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giovedì 24 settembre - Aggiornato alle 16:52

Aborto, centrodestra fa saltare assemblea del Centro pari opportunità: «Grave disinteresse»

Martedì all’assemblea presenti solo 11 membri: «Tema importante per le donne, va riconvocata al più presto». Pd: «Giunta immobile»

La manifestazione di protesta contro la decisione della giunta (foto MG)

di Daniele Bovi

Niente numero legale e quindi niente discussione sulle nuove linee guida ministeriali relative all’aborto farmacologico. Sale la tensione dentro il Centro per le pari opportunità i cui nuovi vertici, dopo una serie di fumate nere e alcune polemiche, sono stati eletti a luglio. Martedì a causa della quasi totale assenza delle rappresentanti della maggioranza (per la validità della seduta è necessaria la presenza di almeno 12 membri, ma quelli presenti erano 11), il Centro non ha potuto affrontare la questione dell’aborto farmacologico messa all’ordine del giorno dopo alcuni tentativi; una situazione di fronte alla quale le sette rappresentanti del centrosinistra e del M5s hanno preso carta e penna denunciando il «grave disinteresse su un tema così importante per le donne umbre».

LE NUOVE LINEE GUIDA

Salta la discussione Le nuove linee guida ministeriali, arrivate sull’onda delle polemiche scoppiate dopo la decisione della giunta regionale di imporre – nonostante l’assenza di evidenze scientifiche a supporto – il ricovero obbligatorio di tre giorni, sono state emanate all’inizio di agosto; dopo alcuni giorni alla neo presidente Caterina Grechi le sette consigliere del Cpo (Morena Bigini, Luisella Leonetti, Ursula Masciarri, Sara Pasquino, Irene Piccionne, Patrizia Tabacchini e Angelica Trenta) hanno chiesto di affrontare subito il tema, rimandato al 10 settembre. Neanche quel giorno però il capitolo aborto viene affrontato e così si arriva a martedì, quando l’assemblea salta per l’assenza della maggioranza.

Tema importante «Riteniamo che questo disinteresse (o forse mancanza di volontà politica?) da parte di un organo come l’Assemblea – scrivono le sette consigliere – sia grave, in quanto ruolo precipuo del Centro è proprio quello di pronunciarsi su temi di assoluta importanza per la salute delle donne umbre e peraltro al centro del dibattito pubblico regionale e nazionale degli ultimi mesi». «Un tema ancor più attuale – aggiungono – viste la recente pubblicazione delle nuove linee di indirizzo sull’interruzione volontaria della gravidanza con il metodo farmacologico da parte del Ministero della salute, su parere del Consiglio superiore di sanità, che comporteranno la necessaria revisione della normativa umbra, sulla quale come consigliere dell’assemblea del Cpo avremmo voluto e dovuto esprimerci». Nuove linee guida che, ha assicurato nei giorni scorsi in consiglio regionale l’assessore alla Sanità Luca Coletto, la giunta ha l’intenzione di applicare.

Nuova convocazione Le sette consigliere chiedono quindi di convocare in tempi rapidi l’assemblea nella quale poter discutere «senza prese di posizione ideologiche e strumentalizzazioni». «Le competenze e conoscenze di tutte le consigliere – scrivono – potranno essere di fondamentale aiuto per la formulazione del testo della nuova delibera che la Regione Umbria dovrà adottare per rendere effettivo ed efficiente il funzionamento negli ospedali pubblici e privati convenzionati e nei consultori, dell’interruzione di gravidanza farmacologica, a tutela e nell’interesse della salute delle donne. Ci preme sottolineare l’importanza di agire tempestivamente, poiché, mentre noi scriviamo, le donne umbre che volessero scegliere la Ivg farmacologica sarebbero costrette al ricovero ospedaliero, con tutto quello che ne consegue e senza che ciò sia giustificato da protocolli medico scientifici».

Pd attacca A intervenire sul tema mercoledì è anche il gruppo consiliare del Pd che lancia un appello alla presidente Donatella Tesei affinché «dimostri, come ha più volte detto, di essere davvero e con i fatti dalla parte delle donne e non ostaggio della peggiore destra». «Mai avremmo pensato – aggiungono – che la Lega sarebbe arrivata a tenere in ostaggio il Centro per le pari opportunità». Per i consiglieri dem «la volontà della Lega è chiara: la disponibilità, in tema di recepimento delle linee guida, annunciata dall’assessore Coletto nel corso dell’ultimo consiglio regionale, rimane solo a parole, nei fatti c’è il totale immobilismo».

Twitter @DanieleBovi

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