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mercoledì 27 gennaio - Aggiornato alle 20:57

Caccia al cinghiale, l’Umbria chiede all’Ispra l’allungamento del calendario di due settimane

Domenica 17 scatterebbe la chiusura, la giunta ha proposto di spostarla al 31. Si valuterà anche una riduzione dei costi

Un cacciatore

Dare la possibilità di cacciare i cinghiali per due settimane in più rispetto a quanto stabilito dal calendario venatorio. È questa la richiesta che la Regione Umbria ha fatto giorni fa all’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. A spiegarlo è stato l’assessore Roberto Morroni martedì in consiglio regionale rispondendo a un’interrogazione del dem Michele Bettarelli. «Sul finire dello scorso anno – ha detto il vicepresidente della giunta – gli uffici regionali hanno avanzato richiesta di parere all’Ispra per avere l’avallo riguardo l’allungamento del calendario fino al 31 gennaio per il prelievo specie cinghiale. Siamo in attesa del parere, che speriamo arrivi prima del 17 gennaio, giornata di chiusura da calendario venatorio, così da poter procrastinare il calendario al 31 gennaio. Oltre non è possibile».

Misure straordinarie Oltre all’allungamento del calendario, nell’interrogazione Bettarelli aveva chiesto alla giunta di «pensare a provvedimenti specifici, da attuare nella stagione 2021/22, volti a una riduzione dei costi di abilitazione all’attività venatoria a ristoro dei costi sostenuti dai cacciatori nella stagione attuale a fronte delle forti limitazioni subite». Punto sul quale Morroni ha risposto che la giunta, data «la situazione eccezionale come quella che stiamo vivendo», valuterà «quali provvedimenti eccezionali mettere in campo per derogare rispetto a un percorso che prevedere dinamiche per le squadre dei cinghialisti. Siamo consapevoli che a situazioni straordinarie si risponde con provvedimenti straordinari». Parole per le quali Bettarelli si è detto soddisfatto: «Bene l’approccio pratico e operativo.Ci auguriamo provvedimenti straordinari se saranno necessari».

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