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sabato 28 gennaio - Aggiornato alle 11:57

Città della Pieve, di notte niente più medico in ambulanza. Sindaco e Usl si scontrano su Facebook

Risini: «Insostenibile e irricevibile, atto da ritirare». Braganti: «Modello in vigore nella maggior parte dell’Umbria». Comitato sanità e Cgil in pressing sui servizi

Il Punto di primo soccorso di Città della Pieve

di Dan.Bo.

«Insostenibile e irricevibile». Il sindaco di Città della Pieve Fausto Risini definisce così la decisione dei vertici della sanità umbra di eliminare, dal primo novembre, il medico del 118 dall’ambulanza nel turno notturno. Risini, a capo di una giunta di centrodestra, venerdì ha preso carta e penna e ha scritto al direttore generale dell’Usl Umbria 1 Massimo Braganti, denunciando in primis che la decisione è stata presa senza consultare il sindaco.

La lettera «Una “disattenzione” – dice – che devo mio malgrado definire estremamente grave e irrispettosa nei riguardi non solo della cittadinanza ma anche dell’Ente e del sottoscritto che riveste altresì il ruolo di autorità sanitaria locale. Questo Comune e questo territorio, più in generale, si rilevano essere bersaglio di continui depotenziamenti, depauperamenti e sede prediletta di tagli regionali, i cui risparmi si decide puntualmente di destinare altrove. Tagli ingiustificabili considerato che una ulteriore riduzione, rispetto a quanto già è stato fatto, porterebbe all’assenza totale di assistenza sanitaria». Risini chiede quindi «l’immediata revoca del provvedimento».

La risposta La lettera è stata pubblicata sul profilo Facebook del Comune, mezzo scelto anche da Braganti per rispondere: «È singolare – dice in primis – leggere corrispondenza nei miei confronti prima dai social che dal mio protocollo ufficiale». Insomma, un cortocircuito. Braganti sottolinea di aver parlato del taglio con «i tecnici» a Castiglione del Lago, così da organizzare i servizi in sicurezza per cittadini e professionisti. «L’affermazione di lasciare il Comune senza assistenza è grave – scrive – e non vera! Durante il giorno non cambia nulla, e la notte è presente oltre alla guardia medica il medico del Pps (il Punto di primo soccorso, ndr) e l’ambulanza infermieristica, con l’attivazione in caso di necessità dell’automedica. Modello organizzativo funzionante nella maggior parte dell’Umbria, in Toscana e nella maggior parte delle altre regioni».

M5S A dar man forte al sindaco sono il consigliere regionale del M5S Thomas De Luca e Ilaria Gabrielli, pentastellata pievese; De Luca presenterà un’interrogazione per chiedere il ripristino del servizio e denuncia «l’ennesimo, grave e irrispettoso disservizio nei confronti della cittadinanza in materia di assistenza sanitaria sul territorio». «Nella Media Valle del Tevere il 48 per cento degli interventi – scrivono – supera i 20 minuti massimi previsti dalla legge. Ad Orvieto il 51 per cento degli interventi avviene in un tempo superiore a 20 minuti, a Pantalla il 48 per cento, ad Avigliano il 42 per cento, ad Amelia il 39 per cento, a Guardea il 42 per cento, a Ferentillo il 38 per cento. Due anni fa avevamo chiesto all’assessore alla Sanità, Luca Coletto, di porre questa emergenza al primo posto nell’agenda regionale. Un problema che la giunta continua a ignorare».

I servizi In generale il tema dei servizi sanitari nell’area del Trasimeno è rovente. Lunedì c’è stato l’incontro tra la Regione e Matteo Burico, presidente dell’Unione dei Comuni; in quella sede la giunta ha spiegato che è stata sì approvata l’ormai famosa delibera sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, ma che sarebbe ancora «futuribile» e che sarà realizzato un approfondimento su tutti i servizi presenti. A Castiglione del Lago nelle scorse ore si è di nuovo riunito il Comitato sanità Trasimeno, il cui portavoce è il consigliere comunale Paolo Brancaleoni, che ha chiesto un consiglio comunale aperto entro una settimana con la presenza di Donatella Tesei, dell’assessore Luca Coletto e del direttore Massimo D’Angelo. In programma ci sono anche altre manifestazioni dopo quella dei giorni scorsi (probabilmente una fiaccolata) e nel frattempo si ribadiscono tutte le richieste fatte da tempo: dal pronto soccorso H24, una chirurgia, una dialisi, una risonanza funzionante, un reparto oncologico, una neurologia, una Medicina per lungo degenti e una serie di ambulatori.

Cgil A intervenire sugli stessi temi sono anche Cgil e Spi Cgil: «L’incontro tra presidente dell’Unione dei Comuni e la presidente – scrivono – non allontana le nubi. Il rischio che si voglia “menare il can per l’aia” e prendere tempo è molto alto». «È quantomeno singolare che la Regione – dicono – approvi una delibera “di programmazione”, che poi la si definisca “futuribile” e che sia necessario un focus specifico sul Trasimeno e che ci sia bisogno (a tre anni dalla elezione di questa giunta) di elaborare una “scheda particolareggiata della rete territoriale dei servizi, delle strutture e delle criticità”.  Non si può fare finta ogni volta, di non conoscere, di aver bisogno di capire, quasi che si fosse appena arrivati dal pianeta Marte, quando nel frattempo si continua con manovre striscianti a depotenziare le strutture presenti». Da questo fronte si richiede di completare tutti gli interventi previsti nell’ospedale di Castiglione, dotandolo delle necessarie competenze, realizzazione di una struttura di soccorso a Città della Pieve, Case di comunità, migliori cure domiciliari, una Rete geriatrica territoriale e dei centri diurni dedicati a età evolutiva e Alzheimer.

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