domenica 20 agosto - Aggiornato alle 19:18

Assisi, Travicelli si sente scaricata: «Mai avrei pensato a dimettermi, chi perde è il sindaco»

L’ormai ex assessore dice la sua: «Per salvare qualcun altro hanno messo in piedi tutto un marchingegno per farmi fuori»

Claudia Maria Travicelli

di Ivano Porfiri

«Io ho lavorato con grande serietà e mai avrei pensato di dimettermi, anche perché fino a stamattina stavo lavorando con grande impegno e serietà, fino alla chiamata del sindaco». Non ha quasi parole l’ormai ex assessore del Comune di Assisi, Claudia Maria Travicelli. Non riesce a spiegarsi il ciclone che l’ha travolta e, nel giro di poche ore, estromessa dalla giunta per far posto all’architetto Italo Rota. Soprattutto non le vanno giù le parole vergate sul comunicato del Comune in cui viene definita «assessore dimissionario».

Tutto in poche ore «Sono rimasta basita da quanto è successo – dice al telefono con Umbria24 -. Da qualche giorno dovevo parlare al sindaco per il progetto della palestra della scuola Fiumi, stavo predisponendo il trasferimento degli studenti per il periodo dei lavori. Stamattina stavo svolgendo delle commissioni, quando mi ha chiamato perché doveva parlarmi. Una volta nel suo ufficio mi ha riferito di presunti problemi del personale con me e di essere d’accordo con il resto della giunta sull’opportunità di mie dimissioni». Un discorso che la convince a firmare la lettera per rimettere il mandato. «Mai avrei pensato – aggiunge Travicelli – che quindici minuti dopo già stavano mandando il comunicato per annunciare la conferenza stampa in cui annunciavano il nuovo assessore. Evidentemente è tutto un marchingegno elaborato in precedenza».

«Chi ha perso non sono io» Travicelli non può non mettere in parallelo la sua vicenda con quella di Guarducci. «Lui ha presentato dimissioni e non sono state accettate, anzi si è detto che ci si doveva scusare con lui. Con me, invece, un minuto dopo la firma era già tutto fatto. A me che tanto mi sono impegnata per la città». Travicelli renderà pubbliche le sue ragioni nelle prossime ore attraverso una nota. «Io voglio solo dire – afferma con la voce quasi rotta dal pianto – che chi ha perso in questa vicenda non sono io, ma la città di Assisi e lei (il sindaco Proietti, ndr). Questa vicenda non le porterà fortuna perché i cittadini hanno gli occhi per vedere e capire che per salvare qualcun altro sono stata sacrificata io».