martedì 7 aprile - Aggiornato alle 18:56

Bus, da aprile tagli da 2 milioni di km: ecco le corse nel mirino. «Sciopero inevitabile»

I sindacati hanno incontrato le aziende, mercoledì riunione col prefetto, Regione e Comuni. Il nodo dell’Agenzia

I sindacati del tpl durante una manifestazione (foto © Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Chi il primo aprile non dovesse più trovare l’autobus sotto casa potrebbe pensare, sbagliando, a un pesce d’aprile di cattivo gusto. In realtà potrebbero partire proprio quel mercoledì i nuovi tagli al trasporto pubblico su gomma in Umbria. Del tema si è discusso venerdì a Perugia durante un incontro tra le aziende del settore e le sigle sindacali, che giudicano ormai «inevitabile» lo sciopero, prima di dichiarare il quale però vanno formalizzati i passaggi procedurali: mercoledì 19, alle 10, i rappresentanti dei lavoratori saranno ricevuti dal prefetto Claudio Sgaraglia insieme a Regione e Comuni, che nello stesso giorno vedranno le aziende. Sotto la prefettura potrebbe anche tenersi un presidio di protesta dei sindacati che, dopo l’incontro, potrebbero dichiarare una prima giornata di sciopero.

I tagli Venerdì Busitalia e le altre aziende coinvolte hanno messo sul tavolo alcuni numeri: l’intenzione è quella di recuperare 3,5 milioni di euro, che si traducono in una forbice chilometrica che va da 1,750 a 1,950 milioni di chilometri a seconda che si incida più sulle corse urbane o su quelle extraurbane. «Una scelta a nostro giudizio scellerata – dicono i sindacati che chiamano alla mobilitazione tutti gli utenti del sistema – condita dall’atteggiamento tutt’altro che disponibile dell’assessore, che ha di fatto estromesso i lavoratori e le proprie rappresentanze dalla partita». Capire, al momento, che impatto avranno queste cifre sulla forza lavoro non è semplice dato che dovranno essere Comuni e Regione a decidere dove e quanto tagliare; e ognuno cercherà per quanto possibile a contenere i danni in casa propria, con tutti i rischi del caso visto che nessuno vuole presentarsi ai propri cittadini-elettori col secondo piano lacrime e sangue in pochi mesi. Alla nuova tranche, infatti, vanno aggiunti i due milioni di km sforbiciati in estate.

Le corse nel mirino I sindacati hanno spiegato che le corse doppione sono state eliminate già ai tempi della creazione dell’ormai defunta azienda unica e che, come riconosciuto anche dalle aziende, i margini per quanto riguarda le corse scolastiche sostanzialmente non ci sono; interventi più massicci invece è possibile farli sulle non scolastiche, come quelle festive o quelle in orari ‘di morbida’, cioè quelle in cui viaggiano meno persone. «È facile presumere – spiegano i sindacati – che il taglio si concentrerà in modo pesante nel periodo estivo e in concomitanza delle festività; inoltre colpirà tutte quelle corse a bassa frequentazione di grande valenza sociale, utili a collegare i centri di una regione a bassa densità come la nostra». «In sostanza – aggiungono – avremo periferie ancora più isolate, chi giungerà da turista in Umbria nel periodo estivo e in concomitanza delle festività non avrà adeguata offerta di trasporto, le condizioni dell’aria di molte nostre città già ai limiti di inquinamento consentiti, peggioreranno e si priveranno i cittadini Umbri, statisticamente sempre più anziani, di un servizio essenziale».

Nodo Agenzia La cornice numerica prospettata venerdì vale a una condizione: che la nuova Agenzia regionale nata dalle ceneri di Umbria mobilità parta a marzo, permettendo così un risparmio – dovuto al fatto che non bisognerà più pagare l’Iva sul tpl – stimato tra gli 8 e i 9 milioni di euro. Prima però bisognerà mettere in sicurezza l’Agenzia, facendo sì che le banche non possano aggredire le risorse. E se l’Agenzia non dovesse partire entro i tempi stabiliti cosa accadrebbe? Domande rimaste sul tavolo al momento senza una risposta.

Twitter @DanieleBovi

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