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lunedì 25 ottobre - Aggiornato alle 12:51

Cessione Ast, Zaffini ‘chiama’ governo e Mise a vigilare: «Trattativa opaca»

Il senatore presenta un’interrogazione: «Non può essere il Pd a vantare un tavolo di concertazione»

Le acciaierie (©Fabrizio Troccoli)

«Se tavolo deve essere, sia del governo e non certo del Pd che si atteggia, risibilmente, a partito-Stato». A dirlo, a proposito della trattativa per la vendita dell’Ast di Terni, è il senatore di FdI Franco Zaffini. «Il Pd – dice – vanta un tavolo di concertazione al Mise con l’Ast di Terni per “vigilare” sulla trattativa di cessione della società. Forse gli esponenti del Nazareno, e i loro rappresentanti locali, vivono in altra modalità, quella del vecchio Pcus o della Repubblica popolare cinese, in cui il Partito è lo Stato? Ho sottoposto una interrogazione per sapere se corrisponde al vero questa notizia trionfalmente comunicata, che, più che un “caso”, mi parrebbe una follia».

Opacità Il senatore sostiene che dovrebbero essere il governo e il Mise «a dover vigilare sul passaggio di proprietà di quella che è l’ultima azienda italiana produttrice di acciaio inox e dunque fortemente strategica», per la quale «non vale la mera legge del mercato della domanda e dell’offerta». «Siamo di fronte a una trattativa di cui da tempo denunciamo l’opacità e la scarsa trasparenza e, non a caso, abbiamo chiesto l’attivazione della golden power per garantire la presenza minima dello Stato in seno alla nuova compagine societaria – conclude Zaffini – al fine di poter controllare i movimenti aziendali in quello che è un mercato dalle dimensioni sovranazionali; il rischio reale è quello dello “spacchettamento della società” ovvero del depauperamento dell’impianto di Terni».

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