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mercoledì 27 gennaio - Aggiornato alle 20:15

A Perugia serve un nuovo fronte politico, sociale e civico per far ripartire una città ferma

L’intervento del consigliere comunale pd Francesco Zuccherini: «Non sarà possibile iniziare questa nuova stagione senza il Pd»

Francesco Zuccherini, Pd ©Fabrizio Troccoli

di Francesco Zuccherini*

Stiamo vivendo un momento drammatico nella vita della nostra comunità. L’intero mondo si è trovato a contrastare una pandemia per la prima volta dopo cento anni, diffusa da un virus che ha colpito tutte le nazioni nello stesso identico momento. L’Europa è stato il primo continente a contrastare l’emergenza in forma compatta e con una regia comunitaria, che ha permesso di mettere in sicurezza i vari sistemi sanitari dei paesi e porre in campo un piano di aiuti imponente per affrontare la ripresa, dimostrando la sua straordinaria forza.

La sanità In questo contesto non tutti gli Stati hanno reagito allo stesso modo e non tutti, allo stesso modo, hanno avuto la medesima capacità di contrasto, sia a livello sociosanitario che economico. L’Italia ad esempio ha mostrato la solidità della sua tradizione sanitaria, un sistema tradizionale eppure anche innovativo e capillare, grazie anche alla forte dedizione, competenza e capacità degli operatori sanitari. Ma ha evidenziato anche le numerose crepe del sistema, apertesi in decenni di tagli alla sanità e in una sua progressiva privatizzazione, soprattutto in alcune aree d’Italia, con conseguente destrutturazione. Anche a livello economico sono emerse tutte le debolezze del sistema, di un paese già fortemente indebitato e con evidenti difficoltà occupazionali e produttive. Possiamo dire che le difficoltà che l’Italia sta affrontando sono più evidenziate dall’emergenza che create dalla stessa. La nostra regione è perfettamente inserita nel contesto nazionale, con le medesime potenzialità e difficoltà. Questa emergenza ha messo sotto stress il sistema sanitario nazionale, in particolare quello umbro. Numerose prestazioni sono ferme a causa del virus e con difficoltà riprenderanno con lo stesso ritmo di prima, quando l’emergenza sarà finita. In parte abbiamo già visto quello che può accadere. Lo abbiamo testato questa estate, quando la morsa del virus si è allentata e siamo tornati a una fittizia normalità: lì il sistema sanitario non è stato in grado di far fronte alle numerose prestazioni e richieste arretrate.

Perugia ferma Se non ci sarà un intervento vero e strutturato, il rischio sarà quello di non avere più il sistema sanitario pubblico e universalistico come lo abbiamo conosciuto in Umbria fino all’inizio dell’emergenza. È proprio nella nostra regione, in particolar modo, che vediamo un brusco arretramento rispetto a quelle limitrofe. Tantissimi giovani medici lasciano l’Umbria dopo le specializzazioni perché non vengono offerti loro dei contratti di lavoro, non vengono assunti nuovi medici e infermieri, vera priorità del sistema sanitario regionale, sia per quanto riguarda le strutture ospedaliere sia per la medicina di territorio. È per questo che il grande obiettivo politico, in Umbria come in Italia, sarà quello della salvaguardia e del potenziamento del sistema sanitario, aumentando gli organici, modernizzando le strutture e rafforzando la medicina di territorio. Se questo accade in Italia e in Umbria, lo stesso possiamo dire di Perugia. La nostra città vive da tempo un declino di idee e di sviluppo che l’ha resa cupa e ferma, immobilizzata da una costante e continua ordinarietà nella gestione e una forte propensione a nascondere i problemi anziché aggredirli. E così ci si trova sempre a gestire, volta per volta, le singole iniziative, sempre scollegate tra di loro e sconnesse con la città, mosse più dalla necessità di dover fare che da una vera idea di cosa fare. Ci siamo ritrovati progressivamente ad abbandonare i luoghi della città, lasciando degli immensi vuoti, e a creare numerosi non luoghi, che stanno condizionando e compromettendo la crescita di Perugia.

Corsa a sindaco Parallelamente il governo della città si trova quotidianamente a discutere di argomenti che interessano più i partiti di riferimento anziché la città. Assistiamo a una escalation di azioni volte ad appropriarsi di alcune tematiche più che a garantire un buon governo. E così si vive in una costante e continua propaganda elettorale, messa in campo per portare avanti azioni e proposte spot, spesso volutamente impossibili da realizzare, finalizzate a organizzare una campagna elettorale continua, in particolare da parte di Lega e Fratelli d’Italia, al fine di aumentare le rispettive possibilità nella corsa alla carica di prossimo candidato sindaco di Perugia. Il tutto a spese della città, che continua ad arretrare a livello economico e sociale. Un teatrino che vedremo in scena ancora per i prossimi anni, fino alle elezioni amministrative. In questo contesto verrebbe da pensare che la strada di chi si oppone a questo governo e alla maggioranza che lo sorregge, cioè quella del centro sinistra, sia lineare e spianata. Una strada facilmente percorribile da una rinnovata coalizione di forze progressiste, riformiste e popolari che rimettano al centro i veri bisogni di Perugia e dei suoi cittadini.

Una sfida stimolante Dobbiamo invece sapere che il sentiero non è facile da percorrere, per quanto nemmeno impossibile da realizzare. Le forze politiche, sociali e civiche, che si oppongono all’attuale gestione della città, non avranno vita facile solo grazie al mal governo dei propri avversari. Occorre organizzarsi in un nuovo fronte, disegnare una nuova parte politica, che sia portatrice di valori comuni e di una visione di sviluppo coesa, che sappia ridisegnare i caratteri principali di Perugia e che la rimetta sui giusti binari. Sarà necessario un nuovo patto con la città, per tornare credibili agli occhi dei cittadini e riconsegnare agli stessi la possibilità di sentirsi parte integrante di un progetto complessivo. Non sarà possibile iniziare questa nuova stagione senza il protagonismo delle forze politiche organizzate. A cominciare dal Partito democratico, che deve tornare a essere un gruppo organizzato, capillare e rappresentativo, che sappia parlare con le varie parti della città, che conosca i tanti territori di Perugia, che possa fungere da motore di questa nuova coalizione, facendosi promotore di una rinnovata classe politica cittadina. Il lavoro che ci attende a partire da questo nuovo anno è proprio questo, un lavoro di ricostruzione che possa partire da coloro che si oppongono a questo governo debole e lacunoso della città, che dura ormai da 7 anni. Sarà una sfida non scontata, impegnativa e stimolante, che dovrà vedere protagonisti tutti gli attori cittadini interessati a far ripartire Perugia, facendola riappropriare del suo ruolo politico di capoluogo di regione, e riportandola ad essere città aperta, inclusiva ed europea.

*Consigliere comunale Pd Perugia

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