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sabato 8 agosto - Aggiornato alle 20:10

Caso Federighi, l’avvocato Proietti: «Il parere del ministero non è vincolante»

Dopo la lettera della prefettura sull’esclusione dell’ex consigliere, il legale chiederà la convocazione del consiglio

L'avvocato Massimo Proietti

di Mas. Col. 

«Il parere del ministero è certamente autorevole ma non vincolante: chiederemo la convocazione di un consiglio comunale specifico». Non è chiusa dunque la questione relativa al reintegro di Raffaello Federighi nel consiglio comunale di Terni. Dopo la presa di posizione del ministero e della prefettura di Terni, che hanno di fatto escluso il reintegro chiesto dall’esponente di Forza Italia, sulla vicenda torna il legale di Federighi, l’avvocato Massimo Proietti.

Le richieste «Il parere del ministero – scrive Proietti – è appunto un parere, autorevole certamente, ma espressione di un’opinione soggettiva, sicuramente non vincolante. Nel settembre 2018 Federighi è stato estromesso come consigliere, mediante una specifica votazione del consiglio comunale, interpretando una segnalazione della Prefettura di Terni. Questo è, in effetti, il punto nodale: il consiglio comunale decise sulla base della segnalazione e lo fece in virtù di una procedura comunque discutibile, stante l’omissione di qualsiasi notificazione allo stesso Federighi, privato così di ogni possibile difesa, mediante delucidazioni che avrebbero dovuto essere valutate dalla Commissione di Garanzia prima e dal consiglio comunale poi. Da quella data sono intervenuti ulteriori fatti nuovi e dirimenti, a seguito di decisioni nette da parte dell’autorità giudiziaria. Trattandosi di una delicata questione attinente alla democrazia elettiva, un argomento assolutamente super partes, giudichiamo con severità semplificazioni argomentative di ogni genere». L’avvocato Proietti dunque chiederà anche la convocazione di un nuovo consiglio comunale specifico sul tema. «Ai sensi della Legge 241/90, art. 21 quinquies, che recita ‘per sopravvenuti motivi di pubblico interesse, ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto, non prevedibile al momento dell’adozione del provvedimento, esso può essere revocato da parte dell’organo che lo ha emanato. La revoca provoca l’inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriore effetti’, abbiamo chiesto che il consiglio comunale, unico ente legittimato a valutare e decidere, venga convocato d’urgenza al fine di decidere sulla questione, senza ulteriori dannosi ritardi, in ordine alla proclamazione di Federighi consigliere comunale. Nelle forme di legge si procederà quindi in questa direzione».

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