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mercoledì 25 maggio - Aggiornato alle 12:58

Bettarelli contro i sindaci di destra: «Auri non sia vittima di un calcolo politico»

L’esponente del Pd: «Nonostante le criticità si è scelto di perdere tempo e rinviare la seduta a dopo le elezioni provinciali»

Michele Bettarelli - Pd

«Grave l’atteggiamento assunto nel corso dell’ultima seduta dell’Auri dai sindaci di destra, capitanati dal segretario della Lega e primo cittadino di Nocera, Virginio Caparvi. L’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico non può diventare vittima di un bieco calcolo politico a danno dei cittadini». È quanto dichiara in una nota il vicepresidente dell’Assemblea Legislativa Michele Bettarelli «a seguito delle scelta compiuta a maggioranza dai rappresentanti dei Comuni di Perugia, Amelia, Norcia, Bastia Umbra e Tuoro, che ha portato a rinviare la seduta dell’Auri dello scorso venerdì, impedendo di fatto ai sindaci di Città di Castello e Spoleto di subentrare, a seguito della loro recente elezione, nel consiglio direttivo e di trattare gli altri punti urgenti all’ordine del giorno».

ACQUA E RIFIUTI, ALTA TENSIONE TRA I SINDACI

«Perdita di tempo» «Nonostante le criticità evidenti e le incombenti scadenze legate alla programmazione annuale, si è scelto di perdere tempo inutilmente e rinviare tutto a dopo le elezioni provinciali, con un balletto imbarazzante, tutto legato alle solite logiche politiciste – si legge nel comunicato -. Le stesse che stanno fortemente condizionando e pregiudicando un settore rimasto vittima dell’immobilismo e dei ritardi causati della Giunta guidata dalla Presidente Donatella Tesei, che, a distanza di due anni, non ha ancora adottato un piano regionale sui rifiuti. Affrontare quanto prima la chiusura del ciclo dei rifiuti, e definire il futuro degli impianti di discarica ormai prossimi all’esaurimento – conclude Bettarelli – non sembrerebbe interessare troppo le forze politiche della destra umbra, evidentemente troppo prese a difendere i singoli interessi di partito oltre che quelli di chi guarda agli inceneritori come la soluzione a tutti i mali».

L’intervento di Giacomo Chiodini Anche secondo il sindaco di Magione, Giacomo Chiodini, è «sbagliato politicizzare l’organo direttivo, Castello e Spoleto devono integrate nell’interesse del corretto funzionamento del ciclo dei rifiuti». «L’Auri – specifica in una nota – è un ente partecipativo dei sindaci in un settore estremamente complesso, soprattutto per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti. Non confermare la quarta e la quinta città dell’Umbria, che hanno siti di smaltimento sul proprio territorio, mette a repentaglio equilibri imprescindibili per un corretto funzionamento del sistema». Per Chiodini quanto avvenuto «va a minare la necessaria collaborazione istituzionale tra i sindaci in una materia delicata e precaria, in un contesto di difficoltà generato dall’imminente saturazione delle principali discariche nella provincia di Perugia. Tema critico su cui si è in attesa da tempo di indirizzi da parte della Regione Umbria. Si spera – continua Chiodini – che quanto accaduto possa essere rapidamente superato con una nuova votazione, stavolta favorevole, ad un subentro che appariva fino a ieri consequenziale, logico e razionale. Città di Castello e Spoleto erano infatti già membri del direttivo con le precedenti amministrazioni e il semplice cambio del sindaco non dovrebbe in modificare la composizione del direttivo, soprattutto se si tratta di città grandi e con impianti sul proprio territorio. Il voto favorevole a Città di Castello e Spoleto – Chiodini – aveva peraltro avuto positivo riscontro all’interno dei restanti comuni presenti nel direttivo che non avevano sollevato problemi all’integrazione dei due nuovi sindaci».

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