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sabato 8 agosto - Aggiornato alle 05:05

Adolescenti morti: Latini chiede silenzio e riflessione, Saltamartini avvelena il dibattito

Deputata leghista e Casapound associano il pusher ad ambienti di sinistra, reazioni a catena. Fi, messaggio pacato del giovane Marcelli

Barbara Saltamartini (foto Rosati)

Corre sui social il disgusto dell’opinione pubblica per le parole utilizzate dalla deputata romana Barbara Saltamartini (chiamata dal leader del Carroccio Matteo Salvini a guidare la Lega a Terni), che ha associato Aldo Maria Romboli, il pusher arrestato perché ritenuto responsabile della morte dei giovani ternani Flavio e Gianluca, agli ambienti di sinistra, ai centri sociali, infangando in qualche modo anche il nome del padre, ormai scomparso, personaggio amato da tutti per l’impegno nel Cantamaggio. Come Saltamartini hanno fatto il senatore Stafano Lucidi (neo leghista, ex M5s) e il capo di Casapound nazionale Simone Di Stefano.

Tragedia a Terni E se da sinistra la replica è facile e arriva da più parti, dal centrodestra forse è scomodo dissociarsi e comunque non manca chi, dalla maggioranza in consiglio comunale a Terni, prende le distanze da certe dichiarazioni: si tratta del consigliere di Terni civica Michele Rossi, che si limita a scrivere: «Non ora, il dolore merita rispetto e silenzio». Dall’altro lato dell’aula di Palazzo Spada, M5s, Pd, Senso civico e Terni immagina: «Le inqualificabili dichiarazioni della segretaria romana della Lega di Terni sulla tragedia che ha sconvolto la nostra città, ci lasciano senza parole. Riteniamo questo momento troppo doloroso per la nostra comunità per cedere alle provocazioni di chi non ne fa parte e non perde occasione per far sentire la sua ingombrante e sempre più inopportuna presenza politica, con prese di posizione che, come in questo ultimo caso, sembrano dimostrare una scarsa conoscenza della città. Non entriamo nel merito di simili dichiarazioni. Per noi farlo equivarrebbe a mancare di rispetto alle famiglie dei giovani che la nostra città ha perso, alle tante operatrici e operatori che svolgono con impegno e sacrificio il loro lavoro nel sociale. Ci rammarichiamo per il sindaco di Terni, che si era proposto di unire la città e spesso ha invitato a non avvelenare inutilmente il clima. Purtroppo i suoi appelli sembrano cadere nel vuoto e il suo silenzio dinnanzi alle esternazioni di chi non rispetta il nostro dolore, li rende non credibili».

Rifondazione comunista Se infatti il primo cittadino Leonardo Latini non ha ancora condannato certi toni, è impossibile quantomeno dimenticare che nei giorni scorsi, annunciando la proclamazione del lutto cittadino, aveva chiesto silenzio e riflessione. Dalla federazione ternana del partito di Rifondazione comunista però, chiedono di più: «Il sindaco Latini e la giunta di Terni si dissocino pubblicamente dalle vergognose dichiarazioni della commissaria Saltamartini.  In una fase di dolore ed incredulità conseguente alla tragedia che ha stravolto la città di Terni ed il paese intero non sono tollerabili affermazioni di un così basso profilo speculativo atte esclusivamente ad alimentare una polemica infima, che non restituisce alcun valore ad una riflessione che per prima dovrebbe investire coloro che hanno la responsabilità del governo della città. Non tolleriamo lezioni da soggetti estranei mandati a Terni esclusivamente per decentralizzare a Roma la gestione delle scelte strategiche del territorio. Barbara Saltamartini dovrebbe scusarsi, primariamente con coloro che sono stati direttamente colpiti da questa tragedia, e qualora avesse dignità, limitarsi al silenzio oppure proporre politiche giovanili concretamente orientate alla comprensione delle dinamiche di dipendenza in giovane età, della cui azione amministrativa non vi è traccia».

Droga e politiche giovanili In questo senso vale la pena allora riportare le parole di un giovanissimo esponente del Centrodestra, Daniele Marcelli, consigliere comunale Fi di Avigliano Umbro: «Davanti a simili disgrazie non si può far altro che restare in silenzio e stringersi intorno alle famiglie coinvolte. Le istituzioni però,non possono limitarsi a questo o voltarsi, perché il problema esiste e va affrontato per far sì che ciò non accada mai più.

Da anni, anche nelle sedi istituzionali, sostengo che la politica e la scuola devono acquistare un ruolo. Sul tema alcol e droghe va fatta prevenzione senza se e senza ma per creare fra i giovani la consapevolezza necessaria (in un’età in cui è facile cadere in errori)».

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