martedì 20 agosto - Aggiornato alle 09:53

Cascata, appalto in scadenza e parcheggi a pagamento: timore contenziosi e ricorsi

Opposizione a gamba tesa sugli ultimi provvedimenti del Comune: Fiorini e Orsini lanciano l’allarme

Turisti a Marmore

Da giorni nell’occhio del ciclone per la novità dei parcheggi a pagamento, la Cascata delle Marmore è anche prossima ad un cambio di gestione. Il 31 agosto scadrà l’appalto per i servizi di assistenza logistica e turistica per l’area turistica e, come noto, i soggetti in lizza per subentrare all’Ati guidato da Vivaticket sono quattro, visto che una ditta è stata esclusa: il consigliere Emanuele Fiorini del gruppo Misto teme un ricorso al Tar per questo, il suo collega del Pd Valdimiro Orsini lancia invece l’allarme per il pagamento della sosta e per le relative sanzioni elevate.

Una ditta esclusa dalla gara Il fatto che la Gebart sia stata esclusa dalla procedura per la gestione del sito turistico, preoccupa in modo particolare il consigliere del gruppo Misto Emanuele Fiorini: «Non è difficile immaginare ulteriori difficoltà all’orizzonte per l’assegnazione del nuovo appalto. La mancata presentazione – a quanto si dice, di natura solo formale e non sostanziale – di un documento da parte di una delle ditte concorrenti potrebbe aprire le porte ad un nuovo contenzioso e a nuovi ritardi nella prosecuzione del servizio. Insomma, l’ennesima vicenda di burocrazia, di ritardi e di inefficienze nella quale potrebbe inciampare l’amministrazione comunale. Ma perché tanto accanimento da parte del Comune per escludere uno dei possibili concorrenti? – riflette Fiorini -. Non sarebbe meglio, per assicurare davvero un buon servizio e che vinca l’offerta migliore, guardare alla sostanza delle cose e poter valutare un’offerta in più, nel rispetto delle regole ma al di là degli aspetti formali? E in ogni caso, non sarebbe meglio essere prudenti ed evitare possibili ricorsi al Tar che rischierebbero di bloccare tutto, generando altri ritardi su ritardi? Insomma – commenta – la solita burocrazia che si trincera dietro le mille norme per nascondere le proprie incertezze e inefficienze e che, purtroppo per Terni, guarda il dito dimenticando quanto è bella la luna. Sarebbe bene ricordare, piuttosto, che il bando della Cascata è strategico per il turismo locale, quindi, per l’economia di tutto il comprensorio ternano e speriamo che il Comune faccia del suo meglio per evitare ricorsi su ricorsi che certamente non aiutano i lavoratori, le imprese e le famiglie».

I timori del del Orsini «Le strisce blu alla Cascata delle Marmore e soprattutto le multe comminate per il mancato pagamento  – dichiara il consigliere comunale del Pd Valdimiro Orsini – sono a rischio ricorso. Non è stato rispettato infatti l’art.7 comma 8 del Codice della strada che prevede che le aree a pagamento devono avere nelle immediate vicinanze area di sosta non regolamentate. Cosa che alla Cascata non esiste. Ci troviamo di fronte all’ennesimo provvedimento amministrativo discutibile, come se non bastassero i pasticci che in questo anno si sono succeduti nei bandi per la gestione, con la parentesi di una gestione diretta fallimentare visto il numero degli accessi in quel periodo. Dal punto di vista politico rileviamo che i provvedimenti adottati dalla giunta Latini non agevolano i flussi turistici né rendono attrattiva l’area della Cascata. A fronte di un biglietto di ingresso che per una famiglia è rilevante, a fronte di un orario di rilascio delle acque della Cascata che è comunque limitato, ora si aggiunge anche il pagamento della sosta, quasi che il turista non sia una risorsa preziosa per il territorio, una presenza da incentivare e da far durare nel tempo, ma una gallina da spennare e da far scappare via prima possibile. Abbiamo chiesto a più riprese che la tassa di soggiorno, così come prevede la normativa, fosse utilizzata  per sostenere le politiche del turismo. Una richiesta avanzata da tutti gli operatori turistici, che l’amministrazione comunale ha disatteso preferendo introitare per fare cassa. Magari per pagarci gli oltre 400 mila euro l’anno di indennità a sindaco e assessori. A  tal proposito chiediamo quali siano il ruolo e la funzione dell’assessore al Turismo che ha accettato senza batter ciglio non solo lo scippo della imposta di soggiorno ma anche la penalizzazione dei turisti della Cascata».

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