venerdì 20 luglio - Aggiornato alle 22:31

Candidature, ecco i primi nomi di Potere al popolo. Flamini non sarà nella lista

Un momento dell'assemblea

di Dan.Bo.

Alcuni nomi già certi, altri tenuti nascosti, altri ancora esclusi. In questi giorni è al lavoro per comporre la squadra di candidati in vista delle elezioni del 4 marzo anche Potere al popolo, la «formazione plurale» sostenuta anche da Rifondazione comunista, dal Pci di Alboresi e dalla Rete dei Comunisti (nonché da un vasto arcipelago di sinistra, dalle associazioni ai movimenti, dai centri sociali ai sindacati); una realtà nata dal basso, in particolare da un appello lanciato a novembre dal centro sociale «Je so Pazzo» di Napoli» che ha prodotto, in poche settimane, oltre 120 assemblee territoriali in tutto il paese; occasioni che sono servite a confrontarsi sul programma politico e, in questi ultimi giorni, a discutere le candidature. Una di queste assemblee si è tenuta giovedì pomeriggio a Terni, a Palazzo Gazzoli, dove «per acclamazione» sono stati scelti i nomi di Silvia Tobia, Emiliano Camuzzi, Maura Coltorti (dirigente spoletina del Prc), Simone Di Filippo, Valerio Tobia, Fiorangelo Silvestri «con la disponibilità ad integrare la lista dei candidati del collegio ternano con ulteriori figure».

LIBERI E UGUALI: I NOMI DEI CANDIDATI
PD SU PERUGIA: CI GIOCHIAMO CITTÀ E REGIONE
I COLLEGI UMBRI: LA MAPPA
ECCO I CANDIDATI UMBRI DI «10 VOLTE MEGLIO»

Le assemblee e i nomi Altre assemblee si sono tenute mercoledì per quanto riguarda l’area di Assisi, Foligno, Eugubino e Alto Tevere, l’11 per quella di Perugia, Trasimeno e Marscianese. Quella più importante però sarà domenica, quando alle 16 al Cral della Perugia (nella zona industriale di Sant’Andrea delle Fratte) ci sarà quella regionale in cui sarà avanzato il blocco di nomi da candidare. Alcuni di questi sono tenuti rigorosamente coperti («andranno avanzati dal basso» si limitano a dire da PaP) mentre altri vengono esclusi. Tra questi ultimi c’è quello del segretario regionale di Rifondazione Enrico Flamini (peraltro fresco di matrimonio, celebrato rigorosamente con rito civile il 31 dicembre) e, con tutta probabilità, altri della prima linea di dirigenti del partito. Questo perché si vuol lanciare un segnale di apertura: l’idea è quella di candidare volti nuovi, provenienti dalle lotte fatte sui territori, che rappresentino il conflitto. Insomma, anche qui serve il cambiamento ma per capire chi scenderà in pista occorrerà ancora aspettare qualche ora.

Twitter @DanieleBovi

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.