martedì 22 ottobre - Aggiornato alle 20:09

Ast, Tajani: «Dazi ma anche rivoluzione antitrust per favorire campioni europei»

Presidente dell’Europarlamento a Terni con Federmanager a pochi giorni dalla mission fallita tra Thyssen e Tata

«Ho poco tempo perché sono nelle mani di due negrieri, Raffaele Nevi e Katia Polidori che dettano la scaletta, i tempi, tutta la tabella di marcia». Arriva a Terni scherzando così l’esponente Fi, presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, chiamato ad affrontare il delicatissimo tema delle produzioni di acciaio inox in Europa e nel mondo, proprio nella città sede di Ast.

FEDERMANAGER E TAJANI A TERNI: VIDEO 

Federmanager A pochi giorni dalla missione fallita rispetto all’accordo tra Thyssenkrupp e Tata steel, a incalzare Tajani ci pensano i massimi esponenti territoriali di Federmanager che non risparmiano una frecciata velenosa al governo italiano: «Nei due incontri al Mise, nelle interlocuzioni avute sono stati il vice capo gabinetto del sottosegretario e la seconda volta un’anonima impiegata. Ast rappresenta il 70% del Pil cittadino, il 40% di quello provinciale e il 20% regionale, grazie della sua attenzione speriamo volta a rivedere le norme in materia di concorrenza all’interno del mercato europeo, ignorando che la minaccia vera proviene dall’Asia». Nella relazione di Augusto Maiocchetti anche un passaggio su costi ambientali e sociali di certe produzioni oltre i confini europei.

Tajani La prima iniziativa da prendere è quella dell’antidumping contro l’acciaio indonesiano, che registra un balzo in avanti nella produzione davvero spaventosa. Ho scritto a Junker che ha subito attivato il monitoraggio e la procedura per bloccare questa offensiva. Solleciterò le misure necessarie perché l’iter si concluda in tempi rapidi. Accanto a questo non possiamo ignorare e quindi lasciare che regole sulle concorrenza, basate su un principio ormai obsoleto affossino la creazione di campioni europei industriali. Quanto avvenuto prima con Outokumpu poi con Tata non può e non deve ripetersi. Da parte mia tutto l’impegno in questo senso».

Politica il vicepresidente di Forza italia, Tajani ha inoltre rivendicato la candidatura a capo della Regione Umbria: «Si vince soltanto se c’è una forte presenza di quella che chiamiamo l’altra Italia. Si vince con FI ovunque, quindi presenteremo al tavolo della coalizione un candidato o una candidata in grado di poter governare l’Umbria. Non voglio vincere le elezioni in Umbria utilizzando i magistrati – ha sottolineato riferendosi a Concorsopoli -, voglio vincere perché serve una vera rivoluzione copernicana: la Regione deve essere al servizio dei cittadini, non strumento di loro sfruttamento politico per raccogliere consensi per i partiti di sinistra. Questa stagione deve finire, bisogna creare un’alternativa. Abbiamo la forza nel Centrodestra di tornare al governo in molte regioni e abbiamo la possibilità di vincere in Umbria, governata per il solo mantenimento del potere del Pd». La Lega di Salvini, per la presidenza di Palazzo Donini, ha già lanciato Donatella Tesei.

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