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lunedì 29 novembre - Aggiornato alle 22:34

Addio alle Province, cancellata quella di Terni, Perugia: da gennaio via la giunta. La mappa

La nuova cartina senza Terni

La nuova cartina senza Terni

di Ivano Porfiri

Addio alla Provincia di Terni, ma anche quella di Perugia da gennaio vedrà la giunta soppressa. Dal gennaio 2014 l’Umbria avrà una sola provincia con un nuovo presidente eletto dai sindaci. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che completa il percorso avviato nel mese di luglio, finalizzato al riordino delle province e all’istituzione delle città metropolitane.

La riforma Secondo una nota del governo «la riforma si ispira ai modelli di governo europei. In tutti i principali Paesi Ue, infatti, ci sono tre livelli di governo. Il provvedimento consente inoltre una razionalizzazione delle competenze, in particolare nelle materie precipuamente “provinciali” come la gestione delle strade o delle scuole». Con il decreto approvato le province sono state ampiamente ridotte.

LA NUOVA MAPPA DELLE PROVINCE ITALIANE

Giunte soppresse Il numero delle province delle Regioni a statuto ordinario si ridurrà da 86 a 51 (comprese le città metropolitane). Tra quelle cancellate anche Terni. Dal 1° gennaio prossimo le giunte delle province italiane (tra cui Terni e Perugia) saranno soppresse e il presidente potrà delegare l’esercizio di funzioni a non più di 3 consiglieri provinciali.

Elezioni a novembre 2013 Il riordino delle Province italiane sarà pienamente operativo nel 2014: nel novembre del 2013 si terranno le elezioni per decidere dei nuovi organismi, ha spiegato il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, parlando al termine del Cdm che ha approvato il decreto. Per elezioni si intendono quelle «indirette», con i sindaci che eleggeranno cioè il presidente della Provincia.

Transizione guidata dagli attuali presidenti Patroni Griffi ha sottolineato che gli organismi attualmente in funzione «non saranno commissariati» ma saranno previsti «una serie di adempimenti da parte degli attuali organi elettivi». Sempre dal 1° gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane. Per assicurare l’effettività del riordino posto in essere, senza necessità di ulteriori interventi legislativi, il Governo ha delineato una procedura con tempi cadenzati ed adempimenti preparatori, garantiti dall’eventuale intervento sostitutivo di commissari ad acta.

Aboliti assessorati Resta fermo il divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali. Resta altresì ferma l’abolizione degli assessorati. Infine gli organi politici devono avere sede esclusivamente nelle città capoluogo. Il riordino delle Province è il primo tassello di una riforma più ampia che prevede la riorganizzazione degli uffici territoriali di governo (prefetture, questure, motorizzazione civile etc etc) in base al nuovo assetto. Dunque anche gli altri uffici su base provinciale saranno di fatto dimezzati. Al termine di questo processo sarà possibile calcolare gli effettivi risparmi che comporterà l’intera riforma.

 

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