mercoledì 21 novembre - Aggiornato alle 19:26

Arriva anche il condono per gli abusi edilizi nel cratere del terremoto

Si va oltre la sanatoria per lievi difformità: con multa leggera potrà essere regolarizzato fino al 20 per cento dell’esistente. Marini e Alemanno cauti

Un'abitazione ad Ancarano di Norcia nel novembre 2016 (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Nei comuni colpiti dal terremoto del 2016 sarà possibile condonare, al momento della richiesta di contributo di ricostruzione, fino al 20% della cubatura esistente. È quanto riporta l’articolo 39 ter del decreto Genova ora in Senato dedicato agli abusi edilizi presenti all’interno delle quattro regioni terremotate. Il testo dell’articolo prevede la sanatoria di interventi che presentano «lievi difformità edilizie», ai fini dell’accelerazione dell’attività di ricostruzione o di riparazione.

Condono per gli abusi anche nel cratere Di più. La regolarizzazione è ammessa per «tutti i casi in cui manchi un titolo edilizio (e non solo la Scia, come previsto a legislazione vigente) nonché ai casi previsti dalle norme regionali attuative dell’intesa tra Stato, regioni e enti locali, sull’atto concernente misure per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia ovvero dalle norme regionali vigenti in materia di urbanistica e edilizia». Potranno quindi saranno ‘condonati’ diversi tipi di interventi di ristrutturazione e ampliamento realizzati prima del terremoto del 2016: sono escluse «le costruzioni interessate da interventi edilizi totalmente abusivi, per i quali sono stati emessi i relativi ordini di demolizione». Per fare l’esempio più chiaro, in una casa di 100 metri quadrati potranno essere condonati fino a 20 metri quadrati: la possibilità di sanare fino al 20 per cento di ampliamenti abusivi in Umbria riguarda i 15 Comuni del cratere, mentre in tutto il Centro Italia potranno beneficiarne 140 Comuni. Nelle zone colpite dal sisma, dunque, si potranno mettere in regola interventi edilizi realizzati senza alcuna autorizzazione pagando una sanzione fino a 5 mila euro.

Marini e Alemanno A Umbria24 giovedì mattina il sindaco di Norcia Nicola Alemanno spiega «che l’intervento sulle lievi difformità è sicuramente necessario, mentre occorrerà attendere di leggere il decreto Genova e l’articolo 39 ter dedicato ai nostri territori per capire quale sono le effettive previsioni. Mi riservo quindi una serie di approfondimenti prima di esprimermi sulla novità». A margine  dei lavori della Conferenza delle Regioni, giovedì pomeriggio, ha parlato anche la presidente Catiuscia Marini: «La norma relativa alle aree del Centro Italia colpite dal sisma la vogliamo prima vedere in dettaglio in quanto si tratta di una cosa molto diversa da quella sul caso Ischia. Ciò che posso dire, rispetto alla questione che interessa le quattro regioni del centro Italia è che innanzitutto la situazione è diversa da regione a regione e nel nostro caso, l’ Umbria, il tema che ci si era presentato era quello delle ‘piccole difformità edilizie’. Nello specifico si tratta di abitazioni abbattute o da abbattere a causa del sisma – ha spiegato Marini – comunque regolari e non di edifici costruiti in totale abuso edilizio, o in aree sottoposte a vincoli per dissesto idrogeologico o in aree di faglia sismica. Come Umbria infatti da sempre siamo stati contrari a sanatorie per edifici realizzati in abuso o in queste aree. In sostanza si tratta di lievi difformità relative a finestre o porte che rischierebbero altrimenti di non poter essere totalmente ricostruite in assenza di una precisa norma di|sanatoria. Questa – ha concluso il presidente della Regione|Umbria – era la questione che avevamo posto al Parlamento e governo, perché non avrebbe senso che un edificio demolito interamente non fosse oggetto di ricostruzione. E queste norme vanno appunto in direzione di favorire la ricostruzione».

De Micheli e Ceriscioli Nelle ultime ore si sono registrate due reazioni alla mossa del governo gialloverde, entrambi di casa Pd. Da una parte l’ex commissario per la ricostruzione Paola De Micheli, che dice «noi ci siamo opposti. Sul decreto 55 del maggio 2018 si era trovato un equilibrio in Senato su una sanatoria per i cosiddetti abusi minori, interni, di case regolari che potevano avere delle porte, finestre, situazioni non regolari ma di portata ed entità minore», mentre con la nuova norma si decide invece «di fare un condono nel senso più ampio del termine – osserva De Micheli – Questo genera anche un problema interpretativo perché la norma non è chiara e potrebbero essere condonati anche immobili abusivi costruiti dopo il sisma». Opposta la reazione del residente della Regione Marche Luca Ceriscioli, che ha accolto positivamente l’articolo 39 ter del decreto Genova, spiegando invece che «è da un anno che chiediamo di portare al 20% la quota sanabile senza procedura per togliere le piccole difformità. Noi avevamo già previsto in una legge regionale, emanata ad inizio sisma, questa percentuale, che è la stessa dettata dal ‘piano casa’, perché per sistemare una piccola difformità ci vogliono anche sei mesi:  l’obiettivo vero – spiega il governatore delle Marche – non è dare una mano a chi ha fatto abusi ma accelerare il percorso di ricostruzione su questo segmento». 

@chilodice

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