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Case popolari, dal 2020 affitto su base Isee. De Luca: «Troppi disagi, Regione convochi tavolo»

Il neo consigliere M5s sul nuovo regolamento: «Aumenti anche superiori ai 100 euro. Discutere con sindacati e associazioni»

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L'ingresso di una casa popolare

di D.B.

Incrementi che supererebbero anche i cento euro al mese, non certo pochi per chi paga l’affitto per una casa popolare. A partire dal gennaio 2020 entrerà in vigore il regolamento, approvato dalla giunta regionale a maggio, con cui verrà introdotto il parametro Isee per il calcolo dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale sociale pubblica. Del caso nei mesi scorsi si è discusso a lungo e a parlarne nuovamente, venerdì, è il neo consigliere regionale del M5s Thomas De Luca, che chiede un posticipo dell’applicazione del regolamento e un «tavolo che coinvolga sindacati e associazioni di categoria, finora inascoltati, per individuare quei correttivi atti a garantire equità sociale ed equilibrio nei bilanci dell’Ater». Questo perché «come già denunciato da alcuni sindacati di categoria, il nuovo criterio, accompagnato però da una complessa serie di coefficienti di rimodulazione, provocherà non pochi disagi a una fascia di popolazione già vulnerabile che conta in Umbria circa 7.400 nuclei familiari, quasi 20 mila persone in totale».

Nuovi parametri «Dalle segnalazioni pervenute al M5s – spiega De Luca – gli aumenti sarebbero generalizzati e una volta a regime, in alcuni casi, supererebbero i cento euro mensili, con incrementi del 100% rispetto ai precedenti. Maggiormente colpiti sarebbero vedove, anziani e nuclei monocomponenti che già vivono in stato di indigenza». Fino a ora l’affitto veniva calcolato, sulla base di una legge regionale del 1996, tenendo conto del reddito famigliare e del valore dell’immobile, «cosa che ha consentito ad Ater di raggiungere sempre il pareggio costi-ricavi e di praticare canoni di affitto moderati. Con l’introduzione dei nuovi parametri, invece, si produrrebbe uno squilibrio del tutto ingiustificato – continua De Luca – che andrebbe a ledere la sfera giuridica di chi da anni, in base ad un contratto stipulato poteva fare affidamento su un canone di affitto certo e prestabilito».

CHIANELLA: AUMENTI MODESTI E SPALMATI IN 3 ANNI

«Bomba sociale» De Luca parla di una possibile «bomba sociale» e chiede alla neo presidente Donatella Tesei di agire quanto prima. Approvando le nuove regole mesi fa la giunta ha indicato due criteri di base: il primo riguarda l’attivazione di una modalità di calcolo che consenta una graduazione del canone coerente con l’andamento della capacità economica degli assegnatari. Il secondo è costituito dalla decisione di evitare di applicare variazioni in incremento o in diminuzione del canone stesso «particolarmente traumatiche». «Pertanto si è deciso – spiegava Palazzo Donini – di fissare un tetto alla percentuale massima di variazione degli attuali canoni, determinata a partire dall’Isee familiare».

Le fasce di reddito Tre invece sono le fasce reddituali: l’area di protezione sociale, quella amministrata e quella di decadenza, laddove quest’ultima comporta la decadenza dal diritto all’alloggio quando l’Isee familiare superi per due anni consecutivi il limite massimo fissato. Nell’area di protezione sociale, due sono le fasce di reddito prese in considerazione. Con un Isee inferiore a 3 mila euro annui il canone di locazione viene fissato in 45 euro mensili per i nuclei composti da due o più persone e in 35 euro mensili per i nuclei unipersonali. Con un Isee compreso invece fra i 3 mila e i 6 mila euro annui, i canoni salgono per i soli nuclei unipersonali a 40 euro mensili. Nell’area amministrata invece entrano nel calcolo anche altri fattori, tra i quali una percentuale di quello che sarebbe il valore oggettivo del canone della locazione, ma prevedendo una modulazione molto morbida degli aumenti a seconda del fatto che gli inquilini si trovino nella fascia Isee tra i 6 mila e i 12 mila euro annui, tra i 12 mila e i 20 mila, oppure tra i 20 mila e i 30 mila euro. I sindacati hanno criticato duramente il regolamento, prospettando aumenti più consistenti di quelli immaginati, mentre l’ex assessore Chianella ha parlato di aumenti modesti e spalmati in un triennio.

Twitter @DanieleBovi

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