lunedì 20 maggio - Aggiornato alle 23:23

Bellillo contro «chi ha appaltato il capoluogo ai poteri forti». I nomi di «Perugia città in comune»

Presentata la candidatura a sindaco dell’ex ministro, saltata la possibile alleanza con Coscienza verde e Mandarini

Katia Bellillo

«Un progetto per una vera e propria riconversione di Perugia in senso sociale, ambientale e di nuova imprenditorialità». Le parole sono dell’ex ministro Katia Bellillo, la candidata sindaco scelta dalla galassia a sinistra del Partito democratico. Bellillo ha presentato la lista, che si chiama «Perugia città in comune», martedì nella sede della Provincia.

I nomi I candidati, in ordine alfabetico, sono Pietro Alleri, Antonietta Alonge, Fabrizio Angelelli, Francesco Bindella, Carlo Ciampoletti, Antonio Ciani, Giuseppina Consoli, Marco Fisauli, Mirko Francescangeli, Roberto Ghiandoni, Stefano Goretti, Daniela Grilli, Alice Leombruni, Domenico Lizzi, Astolfo Lupia, Carlo Marsili, Carlos Ezequiel Medina, Andreina Panico, Francesco Parente, Elesio Pasquini, Vania Patacca, Ingrid De Castro Portougal, Daniela Radicchi, Silvia Ricci, Giuseppe Rossi, Veronica Salvini, Roberto Suero, Cristina Tiecco, Alberto Vagni, Stefano Violini, Francesca Zecchetto e Ilario Zoppitelli.

I PRIMI 25 NOMI DELLA LISTA PD

Alleanza mancata Dopo aver individuato Bellillo come candidata, Perugia città in comune ha provato a stringere un’alleanza con alcune delle forze che si oppongono al sindaco uscente Andrea Romizi, senza però riuscire ad arrivare a un accordo che potrebbe concretizzarsi solo nell’ambito di un eventuale ballottaggio. «Purtroppo – ha detto – né gli ex Cinque stelle della Rosetti espulsi da Di Maio, né i capitiniani di Coscienza Verde, né le forze raccolte intorno alla candidatura di Marco Mandarini hanno colto l’importanza della posta in palio, relegandosi così a espressioni di pura testimonianza. Ciò rafforza la nostra candidatura, che intende fare da collante, dal giorno dopo le elezioni, per le forze e le competenze diffuse che non si rassegnano a vedere Perugia nelle mani di pochi e vogliono una città in cui tutte e tutti possano dire la loro, in cui tutte e tutti possano sentirsi compiutamente cittadini. Una città libera. Una città in comune. Perugia città in comune».

I CANDIDATI DI COSCIENZA VERDE E GIOVANE PERUGIA

Un’unica direttrice Bellino ha spiegato che la sua candidatura nasce «dalla considerazione del fatto che Perugia ha perso il ruolo di città guida a livello regionale a causa dei governi cittadini che si sono succeduti dall’alba degli anni Duemila in avanti e che, nonostante il colore politico differente, si sono mossi su una stessa direttrice: l’appalto della città ai poteri forti». Nel mirino in particolare finiscono «costruzioni e ipermercati di cui si vedono i frutti ovunque: desertificazione del centro storico, migliaia di appartamenti non abitati, centri commerciali ovunque, capannoni vuoti e scheletri di opere incompiute». E poi ancora: «Gestori di servizi pubblici che non hanno dato affatto buona prova di sé, determinando un aumento delle tariffe al quale non ha corrisposto un miglioramento dei servizi stessi».

Riconversione Nel progetto di città Bellillo c’è una «riconversione che guardi ai migliori esempi di gestione della cosa pubblica che ci sono a livello europeo e che riporti Perugia al livello che le compete e che ne ha fatto, tanto per fare due esempi, una delle città guida della rivoluzione della psichiatria di comunità che portò alla chiusura dei manicomi e una delle prime città in cui si sperimentò la mobilità alternativa con la realizzazione delle scale mobili all’interno della Rocca Paolina. Occorre recuperare uno slancio che non è esagerato definire visionario per sovvertire il panorama di generale incupimento nel quale siamo immersi».

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