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sabato 26 settembre - Aggiornato alle 07:31

Aborto, la Regione dopo un mese dalle nuove linee guida: «Nessuna volontà di non applicarle»

Coletto in consiglio regionale ha risposto a un’interrogazione dell’opposizione: «Ci riallineiamo». Bori: «Una non risposta, ritirate la delibera»

Una protesta di fronte al consiglio regionale (foto ©Fabrizio Troccoli)

«Non c’è nessuna volontà da parte della giunta regionale di non applicare le direttive intervenute. Prendiamo atto dei pareri che sono arrivati e ci riallineiamo a quanto stabilito dal Consiglio superiore della sanità e dal Ministero». Le parole sono dell’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto in risposta a un’interrogazione dei consiglieri regionali di opposizione. In aula Pd, M5S e gli altri gruppi hanno chiesto come mai, a un mese dalle nuove linee guida emanate dal ministro Roberto Speranza, non sia ancora stata ritirata «la delibera della vergogna che costringe a un ricovero ospedaliero forzoso di tre giorni». Nell’interrogazione l’opposizione chiede che venga ripristinato «subito il diritto delle donne umbre a poter ricorrere alla pillola RU486 anche in regime di day hospital».

LE NUOVE LINEE GUIDA

L’interrogazione «Volevate rendere inaccessibile un diritto – ha attaccato Bori in aula – invece avete consentito la fruizione di linee guida per tutta Italia, anche se non le applicate. Si nota anche una scarsa conoscenza dell’argomento: non ci sono stati eventi avversi con la pillola, non si conosce quello che si va ad affrontare in maniera propagandistica e oggi che il ministero ha risolto le criticità ancora nessuna modifica. Siamo oggi a ricordarvelo, dopo le proteste delle donne scese in piazza e vogliamo sapere come mai ancora oggi non si sa nulla». Nella sua replica alle parole di Coletto, Bori ha parlato di «una non risposta. Che ci siano le norme lo sappiamo, sono di un mese fa, è evidente che c’è la volontà di non applicare i dettati di legge. Tutti sconfessano le vostre scelte sbagliate, come l’ospedalizzazione, lo dicono le società scientifiche, i medici, e ora c’è questa lentezza nell’applicare le nuove linee guida. Non permetteremo ancora ritardi su questo tema. Non si fa campagna elettorale sulla pelle delle donne».

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