venerdì 23 agosto - Aggiornato alle 02:20

Agenzie di viaggio e guide turistiche, il governo boccia il testo unico sul turismo della Regione

Corte costituzionale

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Gestione delle agenzie di viaggio, organizzazione di manifestazioni e guide turistiche. Sono le norme del testo unico sul turismo che riguardano questi tre capitoli ad essere finiti al centro dell’impugnazione, di fronte alla Corte costituzionale, deliberata lunedì dal consiglio dei ministri. Il ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio ha infatti deciso di impugnare la legge perché, limitatamente a questi tre argomenti, violerebbe l’articolo 117 della Costituzione, ovvero quello che regola le competenze tra Stato e Regioni. Per quanto riguarda le guide turistiche, le norme approvate da palazzo Cesaroni prevedono che quelle che abbiano conseguito l’abilitazione in altre Regioni, e che vogliano esercitare il mestiere in Umbria, debbano superare l’accertamento della Provincia sulla conoscenza del territorio secondo «modalità stabilite dalla giunta».

Incostituzionale «Tale condizione – sottolinea il governo con la matita blu – risulta in contrasto con il principio di libera circolazione dei servizi». Inoltre «la medesima norma risulta altresì distorsiva della concorrenza tra gli stessi operatori italiani», e restringe «in maniera ingiustificata la portata del principio di libertà dell’iniziativa economica». Nel mirino c’è anche l’articolo 62, secondo il quale la gestione tecnica delle agenzie compete «al titolare o al legale rappresentante della società in possesso delle conoscenze e attitudini professionali all’esercizio dell’attività» conseguite in un’agenzia italiana o di un altro Paese Ue. Un richiamo «non pertinente» dato che il decreto a cui la Regione si rifà (il 206 del 2007) riguarda solo il riconoscimento, da parte degli stati membri dell’Ue, delle qualifiche professionali acquisite in altri Paesi.

L’organizzatore di manifestazioni I titoli abilitanti alla professione sono materia riservata allo Stato e «la norma regionale – spiega il governo – riferendosi alle conoscenze e alle attitudini professionali di cui alla citata norma statale, finisce per consentire lo svolgimento dell’attività di direttore tecnico di agenzia di viaggio e turismo a chi non abbia conseguito la specifica abilitazione professionale». Da ultimo il ministero degli Affari regionali boccia l’articolo (il 68) con il quale il testo unico «individua – è scritto nell’impugnazione – l’attività professionale di organizzazione, produzione e gestione di manifestazioni congressuali, simposi, conferenze e convegni, prevedendo che la definizione di requisiti e modalità di esercizio dell’attività siano disciplinate con regolamento regionale». Semplicemente, osserva il governo, si tratta di un’attività non regolamentata da alcuna norma statale e le Regioni non possono istituire nuove professioni.

Una replica a “Agenzie di viaggio e guide turistiche, il governo boccia il testo unico sul turismo della Regione”

  1. Giovanni Papperini ha detto:

    Le professioni regolamentate da leggi statali sono già troppe. Il loro numero eccessivo contribuisce nonpoco a ridurre il grado di competitività internazionale dell’Italia.

    Voglio credere nella buona fede dei rappresentanti della Regione Umbria. I quali hanno ritenuto di proteggere il lavoro degli Umbri introducendo una serie di ulteriori
    limitazioni “regionali” alle professioni turistiche già regolamentate dallo Stato. Spingendosi addirittura a imbrigliare tra le attività regolamentate anche “l’attività professionale di organizzazione, produzione e gestione di manifestazioni
    congressuali, simposi, conferenze e convegni, prevedendo che la
    definizione di requisiti e modalità di esercizio dell’attività
    siano disciplinate con regolamento regionale”.

    Il Governo ha, a mio parere giustamente , impugnato di fronte alla Corte
    Costituzionale il Testo Unico sul Turismo della Regione. Alle
    motivazioni addotte dal Governo:

    contrasto con il principio di
    libera circolazione dei servizi

    distorsione della concorrenza tra
    gli stessi operatori italiani

    restrizione ingiustificata della
    portata del principio di libertà dell’iniziativa economica

    divieto per le Regioni di
    istituire nuove professioni.

    aggiungerei una mia personale considerazione. Da svariati decenni come Studio Papperini Relocation fornisco assistenza e consulenza ad imprenditori e professionisti provenienti da tutto il mondo che sono interessati ad avviare
    un’attività in Italia. E’ significativo che spesso queste persone,
    provenienti per lo più da stati con economie molto più dinamiche
    della nostra, mostrino sconcerto nel rendersi conto che molte
    attività da loro non regolamentate siano invece da noi iper-regolamentate. Mentre osservano, per contrasto, un gran numero di attività esercitate in maniera completamente abusiva ma alla luce del sole, qualcosa di impensabile da loro.

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