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mercoledì 29 giugno - Aggiornato alle 14:03

Coletto in casa Lega a Terni per ‘lavare i panni sporchi della sanità’: scoppia la polemica

Direttore dell’ospedale Chiarelli silurato ma il Carroccio glissa, opposizioni all’attacco: «Mancanza di rispetto verso il territorio»

di M.S.G.

È bersaglio di polemiche la iunione del direttivo provinciale della Lega Terni, con l’assessore regionale Luca Coletto, per parlare dei temi caldi della sanità nell’Umbria meridionale. Una riunione di fatto a porte chiuse, nella sede del partito di Corso Tacito, perché nessuno sapeva dell’arrivo dell’assessore se non i presenti, tutti appartenenti al gruppo di maggioranza. Riunione che secondo il partito di Matteo Salvini è servita ad aprire un «focus sulla costruzione del nuovo ospedale a Terni e smaltire le lunghissime liste d’attesa». Non una parola, per lo meno nel comunicato stampa diffuso a seguito della riunione, sul siluramento imminente del direttore dell’ospedale di Terni Pasquale Chiarelli. Accuse invece alla ‘sinistra’ «Focus sul nuovo ospedale di Terni che dopo vent’anni di immobilismo e inadeguatezza da parte della sinistra è tornato al centro dell’agenda politica del nuovo governo regionale di centrodestra a guida Donatella Tesei» riporta il comunicato diffuso dalla Lega Terni. Sinistra che non ha fatto mancare la sua replica: « Le questioni della sanità territoriale non sono un affare di partito, da trattare a porte chiuse – ha tuonato il consigliere di Senso Civico Alessandro Gentiletti-. Che l’assessore Coletto venga a Terni e invece di venire a parlarne in Consiglio comunale, come da tempo da più parti chiediamo, vada a farlo alla sede della Lega, dimostra mancanza di rispetto verso il territorio e le sue forze sociali. Inaccettabile  – ha concluso – questo modo di trattare la nostra città». Duri anche Pd e Movimento 5 stelle.

La riunione della Lega «Tra le tematiche al centro della riunione del direttivo provinciale Lega Terni anche il nuovo ospedale di Terni e quello di Narni-Amelia, oltre alla progettualità legata alle case di comunità e le strategie di contenimento delle liste di attesa indispensabili dopo i rallentamenti provocati dal covid» riporta il gruppo di maggioranza in una nota. Erano presenti alla riunione i parlamentari Virginio Caparvi e Valeria Alessandrini, rispettivamente segretario e vicesegretario Lega Umbria, l’assessore regionale Enrico Melasecche, i consiglieri regionali Daniele Nicchi e Daniele Carissimi, il sindaco di Terni Leonardo Latini e di Polino Remigio Venanzi, il referente provinciale David Veller e comunale Devid Maggiora, assessori e consiglieri comunali, militanti Lega della provincia di Terni. «Una riunione molto partecipata – sostengono – , vista l’importanza del tema trattato, nel corso della quale l’assessore Coletto, che nei giorni scorsi ha visitato la struttura ospedaliera ternana, ha illustrato il lavoro svolto e gli obiettivi da raggiungere nella considerazione delle linee guida definite dal nuovo Piano sanitario regionale che a breve inizierà il suo iter di approvazione». Dal dibattito si sarebbe ravvisata la «necessità di riorganizzare la rete territoriale così da evitare che i pronto soccorso delle aziende ospedaliere vengano presi d’assalto da casistiche non gravi che possono essere assistite in altre strutture». L’obiettivo posto dall’assessore Coletto scrivono «è quello di giungere in tempi brevi all’avvio dei lavori per dotare la città di Terni di una struttura funzionale, innovativa, al passo con i tempi, in grado di rispondere alle mutate esigenze del tessuto territoriale e di produrre mobilità attiva. Importante la sinergia da sviluppare con l’Università e con il nuovo ospedale comprensoriale Narni-Amelia, la cui realizzazione, anche in questo caso caratterizzata da anni di mancate promesse della sinistra, rappresenta  – concludono -un punto fermo nelle strategie di sviluppo del territorio individuate dal nuovo governo regionale».

La replica dei 5 stelle «La Lega dovrebbe semplicemente prendere atto del fallimento delle sue politiche sulla sanità nell’Umbria meridionale» hanno tuonato i pentastellati. Movimento che aveva presentato, insieme alle altre forze di opposizione in consiglio comunale, un atto che «aveva messo in evidenza una situazione ormai chiara e lampante, chiedendo un deciso cambio di passo». Un cambio di passo che sembrerebbe che la maggioranza abbia recepito e voluto provvedere con l’allontanamento di Chiarelli.  «La realtà però a Terni è drammatica – sottolineano i consiglieri del Movimento -: letti nei corridoi, malati Covid ricoverati nelle degenze istituzionali anziché in luoghi specifici, reparti chiusi, attività chirurgiche di media e bassa complessità bloccate. Un ospedale ingolfato con servizi territoriali inesistenti, file chilometriche e liste d’attesa di anni. Adesso l’assessore Coletto pensa bene di assolvere l’operato suo e della Tesei scaricando sul direttore dell’ospedale di Terni responsabilità che sono anzitutto della giunta regionale. Non riescono ancora a rendersi conto degli errori che da tre anni commettono, ma il siluramento annunciato del direttore Chiarelli è la dimostrazione del fallimento del modello di sanità della Lega». Una colpa che secondo i grillini però sarebbe da cercare anche altrove:«Anche l’Usl ha le sue responsabilità, non avendo minimamente supportato l’azione dell’azienda ospedaliera in affanno e contribuendo così a rendere la situazione ancora più insostenibile. Sicuramente la direzione dell’ospedale ha le sue colpe e non abbiamo mai mancato di metterle in evidenza. Ma molte delle attività ospedaliere prevedono una sinergia con la Regione mentre, invece, l’assessore di competenza in tutti questi anni non si è mai voluto confrontare con la realtà ternana. Una realtà dove è stato chiamato più volte, anche dal consiglio comunale, per confrontarsi sulle criticità da tempo presenti al Santa Maria. Una mancanza di ascolto che è stata portata avanti anche di fronte alle categorie degli ordini dei medici ed i sindacati del comparto. In tutto questo, nella bozza del Piano sanitario regionale non c’è ancora traccia del nuovo ospedale di Terni. La complessa situazione della sanità nell’Umbria meridionale – concludono – è da attribuire innanzitutto alla mancanza di politiche della giunta Tesei e del suo assessore alla Sanità. Che il famoso blitz a Terni avrebbe dovuto farlo tre anni fa e non l’altro ieri».

Le repliche del Pd «Il modello Lega è talmente allo sbando che l’assessore regionale alla Sanità ha deciso di mandare via il direttore generale del Santa Maria visto il caos che regna nella struttura ospedaliera di Terni – ha tuonato in una nota il capogruppo del Partito democratico Francesco Filipponi -. Un provvedimento tardivo, annunciato peraltro in una riunione di partito, ignorando le istituzioni.   L’ennesimo balletto sulle spalle dei ternani costretti a ore e ore di fila al pronto soccorso e a liste di attesa in alcuni casi addirittura pluriennali per la medicina ambulatoriale e territoriale».

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