mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 05:29

Berlusconi chiama Romizi per organizzare il primo congresso di FI. E continua il pressing per la giunta

Farà parte di un comitato per scrivere le regole. Polidori: «Più importante di un assessore». Continuano le ‘consultazioni’, i nomi

Berlusconi ad Assisi durante un appuntamento di FI (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

A un quarto di secolo dalla sua comparsa sulla scena politica, Forza Italia tenta in extremis di imboccare la via del rinnovamento e della democrazia interna attraverso il primo congresso della sua storia, e tra coloro che guideranno in parte questo percorso c’è anche il sindaco di Perugia Andrea Romizi, riconfermato a Palazzo dei Priori con percentuali da centrosinistra anni ‘90. Giovedì nel ‘parlamentino’ di Palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi, è andato in scena l’atteso e agitato ufficio di presidenza di Forza Italia dopo i deludenti risultati di domenica; l’ex premier rimarrà alla guida della sua creatura ma ha concesso, viste le polemiche e le forti richieste di rinnovamento che da mesi ribollono dentro il partito, che in autunno si terrà un congresso per decidere strategia, linea politica e chi la rappresenta.

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Il comitato A disegnare le regole, che riguarderanno anche i congressi locali, un comitato di cinque persone, una per ognuna delle 5 circoscrizioni delle elezioni europee, «gente del territorio – ha detto Berlusconi – giovane, fresca, eletti, governatori, abbiamo una grande classe dirigente». Tra questi cinque c’è anche il sindaco Romizi, che giovedì ha ricevuto una telefonata in cui gli è stato offerto questo ruolo, accettato. Nelle intenzioni questo comitato, di cui faranno parte pure i sindaci di Pescara e Vibo Valentia (anche loro rieletti), non vuole essere un organismo burocratico bensì un team che prepari i congressi, con profumo di primarie; alle assise infatti, secondo quanto spiegato in queste ore, potrà votare fino a un mese prima chiunque si dichiari elettore del partito, previo versamento di un obolo simbolico.

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Tra Perugia e le Lofoten Venerdì mattina a salire le scale di Palazzo dei Priori è stata la coordinatrice regionale degli azzurri, l’onorevole Catia Polidori, venuta per una sorta di ufficializzazione di quanto deciso a Palazzo Grazioli, ma non solo. Al centro della chiacchierata infatti ci sono state, come ovvio, le trattative per la formazione della nuova giunta. Forza Italia il posto in squadra lo vuole eccome ma Polidori non vuol sentire parlare di assessorati e deleghe: «Stamattina – racconta a Umbria24 – non ho chiesto nulla per FI. Andrea saprà trovare un equilibrio e da noi non avrà richieste o imposizioni, come abbiamo fatto cinque anni fa. Pensi che all’epoca, quando avevo tutti attaccati dietro come sta avvenendo ora, me ne sono andata alle isole Lofoten, in Norvegia». E se le si fa notare che i forzisti per 5 anni hanno avuto un forte mal di mare causa assenza di assessorati, la coordinatrice risponde così: «Nervosismi di quelli rimasti fuori».

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Le ‘consultazioni’ «Ciò che conta – spiega ancora – è che il sindaco sia di Forza Italia, e questo vale anche per le prospettive nazionali future. La nomina di Andrea nel comitato vale più del posto in giunta e in consiglio comunale siamo dentro con due ragazzi e siamo contenti, consci che abbiamo fatto quello che potevamo». Il programma delle ‘consultazioni’ di Romizi prevedeva, venerdì, anche l’incontro con FdI e in particolare con Emanuele Prisco e Marco Squarta, quei ‘Fratelli di Romizi’ che per un quinquennio sono stati tra i punti di riferimento politici del sindaco. Il partito, visto il 13% sfiorato, rivendica un paio di assessorati che, se Romizi darà il via libera, dovrebbero andare a due donne: Clara Pastorelli e l’imprenditrice Fotinì Giustozzi, con la prima allo Sport e la seconda al Commercio.

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Tocca alla Lega Sabato, invece, a Palazzo dei Priori arriverà Virginio Caparvi, segretario regionale della Lega alla quale dovrebbe spettare il vicesindaco con Gianluca Tuteri. Tra i nomi caldi anche quelli degli ex pidiellini (entrambi anni fa candidati sindaco a Corciano) Luca Merli e Roberta Ricci. Secondo indiscrezioni in queste ore avrebbe avanzato la propria candidatura anche Franco Parlavecchio, ex segretario comunale del Pd che insieme a Nilo Arcudi è stato fra gli animatori di Perugia civica, lista che ha sfondato il 6%. Se non scattasse l’assessorato, per il quale in pole rimane il sindacalista del Silp Massimo Pici, alla lista potrebbe andare la presidenza dell’assemblea.

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I nomi Per il resto, poche novità. Progetto Perugia, per un soffio dietro la Lega (stracciata però sul piano delle preferenze), rimane ferma sulle sue posizioni: tre assessorati, con Cicchi, Numerini e Varasano, ai quali potrebbero andare Welfare, Lavori pubblici e Cultura. Rimane aperto il capitolo tecnici esterni: i nomi in pista sono sempre quelli di Michele Fioroni (quello con più chance, all’Urbanistica), Matteo Grandi e Cristina Bertinelli. Di sicuro gli assessorati sono al massimo nove, le donne devono essere quattro e spazio per far posto alle richieste di tutti non c’è.

Twitter @DanieleBovi

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