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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 17:40

Bretella Ast-San Carlo, non bastano le rassicurazioni del Comune: caso in Senato

Interrogazione sul tavolo di due ministri: iniziativa gruppo Cal, con invito a valutare la mancata realizzazione dell’intervento

di M.R.

Porta il nome dei senatori Margherita Corrado, Luisa Angrisani, Bianca Laura Granato ed Elio Lannutti (del gruppo Cal, Costituzione ambiente lavoro), l’interrogazione rivolta ai ministri Roberto Cingolani ed Enrico Giovannini (rispettivamente titolari delle deleghe di Governo Transizione ecologica e Infrastrutture e trasporti), sulla prossima realizzazione della cosiddetta bretella Ast-San Carlo, un’opera a servizio dello stabilimento siderurgico di Terni, oggi di proprietà Arvedi, ma a detta della vicesindaca Benedetta Salvati un tratto stradale utile all’intera città per l’ingresso dalla zona est, per decongestionare il traffico e apportare indirettamente benefici ambientali.

Bretella Ast-San Carlo Le considerazioni dell’assessore comunale, recentemente espresse su input del Pd in consiglio, non hanno evidentemente convinto tutti: «Si chiede di sapere – si legge nel dispositivo dei parlamentari di Palazzo Madama – se i ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, non ritengano di dover intervenire a tutela dei cittadini e del territorio ternano, per evitare che sia dato seguito al progetto della ‘Bretella Terni est San Carlo/ Ast/ Strada della Romita’, di collegamento dell’asse viario Terni-Rieti, approvato dalla Giunta a marzo 2022, benché appaia per molti aspetti superato, inutile, addirittura dannoso e comunque troppo costoso, con il rischio, perciò, di generare anche danni erariali». Secondo quanto riportato dai senatori del gruppo Cal, «i cittadini residenti nelle zone denominate Prisciano, Romita, San Carlo, Volghe, San Liberatore, Collestatte hanno promosso una petizione pubblica, indirizzandola a tutte le autorità locali, provinciali e regionali, ma anche ai ministri coinvolti per materia, al fine di scongiurare l’avvio della costruzione del tratto di strada lungo circa 600 metri, per una spesa prevista di 1,7 milioni di euro».

Attesa la risposta dei ministri «Non è affatto una novità – osservano Corrado, Angrisani, Granato e Lannutti – questa bretella che si estende fino al parcheggio mezzi dell’acciaieria Ast lungo la strada della Romita, limitrofa alla storica collina omonima: dal 2008, quando il progetto fu presentato con il DCC n. 307, le modifiche apportate sono state numerose e altrettante le occasioni di stallo, in considerazione delle numerose criticità, riscontrate, sia da subito, sia con il trascorrere del tempo e il mutare delle condizioni date; si spazia dai problemi di viabilità locale sulla strada della Romita (classificata strada di emergenza alternativa alla strada provinciale della Valnerina e strada di emergenza per accesso/evacuazione in caso di eventi avversi all’interno dello stabilimento st), stretta e con pendenza media del 12 per cento, unico asse di accesso in città da monte e nel quale si sommerebbe il traffico pesante proveniente dalla bretella con quello locale, agli effetti nocivi sull’ambiente e sulla salute dei residenti, poiché l’intervento s’innesta in una zona certificata tra le più inquinate della città, fino ai rischi per i valori paesaggistico, storico e naturalistico della collina della Romita (già sede di un romitorio francescano e oggi della “Romita School of Art”, percorsa inoltre da cammini e itinerari francescani che attraversano un bosco storico), in procinto di essere sacrificata al progetto; valutato che l’interesse pubblico dev’essere riconosciuto preminente e, in presenza di soluzioni alternative meno nocive di quelle prospettate dal progetto in questione, qualsiasi violazione del principio di precauzione  – ammoniscono – è inaccettabile».

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