venerdì 23 agosto - Aggiornato alle 11:23

Chat abbandonate, l’opacità di Rousseau e l’opzione civica: il caos M5S dopo la frattura Tizi-Rosetti

Clima arroventato sulla scelta della candidatura a sindaco. La ricostruzione delle tappe e l’attesa per le mosse della capogruppo

Una manifestazione del M5s a Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

La frattura, ormai profondissima e che parte da Roma, tra l’ala movimentista e quella governista all’interno del Movimento 5 stelle si allarga fino a Perugia e lascia sul tavolo alcune domande molto pesanti, riguardanti la vita di un qualsiasi movimento politico e i meccanismi di selezione della classe dirigente: sulla base di quali valutazioni e parametri vengono certificate, e quindi approvate, le liste di candidati sindaco e aspiranti consiglieri inviate alla piattaforma Rousseau attraverso la funzione Open Comuni? E soprattutto: chi è che realmente decide? Rispondere «lo staff» equivale a dire tutti e nessuno, funge da paravento dietro il quale nascondersi e spande uno spesso strato di opacità su un ganglo vitale di ogni partito: la scelta dei candidati.

Clima rovente Il clima dentro il Movimento 5 stelle perugino (e non solo) dopo la certificazione della lista di Francesca Tizi è, per usare un eufemismo, pessimo: da una parte alcuni dei militanti storici, sul versante opposto altri gruppi, accuse feroci, chat WhatsApp che ribollono. Una di queste è quella degli eletti umbri, che raccoglie consiglieri comunali, regionali e parlamentari: lunedì a schiacciare il tasto «Abbandona gruppo» pare sia stata l’europarlamentare tifernate Laura Agea, vicinissima a Di Maio e Andrea Liberati, finita nel mirino perché vista come una delle responsabili del siluramento di Cristina Rosetti. Parte dei vecchi militanti del M5S infatti, quelli che si considerano i depositari della vera anima del Movimento, hanno da tempo messo sul banco degli imputati i ‘governisti’ alla Di Maio; da queste parti si parla di «golpe» e di una normalizzazione che guarda all’assetto del governo nazionale e, perché no, ad accordi col centrodestra se ci sarà un ballottaggio.

L’assemblea di febbraio Dentro il Movimento perugino la candidatura di Tizi, scelta da Di Maio nel marzo 2018 per l’uninominale del Senato, è nota già da un po’, anche se sulla stampa non è mai emersa. La 45enne ricercatrice universitaria avrebbe rotto gli indugi in un’assemblea con gli attivisti a metà febbraio, spiegando che lei si sarebbe candidata e che avrebbe inviato a Rousseau la sua lista. Con lei un militante della primissima ora, Michele Pietrelli, candidato sindaco nel 2009 – all’alba del Movimento -, tra i papabili nel 2014 e poi eletto consigliere comunale. Del terzetto di eletti a Palazzo dei Priori fa parte anche Stefano Giaffreda, che invece era nella lista di Rosetti; insomma, il gruppo è spaccato.

Strane mail e date Rosetti, da mesi tra i nomi più caldi, fa un passo in avanti il primo marzo, spiegando che presenterà la lista. Sembra fatta ed è probabilmente in questa confusione che va letta la mail spedita a tutte le redazioni, anonima e firmata da non meglio precisati «grillini perugini irritati», con cui il 4 marzo si accusava Rosetti e si adombrava la possibilità che la lista della capogruppo non avrebbe mai ottenuto la certificazione; cosa puntualmente avvenuta. Rosetti e i suoi spediscono tutto a Open Comuni il 20 marzo ma appena due giorni dopo, venerdì 22, quella di Tizi viene certificata; un brevissimo lasso di tempo dietro il quale alcuni militanti leggono la mancata volontà di prendere davvero in considerazione la lista della capogruppo. Un certo peso per la formazione della squadra di Tizi poi l’avrebbe un pezzo del mondo cattolico, nel quale si riconoscono alcuni dei suoi candidati; insomma, c’è quanto basta per scavare un solco profondissimo con l’altro fronte.

Opzione civica In primis il gruppo intorno a Rosetti chiederà spiegazioni (a Spoleto, dove il Movimento ha vissuto un altro passaggio dolorosissimo alle amministrative 2018, ancora le stanno aspettando), ma tra le possibilità ci sarebbe anche quella di una dare vita, dopo un’autosospensione, a una lista civica con Rosetti candidata sindaco. Nulla però è ancora deciso. Nel frattempo alcuni dei protagonisti della vicenda affidano a Facebook i loro commenti: il deputato Filippo Gallinella fa appello alle regole di Open Comuni, Tizi (sotto i post degli ultimi due giorni sono spariti alcuni commenti critici) dopo aver espresso cinque anni fa il gradimento per Romizi parla di «immobilismo» e della necessità di un «cambiamento reale», mentre Rosetti promette che non mollerà. Di sicuro non finisce qui.

Twitter @DanieleBovi

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