domenica 22 aprile - Aggiornato alle 00:46

Candidature, Leonelli annuncia: «Non avanzerò la mia». E ora il partito umbro vuole contare a Roma

L’annuncio è arrivato nella serata di venerdì durante la riunione del partito stavolta chiusa alla stampa

Giacomo Leonelli (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

La Direzione che conta davvero si terrà la settimana prossima a Roma, probabilmente mercoledì. In attesa di quella la Direzione del Pd umbro al gran completo si è riunita venerdì pomeriggio in un hotel di Ponte San Giovanni e stavolta, dopo l’assemblea dell’area Perugia-Trasimeno alla quale ha partecipato anche la stampa (il resoconto è stato al centro di una chat infuocata nel partito, con scambi di accuse e le quasi dimissioni del responsabile organizzazione), stavolta ai giornalisti era vietato l’ingresso. Il primo a prendere la parola, come da consuetudine, è stato il segretario Giacomo Leonelli. Ad ascoltarlo ci sono tutti, dai parlamentari al gran completo alla presidente della Regione. Dopo una breve introduzione, in cui ha parlato anche dell’importanza delle elezioni nell’ottica delle amministrative (del 2018 e dell’anno seguente) e delle politiche, ha annunciato quello che meditava da qualche giorno: «Non mi candido per ragioni personali e politiche». Poco dopo in un post su Facebook il segretario motiva così la scelta: «Ho comunicato – scrive – che non avanzerò la mia candidatura alle elezioni politiche né in sede locale, né in quella nazionale, sia per motivi politici, visto che sono chiamato a svolgere il lavoro da consigliere regionale, sia per motivi personali e soprattutto familiari».

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Leonelli si chiama fuori Nella sua relazione Leonelli ha fatto riferimento allo scenario tripolare e alla sfida posta da LeU, della necessità di un lavoro nei territori «per raccontare che cosa ha voluto dire per l’Umbria avere un governo che ha saputo ascoltare», di quanto fatto per il territorio; il tutto con un occhio alle amministrative di primavera: «Potremo coltivare l’ambizione di vincere – ha detto – solo se tutto il partito avrà la sensazione di essere coinvolto e protagonista». Quanto alle candidature, detto che il lavoro degli uscenti è parso «complessivamente positivo», Leonelli ha parlato di «innovazione ed esperienza», formula che cerca di tenere tutto dentro, e che «le figure impegnate nei ruoli di maggiore visibilità nazionale possano impegnarsi nelle realtà di maggiore difficoltà per accrescere l’effetto di traino anche con le imminenti amministrative di maggio 2018». Insomma, la situazione è complicata perciò darci dentro e pedalare nei territori. La sensazione di alcuni dei presenti è quella di una Direzione vera, di un partito umbro che in vista del voto vuole giocare la sua partita anche sul tavolo romano, senza farsi schiacciare e senza delegare tutto al nazionale. E il fatto che alcuni dei collegi umbri siano sicuri, o quantomeno contendibili, dà una certa forza al gruppo dirigente.

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Gli interventi In tutto si contano meno di dieci interventi. Subito dopo il segretario, che al netto di possibili sorprese si sottrae da una partita dove per molti c’è il rischio di rimanere schiacciati, Gianpiero Bocci si è alzato in piedi per plaudire alla scelta di Leonellli, spiegando che è un gesto che gli conferisce ulteriore autorità; poi, è arrivato un appello all’unità del partito. A chiudere è stata invece la presidente Catiuscia Marini: lei si è concentrata sull’importanza per il Pd, anche vista la conformazione dei collegi, di avere un programma e una visione dell’Umbria, proponendo allo scopo anche un tavolo apposito. In più la presidente ha sottolineato la necessità di costruire una coalizione, di essere coesi e che i candidati dovranno correre nei collegi dai quali provengono. Sulla scia di quello fatto mercoledì dal sindaco di Marsciano Alfio Todini è stato invece l’intervento del collega Francesco De Rebotti, primo cittadino di Narni. Le parole d’ordine? riconquistare il rapporto coi cittadini, corpo a corpo nei territori, niente riconvoca a temi e toni della destra e del Movimento 5 stelle per un Pd che vuol essere «una forza tranquilla operosa».

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Partita lunga In platea ci sono anche quelli, come Franco Ciliberti, che suonano l’allarme sull’elettorato giovanile mentre il segretario di Perugia Paolo Polinori e il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo hanno allungato lo sguardo ai prossimi mesi e anni: per Di Girolamo occorre recuperare Perugia e poi consolidare Terni altrimenti il rischio è quello, nel 2020, di perdere la Regione. Quanto a Polinori, per lui le politiche sono solo la prima tappa di un percorso di una partita elettorale molto lunga. A prendere la parola è stato anche Stefano Fancelli: il suo evidenziatore è sui temi sociali e politici che il Pd deve recuperare per parlare agli elettori, cercando in primis di capire a chi si vuole parlare, e poi sulle buone politiche messe in campo nelle regioni rosse, sulle quali provare a costruire una vittoria. In generale però durante la discussione non sono state poste questioni su nomi o su territori in particolare. Da qui al 29, giorno in cui si consegneranno le liste, si capirà se e quanto conta il gruppo dirigente umbro.

 

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