venerdì 19 aprile - Aggiornato alle 23:01

Astaldi, Regione a governo: «Non faccia morire imprese». Terremoto: «Snellire procedure»

Conferenza stampa di fine anno. Chianella: «Su Perugia-Ancona risposte rapide». Barberini: «Piano sanitario pronto». Reddito di cittadinanza: il grande ‘boh’

La giunta nella conferenza stampa di fine anno

di Iv. Por.

«Lo diciamo al governo, la Regione non ci sta a subire due beffe: una Perugia-Ancona non finita e imprese fatte fallire con migliaia di lavoratori coinvolti». È sul caso della crisi Astaldi uno dei passaggi più importanti, per la stretta attualità, della conferenza stampa di fine anno della giunta regionale dell’Umbria. Un incontro in cui si è parlato anche di molto altro, dal piano sanitario al terremoto, con sullo sfondo un rapporto a dir poco problematico col governo, soprattutto alla luce di una manovra finanziaria di cui ancora non si conoscono molti aspetti.

Caso Astaldi Il giorno dopo la dura presa di posizione di imprese e sindacati, che minacciano anche di occupare la strada se non verranno pagate le spettanze dovute, la presidente Catiuscia Marini e l’assessore Giuseppe Chianella hanno fatto sapere che «la Regione ha inviato stamattina una lettera al ministro Di Maio, cosa fatta ieri anche dalle Marche». La novità è, infatti, che della vicenda si occuperà il ministero dello Sviluppo economico. «Noi – ha precisato Chianella – abbiamo incontrato Toninelli il 20 novembre nel suo ufficio del ministero, e lì lui ha detto che avrebbe convocato un tavolo sul caso. Qualche giorno fa le Regioni hanno fatto una lettera per sollecitare e la risposta è che la questione è in capo al Mise. A noi non interessa il rimpallo di responsabilità, ma che si convochi subito un tavolo, ci attendiamo un segnale subito dopo le feste, anche perché Quadrilatero è partecipata al 94% da Anas e quindi è lo Stato a dover intervenire».

Terremoto Chiama sempre in causa il rapporto con l’esecutivo la vicenda relativa alla ricostruzione. «Il 2019 – ha affermato Marini – sarà l’anno in cui arriveranno il grosso delle domande per quella pesante. Avremo un incontro con i presidenti delle quattro Regioni subito dopo Natale. Al governo chiederemo la semplificazione ulteriore delle procedure per la ricostruzione privata e attuazione per le opere pubbliche, perché ora siamo in presenza di un groviglio procedurale che rallenta la fase che va dalla progettazione all’apertura dei cantieri. Venerdì 28 ci sarà un comitato istituzionale con tutti i sindaci del cratere». E sulle infiltrazioni di umidità nelle casette, «sono in corso – è stato detto dal dirigente Alfiero Moretti – tutte le verifiche per capirne la natura, ma anche subito gli interventi per ripararle».

Reddito di cittadinanza Il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, tracciando un bilancio, oltre che dei buoni dati sul turismo (+17% di arrivi e +11% di presenze nei primi 9 mesi del 2018, oltre i dati 2015 con 2700 letti in meno per via del terremoto), ha parlato della grande incognita sull’avvio del reddito di cittadinanza. «Abbiamo stabilizzato il personale dei centri per l’impiego – ha spiegato – abbiamo costituito l’Arpal ma su questa misura siamo al niente per ora. Di Maio alle regioni aveva detto che ci saremmo visti ogni mese con gli stati di avanzamento del progetto ma non è successo. Ci ha anche promesso decine assunzioni in più ma ad oggi nemmeno l’ombra. Non sappiamo come si applicherà la misura, né la platea dei beneficiari».

Piano sanitario L’assessore Barberini ha rimarcato il quinto anno consecutivo dell’Umbria come regione benchmark in Sanità: «Questo – ha commentato Marini – farà sì che nel 2019 di certo avremo più risorse che nel 2018». La notizia fresca è la presentazione del nuovo Piano sanitario regionale ai tavoli concertativi: «L’Umbria si presenta con una programmazione sanitaria e di welfare completa e di primo livello», ha sottolineato l’assessore. Quanto al Rei (reddito di inclusione) abbiamo ad oggi «il target è di 9.360 persone, con 3.500 famiglie destinatarie di interventi finanziari e di accompagnamento».

 

Ferrovia centrale umbra a Rfi Oltre che del caso Astaldi, l’assessore Chianella ha parlato anche dei numeri record del Frecciarossa Perugia-Milano con oltre 160 passeggeri al giorno, rimarcando come «dopo aver ottenuto il ritorno del Frecciabianca a Spoleto, a gennaio riprenderà l’interlocuzione per far fermare i treni ad alta velocità anche ad Orte. Sempre a gennaio ci sarà  il passaggio ufficiale della Ferrovia centrale umbra a Rete ferroviaria italiana: il pieno mandato per chiudere è stato dato all’amministratore unico di Umbria Mobilità dall’Assemblea dei soci nel corso dell’ultima riunione cui non hanno partecipato i Comuni di Perugia e di Spoleto.

Agricoltura e pagamenti L’assessore Fernanda Cecchini ha invece dato aggiornamenti sui pagamenti relativi al Piano di sviluppo rurale. «Avevamo iniziato male l’anno, ma ora siamo arrivati a 108 milioni versati da Agea e speriamo in altri decreti da qui a fine anno. Stiamo aprendo in questi giorni tutti i bandi relativi a investimenti per giovani, imprese agricole e trasformazioni con 50 milioni, a fine anno anche agriturismi per 2 milioni di euro». Sui rifiuti, ha invece ribadito quanto recentemente affermato nella conferenza stampa per fare il punto su discariche e raccolta differenziata: «Dopo quanto successo a Gesenu nel 2015 poteva finire molto male, invece ad oggi abbiamo la differenziata al 65%, impianti nuovi e stiamo facendo i lavori per adeguare le discariche. tanto che neanche l’accordo con le Marche per la lavorazione di una piccola parte dei rifiuti da novembre non viene utilizzato e non verrà rinnovato». Infine, l’assessore Antonio Bartolini ha rivendicato il calo dei dipendenti della Regione, arrivati a poco più di mille con una spesa scesa in 8 anni 67 a 53 milioni. Mentre sulla scuola «siamo ai vertici delle graduatorie – ha detto – per sperimentazione del progetto ‘0-6’, copertura delle borse di studio e minima percentuale di abbandono scolastico»

 

 

 

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