mercoledì 24 luglio - Aggiornato alle 02:17

Centrodestra unito in molti dei Comuni più grandi ma scoppia il caso di Castiglione del lago

A meno di tre mesi dal voto si va delineando lo scenario nelle città più importanti. Fdi lancia Traica, Lega e forzisti: «Fuga in avanti, unità a rischio»

di Daniele Bovi

Fratelli d’Italia a Castiglione del Lago rompe gli indugi e ora aspetta le mosse degli altri partiti. Mercoledì i vertici regionali del partito hanno scelto di lanciare la candidatura a sindaco di Francesca Traica, avvocatessa 42enne, vicepresidente provinciale di Fdi; un sasso nello stagno del centrodestra castiglionese, ancora alle prese con la scelta del nome sul quale puntare. Nelle settimane scorse era circolato con forza quello del leghista Paolo Terrosi ma è chiaro che ora la palla passa tra i piedi di Lega e Forza Italia che, nei prossimi giorni, dovranno decidere se convergere sulla Traica o andare in solitaria.

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Castiglione Nel frattempo Fratelli d’Italia spiega che, oltre a quella del partito, anche un’altra lista con dentro «molti rappresentanti della società civile» è pronta a sostenere l’avvocatessa. «Una candidatura di alto profilo, di rinnovamento e al tempo stesso di grande esperienza amministrativa e professionale» sostengono Franco Zaffini, Marco Squarta ed Emanuele Prisco che aprono le porte agli alleati e invitano a superare le divisioni: «Uniti possiamo vincere – dicono – non semplicemente per sostituire una classe politica con l’altra ma con l’ambizione di rimettere al servizio della città le migliori energie che Castiglione del lago è capace di esprimere indipendentemente dal colore».

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La replica Di sicuro l’uscita di Fdi non è piaciuta a leghisti e forzisti. Paolo Terrosi (Lega) e Pierina Lodovichi (FI) parlano di «fuga in avanti» che mette a rischio l’unità del centrodestra e di una Traica «assente da alcuni anni dal confronto politico locale». «Non intendiamo in questa sede – dicono – entrare nel merito di questa scelta, rispettabile, ma che appare oltre che autoreferenziale priva di qualsiasi proposta programmatica e progettuale per il territorio, ma pretendiamo rispetto: con quale coraggio Fratelli d’Italia parla di tutela delle istanze del territorio e di superamento di logiche partitiche quando, da settimane, l’unica richiesta del partito è di esprimere il candidato a sindaco “a prescindere”?». I due poi aprono alla possibilità di una figura non iscritta a Lega o a Fi «purché di alto profilo e capace di portare un valore aggiunto come candidato prima e come sindaco poi. Se Fratelli d’Italia è in grado di esprimerlo – concludono – siamo pronti ad appoggiarlo, ma con un metodo condiviso e una valutazione oggettiva nel merito».

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Perugia e le altre In attesa di capire come proseguiranno le trattative sotto la Rocca, in molti dei Comuni più importanti (otto quelli dove potrebbe servire il ballottaggio) il centrodestra si presenterà unito; un risultato che, al di là dei nervosismi che ancora ci sono anche là dove un accordo c’è, poche settimane fa pareva tutt’altro che scontato. Perugia a parte, dove la ricandidatura di Andrea Romizi non è mai stata in discussione, Lega e soci hanno trovato la quadra nell’altra città chiave, Foligno, dove punteranno sull’avvocato Stefano Zuccarini, ex forzista ora in quota Lega. Candidatura unitaria anche a Marsciano dove ci sarà Francesca Mele, in quota Lega, e a Gubbio dove nelle ultime ore il nome saltato fuori dal cilindro è quello di Marzio Presciutti Cinti, imprenditore 41enne ex presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Umbria che, alle scorse politiche, si è candidato col movimento «10 volte meglio».

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Gualdo e Bastia Situazione complicata invece a Gualdo Tadino dove da una parte c’è l’avvocato Paolo Cappelletti con un movimento civico e forse la Lega, dall’altra i forzisti e il consigliere regionale Morroni che potrebbero puntare su Silvia Minelli senza dimenticare Roberto Cambiotti (ex priore di una delle Porte gualdesi e gonfaloniere dell’Ente Giochi il cui nome è stato accostato alla lista SiAmo Gualdo) e Fratelli d’Italia che deve scegliere chi sostenere. Spaccatura ormai irrecuperabile invece a Bastia Umbra: Paola Lungarotti, assessore uscente alla Cultura, è il nome su cui punta un pezzo di centrodestra (dal sindaco uscente Stefano Ansideri fino a Fdi, Fi e Bastia popolare) mentre la Lega scommette su Catia degli Esposti, ormai ex assessore visto che dopo la scelta di candidarsi il sindaco le ha ritirato le deleghe; cocci che, come nel caso di Gualdo, potrebbero essere incollati solo al ballottaggio.

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Ginepraio orvietano Quanto a Orvieto, il centrodestra è un ginepraio di nomi e opzioni. Tra queste ultime c’è Roberta Tardani, capogruppo forzista in consiglio comunale, mentre nei giorni scorsi si è ritirato l’ex sindaco Toni Concina. Mettere d’accordo tutte le anime del centrodestra non sarà facile e nel corso delle settimane sono spuntati fuori anche Roberto Meffi, espressione di un pezzo di Forza Italia, e Stanislao Fella. Ufficialmente in campo poi il cardiologo dell’ospedale di Orvieto Andrea Mazza (espressione di un pezzo di mondo cattolico), che si è proposto come civico con le porte aperte a tutti coloro che vorranno appoggiarlo; e chissà che alla fine un pezzo del centrodestra non converga su di lui.

Twitter @DanieleBovi

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