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lunedì 30 novembre - Aggiornato alle 20:42

Chirurgia oncologica all’ospedale di Terni, è scontro politico sull’accordo coi privati

«Scelte scellerate» tuonano da M5s e Senso civico, «Sono attacchi strumentali» replica Nicchi (Lega)

Non si vede la fine dell’emergenza sanitaria e i piani di Bertolaso non passano senza polemiche. Lo scontro, come sempre, si accende a livello politico. «Ecco l’impatto devastante che la giunta Tesei sta avendo sulla sanità pubblica dell’Umbria meridionale. L’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni alza bandiera bianca ed è costretta a spalancare le porte alla sanità privata. È toccato al commissario straordinario dell’azienda ospedaliera ternana Pasquale Chiarelli comunicare che le liste di attesa per gli interventi chirurgici di natura oncologica o non oncologica ed in classe A o classe B verranno svolti presso l’istituto clinico ‘Porta Sole’ Alberto Cucchia di Perugia». A queste parole dei gruppi consigliari M5s e Senso civico di Terni, replica il consigliere regionale della Lega Daniele Nicchi: «È stato fatto un accordo con alcune cliniche di Perugia, per snellire e rallentare la pressione sull’ospedale di Terni».

Terni «Intanto – continuano dalla minoranza a Palazzo Spada – Bertolaso per dare un senso al suo ospedale flop pensa di portare medici, strumentazioni e malati umbri nelle Marche. E gli esponenti di Lega e Fratelli d’Italia continuano a dire che nell’Umbria meridionale va tutto bene e che gli ospedali di Narni ed Amelia sono aperti al 100%. Ci chiediamo ancora con quale faccia gli esponenti della destra continuino a diffondere notizie false per gettare fumo negli occhi dei pochi che ancora gli credono, piuttosto che lavorare per il bene del territorio. Quella che abbiamo ricevuto oggi è una notizia sconvolgente. Ed è assurdo che in un momento come questo, il consiglio comunale della nostra città si occupi di tutto meno che delle questioni che riguardano gli interessi dei ternani durante l’emergenza Covid-19. Giorno dopo giorno è sempre più chiaro come sia necessario che questa città e questa regione abbiano finalmente una guida lucida, che non faccia danni permanenti al tessuto sanitario regionale.

Caso oncologia «L’accordo – prosegue Nicchi nel suo intervento – riguarda pazienti oncologici ternani verso le cliniche perugine insieme ai loro medici. In un momento in cui la curva del contagio sta mostrando i primi segnali di appiattimento l’emergenza resta alta, così come la pressione sugli ospedali. Ogni nostra scelta politica ha avuto come intento la garanzia che ogni cittadino non fosse lasciato solo. Per allentare
la tensione sugli ospedali stiamo predisponendo strutture alternative e strategiche come gli ospedali da campo e la collaborazione con alcune
strutture private, che nasce anche dall’esigenza, che noi consideriamo primaria, di evitare ritardi e code nelle liste d’attesa. Contestare gli accordi presi dall’Umbria, come peraltro accade in altre regioni, è prettamente strumentale. In questa piena emergenza sanitaria – conclude Daniele Nicchi – stiamo lavorando ogni giorno a testa bassa evitando di rispondere e dare rilievo, quando possibile, ad attacchi che non si
fondano sul confronto e sul perseguimento dell’obiettivo che dovrebbe essere comune, ovvero la gestione e il superamento dell’emergenza
sanitaria. Abbiamo più volte dimostrato con fatti concreti la volontà di accogliere le proposte della minoranza per affrontare la battaglia verso un nemico comune, ma diffondere notizie parziali e talvolta fuorvianti è solo speculazione politica»

 

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