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domenica 17 ottobre - Aggiornato alle 23:49

Assisi, intervista a Cosimetti: «Ospedale, c’è tutto per il rilancio. Prometto servizi a misura di cittadino»

Il candidato sindaco del centrodestra: «Turismo, serve piano strategico con orizzonte decennale. Per le frazioni investimenti omogenei»

Marco Cosimetti

di Daniele Bovi

Pubblichiamo l’intervista a Marco Cosimetti, candidato sindaco di Assisi sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e dalla lista civica Insieme-Cosimetti sindaco.

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La pandemia ha impattato in modo molto duro sul tessuto economico della città. Dalle imprese al turismo, cosa pensa di poter concretamente fare per supportare la ripresa?

«La ripresa è già in atto a livello nazionale e globale, dobbiamo essere noi bravi a saperla agganciare e tramutare in risorsa per il nostro territorio. Le iniziative da intraprendere sono molte: dalla rapida attuazione dei progetti del Pnrr per la nostra città allo stimolo di una sana domanda interna, da incentivi e contributi per la creazione di nuove start up alla detassazione a livello comunale per chi vuole avviare un’impresa. Senza dimenticare lo snellimento e la velocizzazione della burocrazia di competenza comunale per favorire la libertà di impresa e di investimenti di privati così come delle aziende; non ultimo il processo di digitalizzazione del territorio e dei servizi, che consente di connettersi con il mondo, risparmiare tempo e renderci accessibili per il mondo esterno. Per il turismo occorre invece un piano strategico che guardi a un orizzonte decennale, partendo dai due grandi eventi che ci porteranno alla ribalta nazionale e internazionale – l’anno giubilare e l’ottocentenario della morte di San Francesco – per arrivare a quelle iniziative che dovranno svolgersi lungo tutto il corso dell’anno, in particolare nei periodi meno gettonati dai flussi turistici, così da supportare il settore e il suo indotto».

Il virus ha messo in difficoltà su molti fronti tante famiglie: quali potrebbero essere alcune misure concrete sul fronte del welfare?

«Innanzitutto dobbiamo partire dal superamento del concetto per cui l’assistenzialismo e i fondi a pioggia vengono individuati come rimedio per la crisi. “Poco a tutti” non risolve i problemi di nessuno. In secondo luogo dobbiamo rivedere assolutamente l’organizzazione del trasporto pubblico locale, per tararlo sulle esigenze di cittadini e famiglie, così come il sistema di assistenza sociale. Non possiamo promettere miracoli e non è nel mio stile, ma farò il possibile per garantire servizi a misura di cittadino, proprio alla luce del mutato contesto storico».

La sanità è un altro tema chiave e l’ospedale, al di là del punto nascita, appare carente sotto diversi punti di vista e depotenziato: cosa intende fare?

«Come noto la sanità e l’organizzazione dei servizi ospedalieri non sono di competenza comunale, bensì regionale. Il depotenziamento dei servizi del nosocomio assisano ha radici profonde, che iniziano ben prima dell’insediamento dell’attuale giunta regionale. Detto questo l’ospedale di Assisi beneficerà di oltre 48 milioni dal Pnrr, per cui mi sembra che ci siano le risorse sufficienti per iniziare a rivedere un percorso di rilancio per cui mi sono già interfacciato in queste settimane con la presidente Tesei e l’assessore Coletto. Certamente Assisi va considerata come una città con 28 mila residenti e 5 milioni di turisti all’anno, un dato che non può essere sottovalutato».

Assisi mesi fa si è detta pronta a ricapitalizzare l’aeroporto ma il tema infrastrutture è molto più ampio: dal «San Francesco» fino a viabilità e ferrovie quali idee si possono mettere in campo?

«Anche su questo aspetto sarà centrale la sinergia con la Regione, che sta facendo investimenti importanti sia sulla strategia di rilancio dello scalo che sulla società che lo gestisce e di cui il Comune di Assisi ha una quota minoritaria. Tra i progetti del Pnrr c’è anche quello dell’auspicata fermata ferroviaria di Ospedalicchio, che garantirà un ulteriore collegamento da e per Santa Maria degli Angeli. Io immagino anche nuovi collegamenti diretti tra l’aeroporto, Assisi e Santa Maria degli Angeli, così da integrare ulteriormente lo scalo nel sistema del trasporto locale. Certamente poter beneficiare di rotte verso hub internazionali o mete che possano favorire il turismo religioso sarebbe molto utile per il nostro scalo e per accrescere il numero di visitatori in città».

Il territorio di Assisi conta quasi venti frazioni: quali sono gli assi portanti del suo programma per queste realtà?

«Nessuna frazione deve essere più lasciata indietro o curata più delle altre perché magari è rappresentata da un consigliere o un assessore che “sgomita” per il proprio centro. Io immagino investimenti omogenei basati su indicatori chiari, quali la popolazione e l’estensione delle singole frazioni, ma sulla base di budget equamente distribuiti. Le frazioni, con i loro castelli, i loro prodotti tipici, i Cammini, il patrimonio storico e culturale devono essere inseriti anche nei pacchetti turistici e nei circuiti che dobbiamo essere in grado di offrire ai visitatori, così da estendere i benefici del turismo a tutto il territorio ed accrescere le presenze, attualmente inferiori al resto della media regionale. In tutti gli incontri che ho fatto finora nelle frazioni sono emersi problemi ricorrenti: assenza di collegamenti e infrastrutture ciclabili e pedonali, attenzione alla pulizia e al decoro urbano, completamento di opere o strutture a beneficio delle associazioni, delle pro loco o della possibilità di creare aggregazione tra i cittadini, trasporti pubblici poco connessi alle esigenze dei residenti. In buona sostanza, poca capacità di ascolto e confronto tra chi amministra e chi dovrebbe fruire di servizi e investimenti. Questo trend deve essere necessariamente invertito».

Twitter @DanieleBovi

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