sabato 8 agosto - Aggiornato alle 04:32

Centro pari opportunità, tre fumate nere sulla presidenza: centrodestra rischia autogol

Mercoledì la riunione dei 20 membri dell’assemblea: tra Bigini e Grechi finisce 11 a 11, serve nuova riunione

Palazzo Donini, sede della giunta regionale (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Centrodestra a pochi centimetri dall’autogol mercoledì pomeriggio a Palazzo Donini dove si è riunita l’assemblea del Centro pari opportunità. All’ordine del giorno c’era l’elezione della presidente e del relativo Ufficio di presidenza, rinviata dopo che per tre volte dalle urne sono usciti 11 voti per la candidata del centrodestra e altrettanti per quella del centrosinistra; uno in meno di quelli necessari per eleggere la nuova presidente che prenderà il posto di Chiara Pucciarini (centrosinistra). Insomma, Pd e resto delle opposizioni hanno sfiorato il colpaccio dato che i rapporti di forza nell’ambito della nuova assemblea sono a sfavore: 13, infatti, sono i membri nominati dal centrodestra e 7 dal centrosinistra, ai quali si aggiungono come membri di diritto le tre consigliere di pari opportunità (quella regionale e le due provinciali).

La seduta Sul tavolo mercoledì le candidature erano due: per il centrosinistra e il resto delle opposizioni Morena Bigini, avvocato e portavoce provinciale delle donne dem, mentre per il centrodestra si è candidata Caterina Grechi, dirigente del Consiglio di Stato che ha svolto diversi incarichi in Umbria (dal 2001 al 2009 è stata anche direttore generale del Comune di Terni). Per tre volte però è finita 11 a 11, con alcune defezioni tra le fila del centrodestra dove a mezza bocca spiegano che all’appuntamento bisognava arrivare più preparati. La presidente della giunta Donatella Tesei aveva anche proposto di convergere su un nome ma alla terza fumata nera, benché si potesse ancora andare avanti con le votazioni la riunione è stata interrotta. A questo punto, l’assemblea sarà riconvocata quando sarà trovata la quadra intorno a un nome.

Cos’è Il Centro pari opportunità, che la sua sede in via Mazzini, è l’organismo regionale di parità che, ai sensi dell’articolo 62 dello statuto regionale, concorre con il consiglio regionale, la giunta e il suo presidente alla eliminazione delle discriminazioni fra i sessi e alla promozione di politiche di genere. Tra i compiti del Centro c’è anche quello di esprimere pareri formulare proposte sugli atti di competenza dell’Assemblea legislativa e dell’esecutivo che riguardino materie relative alle politiche di genere.

Twitter @DanieleBovi

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