PgCity Festival, l’energia dei Sud Sound System domina la prima serata
di M.Alessia Manti
No al carbone. Lo slogan sulla maglietta di Nando non è solo la sintesi di una storia, quella della lotta di un movimento che si batte contro la centrale a carbone di Cerano, località pugliese in riva al mare Adriatico dove si bruciano oltre 8 milioni di tonnellate di carbone all’anno, una quantità immensa che produce energia, inquinamento, lutti e dolori. E’ anche un po’ l’essenza della musica dei Sud Sound System. La band salentina – da sempre sensibile alle tematiche sociali – venerdì ha regalato due ore di energia pura e vibrazioni positive alla gente giunta ai Giardini del Frontone per la prima serata del PgCity Festival e che li ha visti diventare ufficialmente gruppo principale della reggae night dopo la mancata esibizione dell’attesissimo artista Anthony B che ha causato non poco malcontento tra il pubblico. Il musicista jamaicano ha rinunciato a salire sul palco a quanto sembra per problemi personali. Le sonorità reggae hanno comunque conquistato senza mezze misure il pubblico: un ciclone giamaico-salentino ha colpito Perugia e chi era presente se ne sarà sicuramente accorto.
Due ore di spettacolo L’ingresso in scena del trio salentino scalda ancora di più un’atmosfera già di per se’ estiva. Le prime file si trasformano in un groviglio di corpi sudati e mani alzate. Si inizia con vecchi classici come Se prescia, Reggae Ammienzu a noi, Gioia ca crea – Nandu Popu tira fuori l’armonica – per arrivare al nuovo singolo, Vola via, tratto dal Best of. Messaggi di uguaglianza, pace e amore con Bisogno d’amore e la famosissima Le radici ca tieni. Il popolo salentino di Perugia va in delirio. Si passa poi ad altri classici della discografia dei Sud, da Ciao Amore, a Sciamu a Ballare, fino a Filu te Ientu, Orizzonti e Lampedusa, canzone del 2010 con la collaborazione del giamaicano Luciano, che descrive la dura situazione dei migranti. Breve momento dedicato alla ganja -Erba Erba e Super Blunt- finchè si arriva a un mash-up che comprende Crisce, Maledetta Televisione e Mamma Li Turchi. Rapida scomparsa dalla scena ed ecco che i tre ritornano sul palco per il gran finale con Dammene Ancora e Me Basta Lu Sule: è il delirio. Uno spettacolo genuino che ha visto i Sud Sound System dispensare vibrazioni positive e consigli senza risparmiare mai le energie e concedendosi totalmente ai loro fan.
La serata finale del festival Sabato, atto secondo: il reggae di venerdì spazio all’elettronica e alle sue sonorità liquide. I Subsonica apriranno ai Giardini del Frontone il tour estivo che celebra i 15 anni dall’uscita del loro primo album. Come annunciano i cinque di Torino, sarà un concerto molto ritmico, incentrato su sonorità black e giamaicane. Un aspetto insolito per le loro esibizioni, un live comunque ricco di armonie e suoni modulati. Appuntamento dunque con l’electro night che vedrà dalle 19 i dj set di Speakdeep e Feel Fly aprire il concerto dei Subsonica, alle 21.45. Le sorprese non finiscono qui: Rethink Play si affaccia sui palcoscenici d’Europa, portando per la prima volta sul palco di un festival italiano un ospite di indubbio calibro direttamente da rts.fm e dallo Studior° di Berlino: Cem Orlow.





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