giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 07:08

Ballottaggi in Umbria decisi al primo turno. Zuccarini vince facendo il pieno tra gli avversari

L’analisi dei flussi di Foligno, Gubbio e Orvieto: determinante per la vittoria la capacità di mobilitare i propri elettorati

Zuccarini festeggia l'elezione a sindaco in piazza (foto Fabrizi)

di Daniele Bovi

I cinque ballottaggi di domenica sono stati decisi fondamentalmente al primo turno, dato che la capacità di attrarre elettori del campo avverso non ha giocato un ruolo rilevante. Una parte del dossier sui flussi elettorali presentato martedì a Perugia dal professor Mauro Bracalente è dedicato ai ballottaggi di Foligno, Orvieto e Gubbio, città nei primi due casi conquistate dal centrodestra, mentre in quella dei Ceri il centrosinistra si è confermato con Stirati. La differenza l’ha fatta soprattutto la capacità di mantenere mobilitato il proprio elettorato, talvolta con un contributo importante anche dell’elettorato di quelli non ammessi al secondo turno. Il tutto in un quadro dove il calo dell’affluenza è dipeso essenzialmente dal fatto che i sostenitori dei candidati rimasti fuori dal ballottaggio hanno disertato le urne.

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Foligno Partendo da Foligno, la città numericamente ma anche politicamente più pesante, Zuccarini ha mantenuto oltre il 92% dei consensi del primo turno ed ha conquistato oltre un terzo degli elettori del pentastellato Fantauzzi, il 31% di quelli di Stefanucci e tutti quelli della destra di Giustozzi. Pizzoni, invece, che ha incrementato il proprio bottino di meno di 200 voti, ha mantenuto l’89% dei suoi sostenitori e attratto il 29% di quelli del M5s oltre al 16% di quelli di Trombettoni; troppo poco per pensare di impensierire il candidato leghista. In più solo il 5,5% degli elettori di Zuccarini non è tornato alle urne, la metà rispetto a quelli dell’avversario del centrosinistra.

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Gubbio Passando a Gubbio Stirati, che era uscito con ampio margine dal primo turno, ha mantenuto il 91% del proprio elettorato contro l’85% di Presciutti, portando con sé la metà dei goracciani e oltre un terzo di quelli del dem Cardile, mentre l’elettorato del M5s in due casi su quattro è rimasto a casa; tra quelli che invece sono tornati alle urne, quasi il 40% ha votato il centrodestra e solo l’8% Stirati. Molto forte infine l’astensione (74%) tra i sostenitori di Farneti, i cui elettori che si sono presentati ai seggi si sono divisi in modo sostanzialmente uguale tra i due contendenti rimasti a giocarsi la poltrona di sindaco. A penalizzare il centrodestra di Presciutti, anche l’astensione: 14% contro il neanche 1% dell’elettorato di Stirati.

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Orvieto Anche a Orvieto il calo dell’affluenza è da imputare al fatto che chi al primo turno aveva sostenuto Barbarella, Rosati o Panzetta, ha disertato i seggi con percentuali che vanno dal 26% al 46%. I fattori che hanno portato il centrodestra di Roberta Tardani a vincere però in parte differiscono rispetto a quelli che hanno determinato i risultati di Foligno e Gubbio: nella città della Rupe è stato il perdente Germani, che aveva siglato l’apparentamento con Rosati, ad attrarre in particolar modo i sostenitori degli altri candidati (1.100 voti contro gli 800 di Tardani). Il margine però era assai ampio (1.400 voti) e i flussi in entrata non sono bastati a impensierire la candidata forzista.

Twitter @DanieleBovi

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