giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:41
13 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:57

Peter Brook a trent’anni dal suo ‘Mahabharata’ chiude la stagione del teatro Cucinelli

In scena Carole Karemera, Jared McNeill, Ery Nzaramba, Sean O’Callaghan e le musiche di Toshi Tsuchitori

Peter Brook a trent’anni dal suo ‘Mahabharata’ chiude la stagione del teatro Cucinelli

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Giovedì 19 e venerdì 20, il maestro della scena internazionale Peter Brook, a distanza di trent’anni dal suo Mahabharata, torna sul palcoscenico con il celebre poema epico indiano, uno dei testi fondamentali della religione induista.

L’appuntamento Oggi, con Battlefield, Brook, insieme a Marie-Hélène Estienne, fa rivivere la storia di violenza e rimorso che interroga il nostro tempo e riflette i conflitti che straziano il nostro mondo. Il Mahabharata  – è scritto in una nota dell’organizzazione – non è semplicemente un libro, e neppure una serie di libri: è un’immensa tela che copre tutti gli aspetti dell’esistenza umana. In esso troviamo tutte le questioni della nostra vita, in una maniera allo stesso tempo contemporanea e pressante. Da molte migliaia di anni, il Mahabharata ci mostra, in un modo sempre inatteso, come aprire i nostri occhi verso ciò che la realtà domanda».

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Lo spettacolo Il Mahabharata parla di una grande guerra di sterminio che dilania la famiglia Bharata. Da una parte ci sono cinque fratelli, i Pandava, e dall’altra i loro cugini, i Kaurava, i cento figli del re cieco Dritarashtra. Entrambe le parti usano terribili armi di distruzione. Alla fine vincono i Pandava. A terra giacciono milioni di corpi senza vita. E ora il più anziano dei Pandava, Yudishtra, è costretto a divenire re. La vittoria ha il sapore amaro della sconfitta. Sia Yudishtra, sia Dritarashtra, il vecchio re, sono afflitti da una profonda angoscia e dal rimorso, e si interrogano sulle loro azioni passate, nel tentativo di chiarire le loro responsabilità nel disastro. Come potranno, il nuovo re e quello vecchio, trovare una pace interiore dovendo convivere con questo terribile massacro, avendo perso i loro figli, le loro famiglie, i loro alleati?

Prenotazione La ricchezza del linguaggio di questa epopea senza tempo, e le sue storie sempre sorprendenti, portano sulla scena questa vicenda che, pur appartenendo al passato, riflette gli aspri conflitti di oggi. bi. Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino telefonico regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita. E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria www.teatrostabile.umbria.it.

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