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martedì 9 agosto - Aggiornato alle 00:57

Collegi, il destra-centro trova l’accordo sulla ripartizione. Le simulazioni: possibile un 3-0

Trovata la quadra nel lungo vertice romano: le ipotesi per l’Umbria e le analisi di Istituto Cattaneo e YouTrend

di Daniele Bovi

L’accordo c’è, ora partirà la battaglia per piazzare i nomi nelle rispettive caselle. Mercoledì nel lungo vertice romano è stata trovata la quadra non solo sul come individuare il candidato premier ma anche su come ripartire i collegi dell’uninominale tra le diverse forze: a Fratelli d’Italia andranno 98 caselle, 70 alla Lega, 42 a Forza Italia e 11 a Noi con l’Italia più Coraggio Italia. In termini percentuali, per FdI si tratta di un 44 per cento, qualche punto in meno rispetto a quel 50 per cento di seggi chiesti sulla base dei sondaggi.

INTERATTIVO: LA MAPPA DEI COLLEGI

I collegi In Umbria, dove dopo il taglio del numero dei parlamentari gli scranni a disposizione non saranno più 16 bensì nove, i collegi dell’uninominale passano da tre a due: niente più quindi Perugia 1, Perugia 2 e Terni ma solo Umbria 2 e Umbria 1. Come si può vedere dalla mappa realizzata da Umbria24, nel primo ci sono le aree del Perugino, parte della fascia appenninica, l’Alto Tevere, l’Assisano e solo parte del Trasimeno; il comprensorio lacustre infatti (fatto sul quale in passato non sono mancate le polemiche) viene diviso in due zone: comuni come Passignano, Tuoro e Magione sono con il Perugino mentre altri come Castiglione, Paciano, Panicale, Piegaro e Città della Pieve sono nell’Umbria 2. Lo stesso assetto territoriale viene replicato per il plurinominale al posto del collegio unico. Per quanto riguarda il Senato invece, addio ai due collegi di Perugia e Terni: l’Umbria avrà un solo collegio.

PD, NEL GIRO DI POCHI GIORNI NOMI SUL TAVOLO DI LETTA

La ripartizione Per quanto riguarda la suddivisione tra i partiti, la partita si giocherà essenzialmente sui tavoli romani ma qualche ipotesi è possibile farla: una di queste potrebbe prevedere l’assegnazione alla Lega del collegio senatoriale, mentre alla Camera a FI potrebbe andare l’Umbria 2 e a FdI l’Umbria 1. Ma l’assetto, complici gli incastri romani, potrebbe anche essere diverso. Un paio di certezze però ci sono. In primis, lo scacchiere dell’uninominale – dove vince chi ha un voto in più – sarà decisivo per l’esito del voto: in tutto, infatti, vengono assegnati 221 seggi, pari al 36 per cento del totale, mentre il restante 64 per cento col proporzionale in collegi plurinominali.

I risultati L’altra certezza è che il destra-centro, sulla scorta della media dei sondaggi realizzati negli ultimi mesi, sembra partire anche in Umbria coi favori del pronostico. A confermare questo quadro le recenti simulazioni fatte dall’Istituto Cattaneo e da YouTrend. Partendo dalla prima (basata sui sondaggi, su una distribuzione territoriale dei consensi simile a quella delle ultime europee e ipotizzando una coalizione di centrosinistra che tenga dentro tutti a parte il M5S), alla Camera l’Umbria 1 viene classificato come «buono per il centrodestra», mentre l’Umbria 2 e quello unico del Senato come «sicuri». La zona rossa, da anni sempre più ridotta, è ristretta solo ad alcune aree della Toscana e dell’Emilia Romagna, i cui seggi saranno ambitissimi. Esito simile anche secondo YouTrend, che prevede diversi perimetri del centrosinistra: i tre collegi umbri tendono tutti verso il destra-centro.

Twitter @DanieleBovi

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