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locale la terrazza perugia
27 marzo 2012 Ultimo aggiornamento alle 12:08

A Pietro Grasso: «Io studente di terra di mafia qui lavoro in nero e l’Università non mi aiuta»

Pietro Grasso a Perugia (Foto Fabrizio Troccoli)

di Maurizio Troccoli

Con le lacrime agli occhi e le parole franche di chi deve farsi un minimo di coraggio nel pronunciarle, una studentessa originaria di Lamezia Terme chiede di intervenire nell’aula dell’università perugina che ha ospitato il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, per denunciare la sua difficoltà a laurearsi a Perugia: «Lavoro a nero e mando i soldi alla mia famiglia che vive con 400 euro al mese e all’università non gliene frega niente».

LA DENUNCIA. GUARDA IL VIDEO

Il gelo in aula E’ gelo in aula dopo le prime parole della studentessa del sud, di quel sud dove «non si può – dice – neppure respirare», ma dopo il suo intervento parte un forte applauso come ad esprimere una condivisione a una denuncia, il cui contenuto pare noto. Anche ai docenti tra cui c’è chi solleva la questione etica: «C’è bisogno di etica – dice un professore al microfono – anche nell’università di Perugia e non voglio aggiungere altro perchè potrei dire molte cose sgradevoli».

La testimonianza «Sono iscritta all’università di Perugia da 5 anni – dice la giovane rivolgendosi al procuratore Pietro Grasso e a tutti i presenti – ma non mi sono ancora laureata perchè lavoro e studio, ma l’università non mi viene incontro, non gliene frega niente. Lavoro in nero anche a Perugia. Vorrei dire di evitare di sghignazzare appena incontrate qualcuno del sud. Succede anche in questa università e anche con alcuni professori. Pensate che noi viviamo in un posto in cui non possiamo neanche respirare. Ho molto più rispetto per il procuratore che per tutta l’università di Perugia e per tutte le università d’Italia».

Il rapporto con l’università e il futuro «Mi è successo anche di aprire il libretto all’esame e sentirmi dire ‘ah Lamezia Terme’ con aria schifata. Spero di laurearmi con i miei sforzi poichè l’università non mi ha aiutato, visto che lavoro in nero e non posso essere una studente lavoratrice. Spero di poter fare qualcosa per la mia terra».

 

©Riproduzione riservata

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  • Rita

    E’ palese. Ma scusate,,, il servizio era sulla ragazza che è intervenuta alll’incontro del Procuratore Grasso? Leggendolo, è tutto incentrato sulle parole della ragazza. Nessuno commento e nessun riferimento a cio’ che ha detto di interessante il Procuratore e dell’intervento del Procuratore Cardella, altra eminente figura di spicco, che era al suo fianco. Credo che non ci sia stato un minimo equilibrio delle parti. Sembra dettato da un ufficio stampa della signorina. Sono senza parole, ragazzi!!!

  • Viola
  • Sabrina

    Per Rita: si capisce che il servizio è sulla ragazza, basta leggere il titolo.
    Se vuoi sapere nel dettaglio cosa ha detto il procuratore, non penso proprio che manchi il modo.
    Non era questo l’articolo con i riferimenti agli interventi dei grandi nomi oresenti all’incontro.
    Evidentemente anche tu sei una di quelle persone che dice con aria schifata “ah, Lamezia Terme” o sud in generale.
    Ma è grazie a tanti studenti del sud che l’Università e la città di Perugia sono andate avanti, quanti ragazzi del nord vengono a studiare qui? Ma quale ufficio stampa della signorina, se dici così è perchè non hai letto bene quello che c’è scritto, e le difficoltà che lei e non solo si trovano ad affrontare anche in questa città che i perugini si ostinano ancora a credere perfetta!

  • Consuelo Aiello

    Volevo ringraziare di cuore la redazione per l’articolo, non perchè incentrato su di me, ma per la grande sensibilità dimostrata nei confronti di una tematica così delicata, che interessa moltissimi ragazzi come me. Grazie per averci dato “Voce”.

    Consuelo Aiello

  • Consuelo Aiello

    Volevo ringraziare di cuore la redazione per l’articolo, non perchè incentrato sul mio intervento ma per aver dato “voce” a tanti ragazzi che vivono il mio stesso problema. Grazie Consuelo

  • No

    Tutto condivisibile, tranne il vittimismo. Sono di Perugia, ho lavorato in nero durante gli studi universitari e non ho mai pensato che la mia città sia perfetta. E come me la maggior parte dei perugini. Se avete scelto questa città per i vostri studi, sforzatevi di mischiarvi con la gente che vi ha accolto, e scoprirete che non sono così diversi da voi. In bocca al lupo

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