lunedì 22 aprile - Aggiornato alle 04:12

Caro Romizi ti avverto: «A Perugia una nuova moschea». Lega: paura per insicurezza e terrorismo

L’accostamento agli episodi di cronaca di Ponte Felcino: «Ci sono scuole vicine, faremo di tutto per impedirlo»

L'interno della moschea di Ponte Felcino (Foto F.Troccoli)

Suona come un avvertimento, di quelli che se partono da un alleato in vista delle elezioni amministrative possono assumere una sostanza diversa rispetto ad altri momenti. E vibra sopra le corde della paura che non ci si sottrae ad alimentare accostando islam a insicurezza. Succede quindi che fai per apprendere della chiusura di un centro islamico e della probabile apertura di uno nuovo e partono gli appelli alla sicurezza, e la paura del terrorismo, particolarmente perchè sorgerebbe «vicino alle scuole». Chissà poi, in quelle stesse scuole, quanti figli di islamici ci saranno e quanti genitori islamici, ogni giorno, le frequenteranno. Ma a parere dei leghisti, l’eventuale centro sarebbe una minaccia alla sicurezza, particolarmente alla luce degli episodi di cronaca di qualche anno fa che proprio a Ponte Felcino hanno richiamato l’attenzione dei media nazionali.

La nota «Sorgerà vicino alle scuole e all’ostello che accoglie immigrati, la sicurezza viene meno». E’ titolata così la nota della Lega inviata a tutti gli organi di stampa che continua: «Un centro culturale islamico in via Trota, la Lega alza le barricate e chiede un intervento immediato al sindaco Romizi. Gianluca Drusian, assieme ai parlamentari Riccardo Augusto Marchetti, Virginio Caparvi, Luca Briziarelli, Simone Pillon e Donatella Tesei chiedono al sindaco un intervento immediato per impedire questa scellerata operazione». «Abbiamo elementi concreti – aggiungono – per supporre la chiusura dell’attuale centro culturale islamico di Ponte Felcino per aprirne uno più grande. Il tutto verrebbe ufficializzato con un atto di compravendita stipulato tra il proprietario del capannone e la comunità islamica locale. Come accaduto per Umbertide e Marsciano, anche in questo caso si gioca sull’equivoco: si chiedono i permessi per l’apertura di un nuovo centro culturale islamico ma di fatto siamo di fronte ad una vera moschea, che sorge, tra l’altro in una zona delicata in cui la sicurezza dovrebbe essere una priorità, visto la vicinanza della scuola primaria e di quella elementare». E quindi la descrizione del contesto e l’accostamento tra moschea e insicurezza, se non terrorismo: «Ponte Felcino è già una realtà complessa: tra droga, pestaggi e imam espulsi per incitamento al terrorismo. Era il 2007 quando venne smantellata una cellula terroristica gravitante attorno alla moschea locale, “Al Nour” al cui interno sorgeva una ‘scuola di terrorismo’, per formare militanti jihadisti. Come Lega cercheremmo di bloccare con ogni mezzo lecito, l’apertura: ci auguriamo che anche il sindaco si interessarsi di persona, se necessario alzeremo le barricate per impedire che la comunità di Ponte Felcino venga di nuovo messa sotto scacco da una comunità, quella islamica, che fatica ad integrarsi e che la cronaca ha più volte associato a correnti terroristiche»

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