martedì 26 settembre - Aggiornato alle 14:45

Caso del piccolo Joan, a Perugia ok a ordine del giorno bipartisan: «Romizi trascriva l’atto di nascita»

L’atto firmato da Pd, M5S, Perari (FI) e Scarponi (Ncd) passa con 18 voti a favore: «Il Comune non può ignorarlo»

Un neonato

di D.B.

Il Comune di Perugia deve trascrivere l’atto di nascita del piccolo Joan, il bambino con due madri perugine nato in Spagna il 27 dicembre scorso e impossibilitato a tornare perché Palazzo dei Priori ha negato la trascrizione dell’atto.

PICCOLO JOAN: L’INCHIESTA

A chiedere di compiere questo passo è un ordine del giorno bipartisan approvato lunedì dal consiglio comunale nonostante il tentativo di far saltare il numero legale. A firmare l’atto i dem Bori e Bistocchi, i pentastellati Rosetti e Giaffreda insieme a Perari (FI) e Scarponi (Ncd): 16 i voti a favore (11 dell’opposizione, poi Camicia, Perari, Scarponi, Nucciarelli e Leonardi della maggioranza), un contrario (Varasano, FI) e un astenuto (Sorcini, FdI). Diciotto voti in tutto dunque, poco più del numero minimo di consiglieri richiesto (16, cioè la metà dell’aula) affinché una deliberazione sia valida. L’ordine del giorno per sua natura «impegna» soltanto la giunta e non la vincola in alcun modo a rispettarlo, ma intanto il segnale politico partito dalle opposizioni e da quel pezzo di maggioranza più sensibile alla tematica è partito.

IL CASO DEL PICCOLO JOAN

Il documento «In realtà – hanno spiegato i firmatari dell’odg – il decreto del Presidente della Repubblica 396/2000 esclude la trascrizione degli atti validamente formati all’estero soltanto nel caso in cui essi siano contrari all’ordine pubblico. La Cassazione ha poi escluso la contrarietà all’ordine pubblico dell’atto di nascita validamente formato all’estero che riporta due genitori dello stesso sesso. In particolare la Corte ha confermato che è trascrivibile l’atto di nascita formato all’estero con entrambe le madri in una fattispecie del tutto analoga a quella del caso di specie in cui le madri avevano fatto ricorso alla medesima tecnica di procreazione medicalmente assistita». Quanto all’ormai noto parere del prefetto di Perugia, non è vincolante. Tutti motivi per cui si invita «il sindaco, in veste di ufficiale di stato civile, a riconsiderare la questione e procedere alla trascrizione integrale dell’atto».

GARANTE INFANZIA: «NEGATI DIRITTI FONDAMENTALI»

Il dibattito Nel corso del dibattito Bistocchi ha ricordato che in discussione c’è più che altro «il rigetto di una legittima trascrizione», non il riconoscimento dell’unione di due donne: «È assurdo, pertanto, che per il Comune di Perugia oggi quel bambino non esista. Si evitino spiacevoli strascichi giudiziari». Da parte sua il M5S ha anche inviato una diffida affinché si proceda in autotutela: «L’operato degli uffici comunali – ha sottolineato – è stato sbagliato, soprattutto in considerazione del fatto che la giurisprudenza sul punto era ben nota da tempo». Secondo Sorcini invece oltre che un problema normativo ce n’è anche uno etico e morale, puntando il dito contro il fatto che l’Italia costringa le persone ad andare all’estero per la fecondazione eterologa. «Tuttavia – ha commentato – una solo delle due madri avrebbe potuto avanzare la richiesta di trascrizione dell’atto di nascita, evitando l’insorgere della questione».

Omphalos «Siamo soddisfatti di questo importante risultato – afferma Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – che prima di tutto mette in luce il grave errore compiuto dal sindaco Romizi nell’anteporre l’ideologia politica ai diritti basilari di un bambino. Ora anche il Consiglio Comunale, compresa parte della maggioranza, sbugiarda il sindaco. Ora dovrebbe procedere immediatamente alla trascrizione e scusarsi pubblicamente con la famiglia del piccolo Joan e con la città tutta – continua Bucaioni –. Questo è quello che succederebbe in un paese normale. Purtroppo sappiamo che così non sarà, perché è ormai evidente come il primo cittadino si sia totalmente appiattito sulle posizioni estremiste della destra reazionaria e degli integralisti cattolici. Siamo comunque soddisfatti che almeno in questa occasione si sia messo un argine a tanta arroganza, poi ci penserà la giustizia a mettere la parola fine a questa amara vicenda».

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