reputazione, civile e politica, in piena conformità a quei principi di rettitudine e rigore morale assoluto che hanno sempre contraddistinto il suo operato, anche di amministratrice».

VIDEO: PARLA MARINI

M5s: «Dimissioni o mozione di sfiducia» Però le opposizioni tornano alla carica. Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari del Movimento 5 stelle in una nota affermano che «le ultime intercettazioni della sconvolgente inchiesta sulla Sanità umbra gettano una luce sempre più inquietante su quel che i Pm definiscono senza mezzi termini un “contesto criminale che appare radicato da tempo, con meccanismi iperclientelari”. La presidente Marini chiarisca immediatamente quanto registrato dal trojan o si presenti dimissionaria domani stesso in Aula, quale preciso dovere verso l’Assemblea e i cittadini tutti. La “presunzione di non colpevolezza” non può essere banalizzata e strumentalizzata, ignorare vieppiù una realtà politico-istituzionale ampiamente al collasso». Il M5s ha già pronta una «mozione di sfiducia, ma riteniamo assolutamente imprescindibile – affer,ano i pentastellati – che dalla Marini arrivi oggi stesso un gesto chiaro chiaro e irreversibile rispetto all’enorme danno direttamente o indirettamente recato al prestigio delle Istituzioni, ma anche alla sicurezza percepita del sistema sanitario».

LE MICROSPIE IN OSPEDALE

Centrodestra: mozione di sfiducia Intanto i consiglieri dei gruppi regionali Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Misto-Umbria Next, Misto-Fiorini per l’Umbria hanno formalmente inviato alla presidente dell’Assemblea legislativa una mozione di sfiducia nei confronti della Presidente della Giunta regionale. Nell’atto si spiega che «l’iniziativa dei gruppi del centrodestra, prevista dagli articoli 71 dello Statuto regionale e 101 del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa, è conseguente ai fatti relativi all’indagine giudiziaria riguardante l’Azienda ospedaliera di Perugia e che ha coinvolto l’assessore regionale alla sanità, il presidente della Giunta regionale e i vertici amministrativi e dirigenziali dell’Azienda ospedaliera di Perugia». Nella mozione si considera inoltre che «il clima politico generatosi all’indomani dei rilievi apparsi sui giornali abbia incrinato irreparabilmente l’autorevolezza dell’Istituzione regionale per quanto concerne le decisioni da assumere in materia sanitaria», e in ragione di ciò «si ritiene pertanto che la Giunta regionale non sia più nelle condizioni di assicurare le proprie funzioni di governo della Regione». Nella mozione viene chiarito che «non si intende entrare nel merito delle vicende giudiziarie in quanto tale compito spetta alla Magistratura». Si ricorda altresì che l’azienda ospedaliera è la struttura ad alta specialità più grande ed importante dell’Umbria e che il 30 giugno prossimo si dovrà procedere alle nuove nomine dei vertici delle aziende sanitarie regionali. Nell’atto si specifica infine che il comparto sanitario umbro nel suo complesso impiega circa il 75 per cento delle risorse del bilancio regionale.

Altra mozione Una seconda mozione è stata depositata dai consiglieri dei gruppi regionali Movimento 5 Stelle, Misto-Ricci presidente/Italia civica, Misto-Fiorini per l’Umbria. Nell’atto viene ricostruita dettagliatamente la vicenda così come è stata raccontata dai mezzi di informazione e dalla quale emergerebbero «gravi reati». Per questo nella mozione «si ritiene che la posizione della Presidente della Giunta sia quantomai compromessa e potrebbe mettere a serio rischio l’immagine dell’intera Regione Umbria e il corretto funzionamento del sistema sanitario regionale, che assorbirebbe circa l’80 per cento della spesa annua, pari a circa 1,8 miliardi di euro». Inoltre si ricorda che «la tutela della salute è un principio fondamentale tutelato dall’articolo 32 della Costituzione della Repubblica italiana e dall’articolo 13 dello Statuto della Regione Umbria».

Terza mozione Gli stessi gruppi ma con primo firmatario diverso: i gruppi Misto-Ricci presidente/Italia Civica, Misto-Fiorini per l’Umbria e Movimento 5 Stelle hanno protocollato alla Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Nel documento i firmatari prendono atto «delle indagini sulla sanità in Umbria da parte della Procura della Repubblica di Perugia» e evidenziano «la necessità di una immediata nuova amministrazione regionale, con il ricorso a elezioni regionali anticipate» anche per dotare «il sistema sanitario regionale (a cui afferiscono circa il 65-70 per cento del bilancio della Regione) di strutture politico-direzionali in grado di assicurare efficacia ed efficienza decisionale in servizi essenziali quali quelli sanitari, che necessitano di una continuità strategico operativa e una adeguata qualità».

I commenti sono chiusi.