Currently set to Index
Currently set to Follow
lunedì 18 ottobre - Aggiornato alle 01:04

Aeroporto, rotte in comune tra Perugia e Ancona. Per Gepafin e Sviluppumbria un ruolo nelle Marche

Incontro tra Tesei e Acquaroli: dalle infrastrutture allo sviluppo fino al turismo le due regioni provano a fare massa critica. Le idee sul tavolo

Acquaroli e Tesei

di Daniele Bovi

Dalle infrastrutture al turismo, dallo sviluppo economico al terremoto. Sono questi i temi principali di cui hanno discusso giovedì a Perugia Donatella Tesei e Francesco Acquaroli, presidenti di Umbria e Marche. Un incontro operativo, al quale hanno partecipato anche diversi dirigenti delle due amministrazioni, per capire dove e come Umbria e Marche possono collaborare per superare alcuni problemi strutturali, in primis il fatto di essere piccole, meno sviluppate delle regioni del Nord e senza grandi centri urbani che oggi, sotto diversi punti di vista, sono i veri motori della modernità.

Infrastrutture Il tema principale è stato quello delle infrastrutture. Dalla Fano-Grosseto alla Quadrilatero fino alla Orte-Falconara sono stati diversi i temi messi sul tavolo. A porte chiuse Tesei e Acquaroli hanno spiegato che serve un pressing nei confronti di Anas e Rfi con l’obiettivo di ottenere collegamenti «orizzontali» e quindi più funzionali alle due regioni, senza guardare solo all’asse Nord-Sud. Altro tema centrale è quello dell’aeroporto: l’idea su cui lavorare è quella di mettere in condivisione alcune rotte del San Francesco e di Ancona; due realtà che, con il completamento della Quadrilatero, saranno sempre più vicine.

Zes Ampio anche il capitolo dello sviluppo economico. I due presidenti hanno discusso della necessità di una programmazione comune per quanto riguarda i Fondi europei e il Pnrr, nonché di un coinvolgimento dell’Abruzzo nella creazione della Zes, la Zona economica speciale annunciata nei giorni scorsi da Tesei alla ex Merloni. «Va costruito il percorso tecnico – ha detto la presidente ai giornalisti – ma il progetto lo stiamo portando avanti». La «Zes», in caso ricevesse il via libera del governo, essenzialmente garantirebbe ai territori coinvolti (tra i requisiti servono porti di rilevanza strategica e il fatto di essere regioni in transizione) agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative.

COS’È LA «ZONA ECONOMICA SPECIALE»

Sviluppo economico Più in generale un ruolo potrebbero averlo anche Gepafin e Sviluppumbria. Le Marche non hanno una loro ‘finanziaria’ e così Gepafin potrebbe allargare il proprio campo d’azione anche alle Marche, mentre la Svim, la ‘sorella’ marchigiana di Sviluppumbria, potrebbe stringere una serie di sinergie con quest’ultima. Altre sinergie, sul fronte del credito, sono in programma specialmente per quanto riguarda i Confidi, mentre per quanto riguarda il turismo l’idea è quella di dare vita a dei pacchetti integrati. Da ultimo, ma non per importanza, il tema del terremoto: a quasi cinque anni dal devastante sisma di ottobre 2016 «servono azioni da intraprendere insieme – ha detto Tesei – per la ricostruzione e la rinascita economica delle zone colpite». Per capire quanto di tutto ciò si concretizzerà e quali saranno i provvedimenti precisi occorrerà aspettare i prossimi mesi.

Le dimensioni «Siamo fermamente convinti – ha detto Tesei – che le due regioni insieme alle altre dell’Italia centrale possano e debbano giocare un ruolo fondamentale nella ripartenza del paese». Ad accomunare i due territori infatti, come ha rimarcato Acquaroli, «sono anche le infrastrutture incompiute che, come la galleria della Guinza, gridano vendetta». Territori «fortemente dinamici ma che scontano e pagano, oltre all’isolamento, la dimensione che spesso è troppo piccola». Quanto al sisma «ci saranno delle risorse che vanno oltre quelle previste per la ricostruzione fisica degli immobili – ha aggiunto Tesei – e siamo consapevoli che queste vanno usate bene e non possiamo permetterci di sprecarle». «Tutte queste azioni – ha commentato in conclusione Acquaroli – sono un atto dovuto nei confronti delle nostre economie e popolazioni per rilanciare i territori».

Prisco «Bisogna proseguire sulla via tracciata da questa collaborazione – dice poi il deputato di FdI Emanuele Prisco – che rinforza entrambe le Regioni con un visione sinergica che valorizzi l’Italia centrale. In particolar modo, la sinergia tra Marche e Umbria rappresenta un punto di forza che lega questi territori non solo sulla necessità di colmare il gap infrastrutturale che ne limita le potenzialità, arrivando a fare di queste due regioni un’eccellenza in Italia. Un rapporto di collaborazione naturale con le Marche può rafforzare l’Umbria in campi come l’innovazione, lo sviluppo economico, il turismo e le infrastrutture».

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.