mercoledì 16 ottobre - Aggiornato alle 19:56

Bianconi: «Per ricostruire alberghi ci siamo indebitati. Da presidente non mi occuperei io del terremoto»

Il candidato alla presidenza sui contributi ricevuti: «Falso dire che li abbiamo presi solo noi». Alemanno: «Rispettate tutte le procedure»

Vincenzo Bianconi (foto ©FabrizioTroccoli)

di Dan.Bo.

«Questa è merda, è una campagna elettorale sporca». Mercoledì pomeriggio Vincenzo Bianconi ha voluto incontrare la stampa al Park Hotel di Ponte San Giovanni per fare chiarezza sui contributi ottenuti per ricostruire due suoi hotel e su due gare post sisma relative a mense e trasporti. La conferenza stampa è stata convocata dopo che il Corriere dell’Umbria aveva parlato nel titolo di apertura di «soldi solo agli hotel di Bianconi». «Quasi sei milioni – ha scritto il giornale – per i due alberghi del candidato presidente di Pd e M5s: gli unici su 27 strutture». Del fatto si è parlato il 30 settembre scorso durante il consiglio comunale di Norcia, quando il sindaco Nicola Alemanno ha risposto a un’interrogazione dell’opposizione dem in cui si chiedeva conto dei «ritardi per la ricostruzione» e del «sostegno economico alle aziende alberghiere colpite dal sisma».

Patrimonio in macerie Bianconi è andato all’attacco parlando di «cose che vanno contro i principi sempre portati avanti dalla mia famiglia» e di una «offesa per tutti noi. Ringrazio tre candidati presidente che mi hanno espresso vicinanza e i tanti imprenditori e albergatori che mi hanno scritto». Il candidato ha spiegato che la sua famiglia a causa del sisma ha perso tre quarti del patrimonio «costruito in 160 anni di sacrifici», e che sono stati persi tre alberghi, due dei quali andranno integralmente demoliti. La domanda per il primo hotel è stata presentata a gennaio 2018 e il contributo per la ricostruzione («non sono fondi, nome che fa pensare a cose strane») è stato assegnato ad aprile 2019, «un discreto tempo. Il danno – sottolinea ricordando le procedure – è stato analizzato e certificato e ha un valore, che va poi moltiplicato per i metri quadri».

VIDEO – LA CONFERENZA STAMPA DI BIANCONI

I contributi ricevuti «Al massimo – continua – vengono assegnati 1.400 euro per metro quadro, che è quanto serve a costruire casa, non un albergo competitivo nel futuro». Per rimettere in piedi le due strutture infatti serviranno forse 13 o 14 milioni. Motivo per cui i contributi «non sono bastati, quindi abbiamo fatto debiti con le banche per altri 20 anni. Per il resto non chiederemo nulla: ho una casa in centro e per quella abbiamo fatto da soli». Quanto al fatto che siano stati solo i suoi alberghi a ottenere le risorse, Bianconi ha continuato dicendo che «nell’area del cratere su 35 hanno fatto domanda in 19, e 11 hanno ottenuto il contributo, terminato i lavori e ottenuto l’agibilità. Quindi non sono solo le mie aziende ad averli ricevuti: dicendo questo si offende la dignità e l’intelligenza delle persone e si dicono cose false. Questa è merda, è una campagna elettorale sporca». Sulle due gare, l’imprenditore ha osservato che è stata solo la sua famiglia a partecipare per un fatto semplice: erano antieconomiche, cioè non ci si guadagnava.

Le gare La prima gara riguardava la fornitura di tutti i pasti giornalieri per dieci moduli collettivi, situati in posti diversi: «Nessuno – dice – ha avuto il coraggio di partecipare perché, facendo i conti, si sono accorti che era impossibile guadagnarci. Abbiamo deciso di farlo perché avevamo 100 famiglie che si appoggiavano a noi». Sulla seconda, relativa al trasporto dei bambini, Bianconi ha ricordato che da tempo le sue aziende si erano dotati di bus, più o meno grandi, per trasportare i clienti visti i collegamenti difficili: «Perché nessun altro ha partecipato? Perché in due anni abbiamo perso 30 mila euro; ho anche litigato con la mia famiglia perché io sostenevo che non potevamo più perdere soldi ma mio padre, all’antica, ha sostenuto che dovevamo andare avanti con questo impegno. Per questi motivi sono stato attaccato e sputtanato a livello nazionale. Sentirmi infangato mi fa male: se reputano che qualcosa non va, facciano denunce in Procura».

Conflitto di interessi La conferenza stampa è stata anche l’occasione per fare il punto sull’accusa di conflitto di interessi: «Allora un qualsiasi terremotato non può candidarsi? Io della trasparenza faccio un cavallo di battaglia. E se dovessi diventare presidente ci sarà una persona che gestirà il dossier terremoto; evidentemente non potrei farlo io: mi terrei lontano anni luce da qualsiasi cosa che mi potrebbe riguardare». La Lega però non molla e ha annunciato la volontà di presentare un’interrogazione parlamentare: «Nessuno – dicono gli onorevoli eletti in Umbria – vuole colpire o penalizzare la famiglia Bianconi, tuttavia riteniamo giusto e opportuno fare chiarezza». A parlare sulla vicenda è anche il sindaco Alemanno che, in una nota, sottolinea che il gruppo Bianconi «in questi mesi si è attenuto alle procedure disposte dalla normativa per la ricostruzione delle sue strutture alberghiere, presentando i propri progetti, al pari di altri, con istruttoria ‘ordinaria’ che ormai sappiamo durare tra i 10 e i 12 mesi ed è proprietario di due strutture alberghiere sulle tre che hanno appunto iniziato l’iter (iter che si avvia su iniziativa del cittadino, semplicemente presentando il progetto)».

Confcommercio Quanto alle due gare «tutte le procedure sono state espletate nel solco rigido del rispetto delle norme previste». Alemanno poi ricorda che il gruppo ha lavorato con amministrazioni di ogni colore e infine assesta la stoccata agli avversari del Pd: «Il vero ‘scalpore’ – dice – dovrebbe essere generato dal fatto che questa discussione sia nata da un’interrogazione presentata dagli esponenti locali del Pd, partito che poi lo ha candidato. L’interrogazione, era tesa a colpire la famiglia Bianconi rea di averci sostenuto alle ultime elezioni». Solidarietà a Bianconi arriva dalla Confcommercio della Valnerina che, per bocca del presidente Alberto Allegrini, parla di «attacchi e speculazioni che ci offendono tutti. Offendono e mortificano un tessuto imprenditoriale che con coraggio, determinazione e dignità cerca di resistere su un territorio prima martoriato dal sisma e poi dall’incapacità della politica di immaginare i percorsi per una ripresa di cui tutti possano beneficiare: imprese e cittadini».

Twitter @DanieleBovi

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