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mercoledì 19 gennaio - Aggiornato alle 21:52

Chiusura Isuc, sul tavolo di Tesei e Squarta quattro proposte di salvataggio approvate dal Comitato

A deliberarle all’unanimità nei giorni scorsi è stato il Cts dell’Istituto. Tutte ruotano intorno al tema dei contratti. Presciutti eletto vicepresidente

Isuc

di Daniele Bovi

Quattro proposte per provare a salvare l’Isuc, l’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea che, dal primo gennaio, è di fatto chiuso. A depositarle sulle scrivanie della presidente della Regione, Donatella Tesei e di quello dell’Assemblea legislativa Marco Squarta, sono stati i membri del Comitato tecnico scientifico dell’Isuc. Il pacchetto, deliberato all’unanimità, ha al centro il futuro dei ricercatori precari i cui contratti – giudicati illegittimi e illegali dagli uffici del consiglio regionale – sono scaduti il 31 dicembre.

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La chiusura Dopo il cambio delle serrature, al momento dentro la sede di piazza IV Novembre (di proprietà della Diocesi) c’è solo un impiegato tecnico dell’economato del Consiglio regionale che apre, ma nessuno che fornisce alcun servizio bibliotecario, archivistico, didattico, di ricerca e così via; insomma, un’apertura soltanto formale. La prima delle proposte approvate prevede l’approfondimento, «attraverso nuove verifiche», del percorso di stabilizzazione dei precari «nel rispetto delle competenze e tenendo conto dell’anzianità di servizio».

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Le proposte Con la seconda si chiede di attivare cinque contratti di sei mesi – ognuno dal valore di cinquemila euro – per incarichi di prestazione occasionale; con la terza l’obiettivo è quello «di attivare forme contrattuali, attraverso uno specifico progetto di ricerca in grado di prefigurare tematiche e percorsi di studio preparatori alla successiva organicità tra Isuc e Università, un progetto di lungo periodo sulle linee guida del Comitato stesso». L’ultima carta riguarda la possibilità di stipulare convenzioni con uno degli enti regionali (come Sviluppumbria, l’Aur, Villa umbra e così via): l’Isuc sulla base di un progetto metterebbe il finanziamento mentre i soggetti coinvolti stipulerebbero i contratti.

FUMATA NERA SUI CONTRATTI, L’ISUC CHIUDE

Fase due La scelta ora spetta a giunta regionale e consiglio, ma al momento risposte non ce ne sono. Se una delle quattro proposte dovesse concretizzarsi, si aprirebbe la fase due dell’Istituto guidato da alcuni mesi da Alberto Stramaccioni. L’ambizione è quella di avviare una fase nuova sia sotto il profilo della ricerca che sotto quello della gestione, mentre sullo sfondo rimane la possibilità di una serie di accordi con le due Università, per i quali però occorre un periodo di transizione di almeno sei mesi. Un lasso di tempo che si può affrontare solo garantendo la piena operatività funzionale dell’Istituto.

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Il vice Nel corso della riunione poi Massimiliano Presciutti è stato eletto vicepresidente dell’Istituto. Il sindaco di Gualdo Tadino è stato indicato «alla luce della sua formazione di storico, della carica istituzionale che ricopre e per i rapporti e le collaborazioni che Isuc intrattiene da anni con il Museo dell’emigrazione “Pietro Conti” di Gualdo Tadino».

Twitter @DanieleBovi

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