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sabato 8 agosto - Aggiornato alle 19:27

Battaglia dentro Perugia civica, diffidato Pici: «Non utilizzi più il simbolo e lasci il gruppo»

Il coordinamento dell’associazione: «Totale incompatibilità con noi». La replica: «Io resto, parole deliranti». Tensioni che nascono da lontano

Massimo Pici, Perugia civica (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Sabato, durante la presentazione del patto federativo tra Blu e Perugia civica, l’assenza si era notata e così domenica mattina, qualche ora dopo un intervento firmato da Massimo Pici e da un’altra decina di persone sul tema della sicurezza, il coordinamento comunale di Perugia civica ha deciso di uscire allo scoperto rendendo noto di aver inviato, a giugno, una diffida in cui viene chiesto al consigliere comunale di non utilizzare più il simbolo e di aderire al gruppo Misto. Insomma, dopo mesi di screzi e tensioni, partite dalle trattative sulla formazione della giunta e proseguite con il caso che a fine 2019 ha riguardato Nilo Arcudi, lo scontro all’interno della lista che ha appoggiato la corsa di Andrea Romizi è deflagrato pubblicamente. A far traboccare il vaso, secondo quanto spiega l’associazione, proprio l’intervento sulla sicurezza nel giorno in cui è stato siglato l’accordo tra la formazione di Adriana Galgano e quella del presidente del consiglio comunale.

IL PATTO BLU-PERUGIA CIVICA

Diffida Perugia civica si dice pronta anche ad arrivare alle carte bollate sostenendo che la questione, se necessario, potrebbe risolversi «nelle competenti sedi dove tuteleremo in ogni modo Perugia civica e i suoi associati chiedendo formalmente l’inibizione all’uso del nome e del simbolo». A proposito della nota di sabato l’associazione, costituita prima delle elezioni del 2019, sostiene che i firmatari sono «presumibilmente in buona fede e forse strumentalizzati ma nemmeno essi associati a Perugia civica». «A oggi per il 2020 Perugia civica – spiega ancora il coordinamento – ha diverse centinaia di associati e tra questi non compaiono né Pici né nessuno degli altri pochi firmatari del documento».

Incompatibilità Il consigliere, eletto insieme ad Arcudi, viene accusato di non aver «in alcun modo partecipato alla vita dell’associazione, compiendo reiteratamente scelte esclusivamente di carattere personale e individuale, senza mai confrontarsi con gli organismi dell’associazione – alla quale come chiarito non è neppure  iscritto – e che ne hanno in più occasioni censurato il comportamento». Le assemblee dei soci che si sono tenute da febbraio in avanti hanno quindi «hanno preso atto della sua totale incompatibilità con le finalità associative, arrivando a diffidarlo espressamente». «Nessun riscontro» però, nota Perugia civica, c’è stato dopo la diffida.

La replica Raggiunto da Umbria24 Pici parla di una nota «delirante. Io – assicura – resto saldamente e convintamente capogruppo di Perugia civica. E comunque su una cosa ha ragione: io con lui non ho avuto nulla a che fare e non l’ho fatto appoggiare da nessuno». A proposito della diffida, il consigliere sostiene di non averla mai ricevuta (ma Perugia civica ha la ricevuta di ritorno della raccomandata e ha anticipato la comunicazione via mail) e attacca: «Chi è che mi butta fuori? Ho preparato un ordine del giorno sul contrasto all’abuso di droghe e tante persone, da Franco Parlavecchio a Luca Panichi fino a Basso Parente, stanno con me. La verità è che Nilo è rimasto politicamente solo. E poi i patti erano diversi: dopo pochi mesi avrebbe dovuto lasciare l’incarico per essere eletto in consiglio regionale». Di sicuro la battaglia non finisce qui.

Twitter @DanieleBovi

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