giovedì 27 febbraio - Aggiornato alle 22:06

Case popolari e Isee, per 3 famiglie su 4 nessun aumento del canone: «Calo medio del 31%»

In consiglio regionale audizioni sul nuovo regolamento: «Sarà applicato in modo graduale, aumenti solo per la fascia di decadenza»

Una palazzina costruita dall'Ater

Per tre famiglie su quattro che abitano nelle case popolari gestite da Ater, il canone di locazione rimarrà invariato o diminuirà con l’introduzione del nuovo regolamento regionale. Dal primo gennaio infatti, come stabilito dall’atto della precedente giunta, l’affitto viene calcolato tenendo conto dell’Isee e non più solo del reddito. Proprio questa novità, sulla quale da mesi c’è una forte polemica, è stata al centro della seduta, che si è tenuta mercoledì in consiglio regionale, del Comitato per il controllo e la valutazione. All’incontro hanno partecipato Alessandro Almadori, (amministratore unico dell’Ater), Luca Federici (direttore generale dell’Agenzia), Vittorio Pellegrini (Ance), Carla Ciucci (responsabile servizio regionale Politiche per la casa), Cristina Pastorelli (Sunia), Giorgio Vitali (Lega delle cooperative), Cristiano Costanei (Cgil) ed Enzo Tonzani (Asppi).

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Tre fasce Il nuovo regolamento, come spiegato da Almadori, sarà applicato in via sperimentale nell’arco di tre anni (15% il primo, 50% il secondo e solo dal terzo al cento per cento) prevede tre fasce: protetta, amministrata e una di decadenza, composta da coloro che sono titolari di una casa popolare senza avere una situazione reddituale che giustifichi tale diritto. «Per questo – ha aggiunto Almadori – li dobbiamo accompagnare a lasciare la casa, calibrando gli affitti in maniera che il libero mercato diventi più conveniente». Dei 7.329 contratti attivi il 50% ricade in fascia protetta e con il nuovo metodo l’affitto calerà in media del 31% (il 7% il primo anno) mentre per tre famiglie su quattro rimarrà invariato o diminuirà.

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Limiti «Nella fascia più bassa, quella che dobbiamo tutelare, passerà da 54 a 35 euro; in quella amministrata – ha assicurato Ater – il 50 per cento dei canoni rimarrà invariato, mentre per la fascia di decadenza subirà un aumento esponenziale». Il sistema introdotto ha però anche dei limiti: se da un lato favorisce i nuclei più numerosi, dall’altro per chi vive solo o per i pensionati «deve essere preso un provvedimento ad hoc, con un fondo per sovvenzioni – ha detto Almadori – che preveda un esame caso per caso». Al momento quasi il 90% delle famiglie che vive in un alloggio di Ater ha presentato l’Isee e per ora non è stata emessa alcuna bolletta con il nuovo calcolo.

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Correttivi «C’è una forte evoluzione nella materia – ha detto Melasecche – sia per quanto riguarda il nuovo regolamento che per diverse proposte di legge di varie forze politiche. In questa fase, come giunta, siamo osservatori attenti, pronti a recepire gli indirizzi che emergeranno dall’Assemblea legislativa per portare avanti quel rinnovamento del settore che abbiamo espresso anche in campagna elettorale». «Questa seduta – ha sottolineato il pentastellato Thomas De Luca, presidente del Comitato – è stata utile perché tutti i soggetti coinvolti hanno espresso la volontà di ragionare a un sistema correttivo delle criticità che potrebbero emergere dall’applicazione del regolamento. Quella sull’edilizia residenziale pubblica è una legge molto importante e complessa, per questo il Comitato farà altre audizioni per approfondire ulteriori aspetti della normativa».

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