domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:59
18 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:35

Pochi giudici e cancellieri, Giustizia civile col fiato corto: a Perugia tre anni e mezzo per un processo

Trentasei mesi a Spoleto, 876 giorni a Terni per il giudizio di primo grado. Lo stilista Brunello Cucinelli: «In Italia le dispute vengano risolte con più velocità, lo chiedono gli investitori»

Pochi giudici e cancellieri, Giustizia civile col fiato corto: a Perugia tre anni e mezzo per un processo

di Enzo Beretta

La giustizia lenta scoraggia gli investimenti e frena la ripresa economica. Anche lo stilista di fama mondiale Brunello Cucinelli si è lamentato dei tempi dei processi nel nostro Paese. Danneggiano gli imprenditori: «E’ il momento di creare un ambiente veramente favorevole all’impresa cominciando ad accorciare i tempi della giustizia. Le dispute economiche devono essere risolte con più velocità. E’ l’unica cosa che chiedono gli investitori, anche quelli esteri». Parola del ‘Re del cashmere’, 122 boutique monomarca in tutto il pianeta, da Tokyo a Las Vegas passando per Amsterdam.

A Perugia tre anni e mezzo per un processo Quanto durano i processi civili in Italia? Secondo i dati del ministero nel 2015 la durata media effettiva è stata di 1.007 giorni, a fronte di una scopertura di personale amministrativo del 19,8 per cento (ne manca uno su cinque) e di un tasso di scopertura di magistrati togati del 9,8 per cento (ce ne sono nove anziché dieci). E in Umbria? Anche in Umbria lo stato di salute è precario. I processi sono lenti e il personale amministrativo viaggia a ranghi ridotti. Con inevitabili ricadute anche sull’arretrato da smaltire. Se a livello nazionale per chiudere una lite in primo grado ci vogliono mediamente 1.007 giorni (due anni e nove mesi) a Perugia impiegano 1.276 giorni (tre anni e mezzo), a Terni 876 giorni (meno di due anni e mezzo) e a Spoleto 1.112 giorni (tre anni). In distretti come Foggia o Vibo Valentia per uscire dalle aule giudiziarie ci si impiega cinque anni, a Rovereto solo undici mesi nonostante manchino il 24,2 per cento di cancellieri e l’11,1 per cento dei giudici. I numeri si riferiscono al contenzioso puro, esclusi fallimenti, esecuzioni ed altri fascicoli riguardanti, per esempio, le separazioni consensuali. Tra le varie sedi giudiziarie balzano all’occhio le evidenti differenze nella durata dei procedimenti e nei carichi di lavoro dei magistrati.

Cancellerie semivuote e meno giudici Secondo la fotografia di via Arenula a Perugia c’è una scopertura nelle cancellerie civili del 30,4 per cento (sette anziché dieci), a Terni del 18,7 per cento mentre a Spoleto di un quinto (25,6 per cento). Dati non troppo incoraggianti arrivano anche dagli scranni: meno 9,1 per cento di giudici a Perugia, meno 10 per cento a Terni, piante organiche al completo invece a Spoleto.

Rimborsi per i processi lunghi I processi più lunghi del dovuto che superano la «ragionevole durata» di sei anni prevista dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo producono altre carte: chi vuole essere rimborsato fa ricorso alla legge Pinto. In una recente intervista ad Umbria24.it il presidente della Corte d’appello di Perugia, Mario Vincenzo D’Aprile, aveva parlato del «gigantesco problema» dell’equa riparazione: «Ci sono 9.000 procedimenti pendenti targati Lazio e c’è stato ritardo perfino nella definizione di quei fascicoli».

Diminuiscono le cause A livello nazionale l’arretrato diminuisce e il contenzioso puro è calato da 2,4 milioni di processi pendenti nel 2009 a 1,6 milioni al 31 dicembre 2015. Merito della mediazione e delle altre procedure per sbrigare controversie ma anche dallo spauracchio dei costi del processo in tempo di crisi economica.

Vent’anni fa l’ultima assunzione La modernizzazione della pubblica amministrazione però passa attraverso i concorsi: un mese fa il Csm attraverso il «grido di dolore» dei tribunali della Penisola ha tentato di sbloccare la situazione lamentandosi col ministero dell’assenza di 9.000 unità nelle cancellerie. La benzina della giustizia. Gli amministrativi in servizio si invecchiano e non vengono rimpiazzati da vent’anni. Eppure, considerato che al civile una buona parte passa ormai dal processo telematico, va da sé che il flusso non può essere gestito da personale troppo avanti con gli anni. Nelle prossime settimane si cercherà di capire quanti dei mille nuovi cancellieri (insieme a quelli già approdati con le procedure di mobilità) arriveranno di rinforzo in Umbria.

Organico completo toglie molti alibi Scrive il quotidiano economico Il Sole 24 Ore: «Emerge con una certa evidenza come, soprattutto in alcune sedi, il livello di scopertura degli organici, sia dei magistrati sia del personale amministrativo, vada oltre il livello di guardia. E’ certo vero quello che il ministro della Giustizia Andrea Orlando è andato sostenendo da un po’ di tempo a questa parte e cioè che le performances degli uffici non sono sempre direttamente collegate agli organici e che la bontà dei risultati è conseguenza anche delle abilità di chi è alla guida dell’ufficio. Ma è altrettanto vero che un organico a ranghi completi o comunque senza troppe scoperture toglie anche molti alibi».

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